Perdita di liquido refrigerante dalla Sojuz MS-22

Adesso non ritrovo la fonte, ma ho letto che si tratta di un nuovo sistema “a piattina”, nel senso che vanno accoppiate ed imbullonate due flangie. Probabile che al centro di queste si trovi una serie di connessioni simili a quelle che collegano i moduli delle navette russe.

Se non si ritrova nulla di dettagliato in rete, allora vedremo “da vicino” durante la prossima EVA russa :slightly_smiling_face:

La mia curiosità era anche mirata a come e dove (da quale valvola e posizione) spurgheranno il sistema una volta messo in circolo il liquido.

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Nello spazio non sussiste il problema di fare il vuoto, quel circuito è già in condizioni di vuoto più spinto di quello che verrebbe raggiunto a terra.

Opinione mia non è primariamente rilevante. La riparabilità penso dipenda soprattutto dal danno (posizione/natura/estensione/raggiungibilità etc) a prescindere dalla complessità del sistema. Questo in generale, non è superfluo rimarcare che il sistema deve essere anche progettato per poter gestire una perdita senza rompersi. Ad esempio ci sono molti sistemi frigoriferi in cui il compressore è raffreddato dal fluido. Se non viene fermato subito, si rompe e hai voglia a ricaricare.
Che ci siano 2 10 o 20 scambiatori ha sicuramente un impatto (esempio se ci sono porzioni di circuito che possono rimanere isolate può essere più difficile inserire nella porzione raggiungibile tutto il quantitativo richiesto per questioni di pressioni o volumi massimi gestibili nella porzione raggiungibile).
Dovessi proporre un’idea, prevedere un braccio con delle prese a staffa da brasare direttamente su un tratto di tubo sano, già collegate al sistema di carico e con un tappo a brasare potrebbe essere valutabile come approccio. Ben più difficile chiudere la falla… lì è davvero un terno al lotto…

Possibile, certo, l’ho scritto, ma non ne sarei sicuro al 100%. Ci possono essere componenti che isolano rami del circuito e che necessitano di essere “primed”.

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Brasare? Nello spazio?

L’unico modo per riparare un circuito è che sia già progettato in sezioni con connettori che facciano anche la chiusura (tipo i tubi per irrigare, per capirci)…
Altri modi sono semplicemente inattuabili con una tuta EVA od in ambienti confinati come un modulo spaziale…

Per capire la difficoltà di riparare qualcosa in orbita che non era stato pensato per essere riparato basta vedere il caso della riparazione di AMS sulla ISS.
Anni di preparazioni a terra, strumenti creati ad hoc, decine di simulazioni nel NBL, etc…

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Confermato l’impatto con un MMOD la causa della perdita.

Le immagini riprese dal Canadarm2 hanno portato alla conclusione.

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Confermato quindi che:

  • la Sojuz MS-22 è stata perforata da un MMOD;
  • a Sojuz MS-22 tornerà a terra senza equipaggio;
  • la Sojuz MS-23 verrà lanciata in modalità automatica.
    Fonte
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Sono visibili da qualche parte? O forse dobbiamo attendere il prossimo numero di ODQN?

Copia/incolla dalla pagina telegram di Roscosmos:
"Experts concluded: Soyuz MS-22 should descend to Earth without a crew. Launch of Soyuz MS-23 on February 20, 2023 in unmanned mode.

It was previously planned that Roscosmos cosmonauts Oleg Kononenko and Nikolai Chub and NASA astronaut Loral O’Hara would go to the station on March 16 on this ship.

The expedition of Sergei Prokopiev, Dmitry Petelin and Francisco Rubio to the ISS is being extended. They will return to Earth on Soyuz MS-23."

Singifica che Kononenko non va su, e che Rubio scende giù con la Soyuz MS-23 (e non con Crew-6). E quindi in teoria Fedyaev rimane su Crew-6 (aspettando notizie più complete)

Io gli ho fatto una foto dalla console :stuck_out_tongue:
Il buco quasi non si vedeva (il detrito è entrato e non è uscito), si vedevano i depositi del refrigerante che è uscito

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Il media briefing di NASA 2023-01-11T14:00:00Z:

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(continuo ad aggiornare mentre parlano)

  • NASA è d’accordo con Roscosmos nel credere che la causa sia stato un detrito. Tutti sono d’accordo che non è stato un meteor shower, perché la direzione non combacia con dove l’impatto è avvenuto. Quindi si pensa sia stato un meteorite di 1 mm con velocità relativa di circa 7 km/s (che è arrivato da una direzione “casuale”)

  • Confermato nessun cambio all’equipaggio di Crew-6

  • È stato deciso che la via ottimale era di mandare la MS-23 senza equipaggio, e per questo si è deciso di estendere la Expedition 68 di vari mesi. La data del rientro di MS-23 non è ancora decisa (il piano originale era che la MS-23 rientrasse a fine Settembre 2023, per lasciare il posto alla Expedition 70).

  • L’equipaggio di Expedition 69 non verrà cancellato, ma verrà solo posticipato alla Soyuz successiva. Quindi ci sarà un effetto a catena su tutte le expeditions successive, ma Roscosmos cercherà di accorciare le missioni per ritornare alla schedule originale il prima possibile.
    Nota: c’é stata una domanda che chiedeva quando la MS-24 sarà pronta per lanciare il nuovo equipaggio, ma né Montalbano né Krikalev hanno risposto (non so se perché si sono dimenticati, era l’ultima di tante domande o se hanno glissato appositamente).

  • Sia NASA che Roscosmos sono d’accordo nel chiamare la MS-23 una “replacement Soyuz”, non “rescue Soyuz”, nel senso che ad oggi non c’è nessun bisogno per gli astronauti di rientrare, possono stare a bordo in maniera sicura e senza problemi.

  • Se dovesse esserci un’emergenza sulla ISS prima dell’arrivo della MS-23, che richieda l’evacuazione della ISS, la MS-22 può essere usata per rientrare a terra. In parallelo, si continua a lavorare all’opzione di farli rientrare con Crew-5, in caso di emergenza (i.e. possibilità ancora non confermata). Per ora Crew-6 non si tocca.
    Nota: significa che la MS-22 ad oggi è considerata sufficientemente sicura per il rientro con equipaggio di caso di emergenza, per chiudere definitivamente le discussioni dei giorni scorsi.

  • In caso di rientro della MS-22 con l’equipaggio, il problema principale sarebbero le condizioni termiche (visto che non c’è possibilità di raffreddamento).

  • Quello che preoccupa sono i computer che arriveranno tra i 30 e i 40 gradi, in condizioni di umidità elevata (se non si può raffreddare, non si può neanche rimuovere l’umiditá). Queste condizioni di alta temperatura e umidità sarebbero anche “non salutari” per l’equipaggio.

  • La Soyuz ha vari livelli di ridondanza. Se i computer si rompono, si può passare al modo analogico. Quindi la Soyuz MS-22 è in grado di rientrare a Terra senza problemi. Il vero problema è l’equipaggio, che si troverebbe in un ambiente di alta temperatura e umidità. È il motivo per cui si sta guardando all’opzione di spostare uno o più astronauti si Crew-5, per ridurre il carico termico (sia calore sensibile che latente) generato dagli astronauti stessi.
    Nota mia: questo è molto interessante, il problema non sono l’hardware e l’elettronica, ma l’equipaggio. E il problema principale è l’umidità associata con l’alta temperatura, non la temperatura “da sola”.

  • NASA e SpaceX stanno lavorando all’opzione di spostare un astronauta su Crew-5 in caso di emergenza. Questo implicherebbe spostare dell’hardware dalla Soyuz alla Dragon, per fissarlo dove normalmente si fisserebbe del cargo, e in quel modo essere in grado di portare giù un astronauta. Cosa spostare esattamente come fissarlo è ancora da definire, ma non sarebbero nè i seggiolini nè la Sokol. Ovviamente questo è solo uno scenario di emergenza, il piano nominale rimane di far tornare Crew-5 con 4 astronauti.

  • Con questo, significa che lancieranno la MS-23 prima del rientro della MS-22. Quando la nuova Soyuz arriverà, sposteranno i seggiolini e altro HW dalla 22 alla 23, dopodichè la MS-22 rienterà in maniera quasi nominale (nella solita zona in Kazakistan, portando giù anche dell’equipaggiamento e dei campioni scientifici, diversi da quelli che erano già pianificati, perché ovviamente non si può portare giù i campioni congelati). Nel momento in cui tornerà senza equipaggio, la MS-22 verrà usata per portare giù del cargo aggiuntivo.

  • Roscosmos userà questa situazione per testare il comportamento della Soyuz per un rientro in questa situazione anomala (ovvero si imparerà qualcosa di più delle capacità della Soyuz da questa anomalia).

  • NASA dal canto suo porta avanti del lavoro per capire le opportunità di “launch on need”, nel caso una cosa del genere succeda ad uno dei veicoli americani. Roscosmos invece ha già studiato la cosa in passato, e piuttosto che tenere una Soyuz di backup sempre pronta (da preparare e lanciare entro 45 giorni, se dovesse servire), pensano che sia più facile preparare quelle che servono secondo il piano nominale, e se serve accelerarne la preparazione e lanciarla un po’ prima

  • Stessa domanda di @wernherv , Krikalev ha risposto che non si può riparare la MS-22 (tra le altre cose non ci sono neanche gli appigli perché gli astronauti in EVA possano arrivare al punto dove c’è il buco). È molto piú semplice mandare su una Soyuz sostitutiva.

  • Per la data di lancio di Crew-6 (che doveva essere a metà Febbraio), NASA ha bisogno di ancora un paio di settimane per poter dire se rimarrà lì o se dovrà essere posticipata.

  • Perché non lanciare un’altra Dragon subito dopo il lancio di Crew-6, visto che dovrebbero essercene di disponibili? La cosa più facile e più veloce è di lanciare la MS-23 e di estendere la permanenza a bordo di Petelin, Prokop’ev e Rubio, senza bisogno di scomodare la sequenza delle Dragon che sono “in coda” per le missioni future.

  • Perché non si può mettere una protezione da MMOD? Risposta quasi ovvia: se devi emettere il calore, devi essere esposto allo spazio. Se ci metti una copertura, non funziona più come radiatore. Si potrebbe fare un radiatore più pesante, ma per farlo abbastanza spesso da resistere a un detrito che arriva a 7 km/s, dovrebbe essere così pesante che non riesci più a lanciarlo.

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Spero rilascino un articolo.

Di solito però passa qualche mese perché pubblicano tutta l’analisi e le conclusioni.

Domanda stupida: le tute Sokol non riescono a sopperire al problema della temperatura nell’abitacolo?

da qualche parte il calore deve andare… puoi raffreddare se puoi pompare il calore da qualche parte, ma se la Soyuz non riesce ad espellere il calore, l’ambiente nella Soyuz diventa caldo e umido, e di conseguenza diventa caldo e umido anche l’ambiente nelle Sokol.

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Se confermato diventa l’incidente piu’ grave finora provocato da un detrito spaziale?

Il limite di sopportazione umana è 35°C di bulbo umido per pochi minuti, una decina o più, il che vuol dire 35°C a 100% di umidità (che penso raggiungeranno in un’ora con il respiro in quello spazio stretto), a 40° dovrebbe essere 75%. L’umidità si può diminuire localmente e leggermente con la circolazione interna, tipo il classico ventilatore in faccia: ti evapora il sudore (col vento localmente l’umidità è sotto 100%) e condensa da qualche altra parte sulla parete della Sojuz per sovraumidificazione, scendendo al 100% nuovamente dopo la condensa. Non voglio però assumere che sia una soluzione possibile ventilare in cabina, non lo so assolutamente.

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Davvero riusciamo a sopravvivere solo per 10 minuti a 35 gradi con 100% di umidità?
Queste non sono condizioni quasi normali in alcune zone equatoriali?

La cabina e l’interno della Sokol sicuramente saranno ventilati, è la norma in tutti i veicoli spaziali (non essendoci convezione, si deve forzare la ventilazione). Ma se le condizioni sono quelle in tutta la cabina, ventilare servirebbe a poco.

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No, non sono condizioni normali. Quando la temperatura è alta, l’umidità relativa scende velocemente (in un certo senso l’umidità assoluta salirebbe anche, ma non influisce sulla sensazione di caldo). Personalmente ti posso dire che in Calabria sulla costa sono stato per ore per qualche giorno consecutivo a 48° senza soffrire, con umidità molto bassa.
Ci sono stati pochi casi registrati al mondo con temperatura di bulbo umido così alta.

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E invece no, la ventilazione favorisce l’evaporazione del sudore, anche se c’è 100% di umidità.