Pianificazione utilizzo guanti per EMU durante STS-125

Come noto nelle ultime missioni vi sono stati alcuni problemi per quanto riguarda i guanti indossati dagli astronauti durante le attività extraveicolari. Particolarmente eclatanti sono stati gli episodi verificatisi durante le missioni STS-116 e STS-118. Nel primo caso l’ispezione post-volo aveva evidenziato alcuni danni al guanto indossato da Rober Curbeem durante una EVA, e nel secondo durante l’EVA-3 Mastracchio dovette rientrare anticipatamente a causa di un vistoso danno rilevato durante un ispezione visiva mentre la passeggiata spaziale era in corso. Tutto questo ha ovviamente indotto gli ingegneri NASA a cercare di rimediare a questa situazione, sviluppando dei guanti a prova di usura. La prima soluzione ideata è stata una protezione extra da applicare esternamente al guanto ed ha fatto il suo debutto durante le missioni STS-120 e STS-122. Durante l’ultima missione, STS-124, ha invece fatto debutto un nuovo tipo di guanto che presenta una superficie esterna simile a quella di una tartaruga (turtleskin-like) in prossimità delle estremità delle dita.

Tuttavia vi sono dei problemi. Ovvero la soluzione con protezione esterna aggiuntiva limita i movimenti della mano, soprattutto delle dita, mentre la seconda soluzione riduce la sensibilità tattila la quale è importante per svolgere bene il lavoro. Per questo motivo si è deciso che per la, ormai vicinissima, ultima missione di riparazione ad Hubble gli astronauti che svolgeranno le attività extraveicolare indosseranno i guanti di nuova concezione, ovvero quelli usati a partire da STS-124, con un eccezione. Durante l’EVA 3 infatti sono previste delle attività sull’Advanced Camera for Surveys le quali richiedono una certa sensibilità tattile nonché capacità di muovere liberamente le dita. Per questo motivo l’astronauta John Grunsfeld indosserà guanti non modificati e neanche le protezioni extra. Oltre a questo durante l’EVA-2, l’astronauta Mike Massimino verificherà l’idoneità nell’indossare i guanti modificati per compiere operazioni di riparazione sullo Space Telescope Imaging Spectrograph (STIS). Si tratta infatti di compiere operazioni piuttosto delicate nelle quali è importante sentire a tatto se si stanno facendo le cose nella maniera giusta. Se l’astronauta riterrà che indossare i nuovi guanti possa precludere la buona riuscita delle riparazioni sullo STIS, che avverrà durante l’EVA 4, allora si opterà anche per questa passeggiate per il non indossare i nuovi guanti.

Tutte le prossime missioni shuttle, che saranno dirette esclusivamente verso la ISS, prevederanno invece l’uso incondizionato dei nuovi guanti.