Planetary Science and Astrobiology Decadal Survey 2023-2032

Venerdì c’è una nuova sessione, la terza. Ci sarà pure Jim Bridenstine a parlare.
Ecco l’ordine del giorno:
https://www.nationalacademies.org/event/10-16-2020/docs/DC6CCED988F1591E9BF2648887807FA8A0E1E68854E2

E come bonus vi faccio vedere il concept di questo orbilander di Encelado, un orbiter che dopo un po’ diventa un lander e va a caccia di vita nella piccola luna. Un bel malloppo di 186 pagine ma ogni tanto c’è pure qualche figura che spezza la pagina.

Avete tutto il tempo di leggerlo, si parte nel 2038 e si arriva in prossimità di Saturno nel 2045. L’inserzione in orbita di Encelado avverrà solamente nel 2050 e l’anno dopo di scende sulla superficie. La missione termina nel 2054, a meno che il Congresso (se esiste ancora) approva un’estensione tendenzialmente fino al 2057 e secondo le statistiche ISTAT dovrei essere ancora vivo. Costo: solo 2,5 miliardi di dollari, lancio escluso, tutto sommato neanche tanto. Tutto quello che ho detto è solo nelle prime 3 pagine del documento, ci sono davvero tanti dettagli interessanti.

La sonda riuscirà a scoprire se c’è vita su Encelado anche a concentrazioni bassissime. Sarà dotato perfino di un microscopio per l’osservazione diretta. Dovrebbe riuscire anche a fornire risposte sul perché non c’è vita, in caso non trovi niente.

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Non so se faccia parte o meno del piano decennale di scienze planetarie, casomai spostiamo dopo, ma guardate quanto è bello questo nuovo concetto di atterraggio su Plutone:


si tratta di una specie di mongolfiera che si gonfia e sfrutta l’altissima e rarefattissima atmosfera di plutone, un caso unico nel sistema solare, alta circa 1.600 km.
In proporzione, il lander è quel piccolo puntino grigio che si vede nell’immagine di seguito:

Una volta arrivato in superficie, il lander potrà fare un salto e perlustrare una zona diversa della superficie, la gravità è solo 0,6 \frac{m}{s^2}.
La tecnica è importante intrinsecamente perché permette di arrivare su Plutone con una traiettoria in stile New Horizons, in soli 10 anni. Tutti gli altri studi di orbiter o lander finora, infatti, prevedevano traiettorie con un arrivo più dolce ma che richiedevano circa 20 anni di viaggio.
La tecnica non si può applicare in nessun altro corpo celeste del sistema solare.
Le immagini provengo dal seguente articolo:

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Ieri e oggi si sta svolgendo lo steering meeting, un resoconto per capire un po’ come si sta evolvendo la situazione. Sulle pagine ufficiali c’è ben poco, come riportato qui:

Su twitter qualcuno si sbilancia di più, pubblicando qualche slide ogni tanto, ma ancora circola davvero poca roba:

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Un’altra missione interessante che è uscita in questo survey è un lander per Mercurio:
http://spaceref.com/mercury/mercury-lander-planetary-mission-concept-study-for-the-2023-2032-decadal-survey.html
purtroppo non ho ancora accesso alla pubblicazione originale, il cui abstract è presente qui, quindi non so molti dettagli in più

è ci sono poche altre notizie in giro, ma ben confuse. Su Forbes si parla di una missione che arriverebbe in superficie al tramonto, dopo 10 anni di viaggio, per evitare le temperature elevate e durerebbe una notte mercuriana, 88 giorni, proprio per evitare il sole, ma parla anche di alimentazione con pannelli solari, quindi c’è qualcosa che non va.

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Ad aprile ci sarà qualcosa di importante, sinceramente però non ho capito bene cosa.

È in corso il #LPSC2022 Lunar and Planetary Science Conference del 2022.
Stanno parlando in tanti, di Marte, di Europa (Giove) di Luna, di Titania (Urano) e tanti altri mondi rocciosi del sistema solare. Cliccando sull’hashtag vedete le condivisioni su twitter dei principali speaker.
E per voi un’immagine (Credit NASA) di tutte le missioni planetarie a cui ha preso e prenderà parte la NASA

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Sembra proprio che Urano sia il miglior candidato uscente dal Decadal per la prossima missione Flagship. Sarà l’orbiter più lontano di sempre se verrà effettivamente realizzato.

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Le raccomandazioni del decadal (svoltosi questa settimana) sulle top missioni sono:

  • continuare Mars Sample Return*
  • NEO Surveryor
  • questa che riporto in inglese The committee prioritizes the Uranus Orbiter and Probe (UOP) as the highest-priority new Flagship mission for initiation in the decade 2023-2032
  • Enceladus Orbilander

*Tecnicamente (a quanto ho capito) le missioni di Marte non competono col budget delle missioni Flagship, ma fanno capitolo di spesa separato. Le altre missioni di Marte raccomandate oltre a MSR sono:

  • Endurance-A
  • Mars Life Explorer

Altre missioni medie suggerite come importanti:
• Centaur orbiter and lander
• Ceres sample return
• Comet surface sample return
• Enceladus multiple flyby
• Lunar Geophysical Network
• Saturn probe
• Titan orbiter
• Venus In Situ Explorer

Missione “media” speciale con un capitolo a parte:
Triton Ocean World Surveyor

Qui si trova il file completo (800 pagine) sulla raccomandazione alla NASA per la selezione delle missioni dei prossimi 10 anni, è scaricabile solo dopo registrazione al sito dell’Accademia e non ve lo posso allegare perché è troppo grande e supera le limitazioni del forum. A me non arriva spam dopo la registrazione.
https://nap.nationalacademies.org/download/26522

Questa è solo una raccomandazione. Poi la NASA va al Congresso a batter cassa forte della raccomandazione ricevuta dal The National Academies. Con i soldini previsti al momento, la missione di Urano potrà partire (Fase A, quindi lo studio, non la sonda sul razzo!) nel 2028. La raccomandazione è di farla iniziare nel 2024.

In generale sono molto più complesse delle missioni suggerite 10 anni fa, che denota un progresso nelle attività spaziali robotiche nello spazio profondo, non stiamo a mandare sempre le stesse sonde in posti diversi. I tempi sono lunghi e magari con uno sguardo veloce non ce ne si rende conto, ma l’esplorazione robotica proposta è veramente ambiziosa.

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Ed ecco un riassunto dei principali obiettivi che questo comitato scientifico si è posto e quanto le varie missioni aiuteranno a raggiungere i vari traguardi. Tutto viene dal file linkato un post sopra.

(tra l’altro questi di WeMartians ci faranno almeno una puntata del podcast sul decadal, forse anche più d’una)

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Un altro articolo riassuntivo.

Ho detto un’inesattezza sopra, Endurance è un rover lunare, non marziano.

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Sarebbe bello avere sempre almeno un satellite in orbita per ogni pianeta

Se avete già letto le 800 pagine del documento sopra, eccone un altro migliaio per la descrizione dettagliata delle singole missioni, raccolte in una cartellina con un PDF per missione. Qui però ci sono anche le figure, e tante.
https://drive.google.com/drive/folders/1Qlun6EF0v472eOMXXokHxa6B2tBLNkdv

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Ecco le due puntate del podcast che questo divulgatore ci aveva promesso.

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Il video completo del briefing, un’ora di presentazione e un’ora di domande.

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Nuovo articolo di Gianmarco Vespia pubblicato su AstronautiNEWS.it.

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Questa è una dimostrazione del peso che ha il Decadal.

A marzo, la proposta del presidente sul budget 2023 prevedeva un ritardo della missione NEO Surveyor per dare priorità ad altre missioni ritenute più importanti. Ad aprile il comitato del Decadal suggeriva di non posticipare la data di lancio, come potete leggere nell’articolo di astronautinews un post più sopra.
Ora, il 26 maggio, il capo della commissione scientifica alla Camera, ha rimesso sul piatto la discussione, spingendo di fatto il Congresso verso una situazione dove dovrà sacrificare qualcosa di “già deciso” per non mettere a repentaglio la missione NEO Surveyor. Sarà una questione dove si prenderà formalmente una decisione solo in tardo autunno (e non di rado si sfora in inverno).

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Sempre in cerca di compromessi
https://spacenews.com/house-appropriators-partially-restore-funding-for-planetary-defense-mission/

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La NASA si è messa in moto e ha ascoltato le raccomandazioni dell’Accademia.
Sta iniziando a studiare la missione su Urano, che ricordiamo era suggerita in due versioni, quella raccomandata con inizio della fase di sviluppo nel 2024 e budget maggiore e quella normale con inizio nel 2028 e budget minore, la partenza sarà comunque dopo il 2030.

Subito emerge il primo problema: il finanziamento previsto dal Congresso è minore addirittura della linea normale.

Per quanto riguarda Mars Sample Return, invece, non sembrano esserci problemi. C’è un piccolo screzio su altre missioni, secondo la NASA il Decadal non dovrebbe suggerire destinazioni, ma concentrarsi esclusivamente su quale sono le domande a cui bisogna lavorare per cercare risposte.

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A sostegno di Encelado c’è uno studio (in realtà ormai iniziano a essere tanti) che dice che basterebbe raccogliere 0,1 millilitri di acqua dai geyser di Encelado per rispondere alla domanda se c’è vita o meno all’interno.
Il tema principale sulle attività biologiche del piccolo satellite è sempre legato alla produzione di energia dalla sintesi di idrogeno e anidride carbonica, comune sulla Terra ad opera dei metanobatteri, che non hanno nemmeno bisogno di ossigeno allo stato gassoso per sopravvivere, ne di luce. Sono batteri ma comunque a uno stato evolutivo avanzato, sono eucarioti, su Encelado la vita potrebbe essere meno strutturata.
Un articolo in italiano di INAF.

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Tra il 25 e il 27 luglio 2023 si terrà un meeting per discutere delle possibili scoperte scientifiche interdisciplinari che potranno essere fatte con questa missione. Non so se sarà anche trasmesso via Zoom, ma sicuramente avremo news.

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