Philae chiama Terra: si risveglia il lander di Rosetta


#1

#2

Questa è, senza alcun dubbio, una notizia bellissima!

Io avevo quasi perso la speranza di risentirla invece…finalmente ha dato sue notizie.

Oltre al fatto di dover inviare tutte le informazioni fino ad ora accumulate, il lander è in grado di dare informazioni sul suo stato attuale e sulla sua posizione sulla cometa? Con quanto ricevuto fino ad ora, si potrà stabilire se nell’immediato futuro sarà in grado di operare e se gli sarà possibile avere più energia?


#3

Evvivaaaaaa!!! :smiley:


#4

Fantastico!!! :smiley: :smiley:


#5

Già con gli attuali 24W può riprendere le operazioni scientifiche. Speriamo invece che riescano a spostarlo dal punto infelice in cui si è posato.


#6

Mi sono dimenticato come possono farlo…Usando gli arpioni o la sonda per i campioni del terreno?


#7

Utilizzando le molle delle gambe di atterraggio per fargli compiere dei balzi.


#8

Uh? Sicuro? Non ricordo assolutamente questa feature, anche considerato che nella missione nominale sarebbe stato ancorato con arpioni e viti.


#9

Notizia grandiosa!!!

Ora non faranno nulla! Recuperino i 7000 pacchetti e poi vedremo! :nerd:


#10

Era una manovra presa in considerazione per migliorarne il posizionamento al termine delle operazioni nel novembre scorso.

Da AstronautiNEWS del 16/11/2014: Concluse le analisi da parte della strumentazione di bordo e con i relativi dati al sicuro nei centri di controllo della missione, le ultime energie residue fornite dalle batterie sono state utilizzate per tentare una manovra che avrebbe fatto muovere Philae. Dapprima si è valutato di azionare le molle delle gambe di atterraggio per far compiere un balzo al lander nella speranza che ricadesse in una zona più aperta e quindi fuori dall’ombra, ma poi si è deciso per una meno rischiosa manovra di rotazione sul proprio asse, sempre utilizzando le gambe di atterraggio. Anche questa operazione è stata eseguita con successo, facendo ruotare Philae di 35° in modo da rivolgere verso il Sole due pannelli solari anziché uno solo.


#11

se non ricordo male non ci sono molle, ma si era parlato di dare una “botta” con la ruota di reazione e far fare un salto a Philae


#12

Da The Guardian del 15/11/2014:

The lander’s legs have a built-in spring action. Commands were uploaded on Friday night to fire them, scientists said, warning there was no guarantee of success. Another strategy under discussion was to spin up an internal flywheel that could make Philae cartwheel out of its predicament but also risked soaking up the last of its battery power.

Pensandoci meglio però il fatto che Philae sia per lo più in ombra potrebbe ora essere un vantaggio per quando la cometa sarà ancora più vicina al Sole e al massimo dell’attività, permettendo al lander di sopravvivere più a lungo.


#13

… a volte ritornano, (dal titolo di un famoso film) GRANDIOSO! :beer:


#14

Ma è il caso di rischiare con il “salto” adesso che si è “risvegliato”?
E se si peggiorasse la situazione?


#15

Nessuno del team ha ancora ripreso l’ipotesi iniziale di tentare di spostare la sonda.


#16

Immagino che al più presto cercheranno di scaricare i dati rimanenti, e poi magari fare una panoramica fotografica (se già non è compresa nei dati) per capire la situazione. Momenti febbrili!
Sarà interessante capire quando Rosetta sarà di nuovo in posizione per comunicare. Qualcuno ha idea dei tempi?


#17

Comunque sia, ora che sanno che è sveglio ottimizzeranno il più possibile i collegamenti con lui


#18

Immagino di sì, ma non so quali siano i periodi di mutua visibilità di Philae e Rosetta e quali siano i gradi di libertà dell’orbita di Rosetta. Bisogna ricordare che 67P è quasi al perielio, quindi molto attiva. Non credo che Rosetta cambiare piano orbitale liberamente.


#19

Ora che le condizioni di illuminazione del sito di atterraggio sono migliorate le immagini panoramiche che potrà riprendere la sonda daranno un’idea migliore della situazione.


#20

Una bella intervista (in francese, ma usate Google Translator che si dovrebbe capire bene) a Philippe Gaudon, capo progetto di Rosetta per il CNES:

Il giorno cometario dura 12,5 ore, c’è una opportunità ad ogni rotazione, ma non sempre Rosetta si trova in asse per comunicare. le batterie sono a 0 °C, che è una temperatura relativamente alta e permette la ricarica. Insomma, sembra che tutto vada per il meglio.

La procedura di riattivazione è in fase di discussione. Interesserà inizialmente i rilevatori dei gas emessi (basso consumo di corrente), poi le camere di ripresa, e poi probabilmente il trapano. Ora c’è bisogno di un quarto d’ora di scambio dati per fare il dump delle memorie e inviare qualche comando. Stay tuned…