Problemi al paracadute di ExoMars

In Sweden!!! Questi test si fanno in Svezia, Katya.

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Anatoly Zak la mette giù un po’ dura;

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Hm… forse neanche troppo. Premesso che dobbiamo attendere i dettagli di cosa sia andato storto, il 2020 è davvero dietro l’angolo e un rinvio di 2 anni potrebbe diventare necessario, giocoforza con i necessari allineamenti orbitali… :confused:

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Uh! Anche ESA sta timidamente diffondendo la notizia.

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Sulla possibilità di rinviare la missione.

“We have two remaining test windows. One is in November, the other is in February next year. If those tests are okay then we are on for a flight in July. However, if one of them was to fail, we would not take the risk. Our mission success is the first priority.” […] said Nico Dettmann, human and robotic exploration development projects group leader at Esa.

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Nuovo articolo di Marco Zambianchi pubblicato su AstronautiNEWS.it

Ahia…
Che i problemi possano essere legati alla massa considerevole del pacco da consegnare?

Assolutamente sì! Non è così scontata la tecnologia del paracadute quando si tratta della rarefatta atmosfera marziana e del peso da far atterrare in questa missione.

I paracadute sembrano essersi danneggiati, in entrambi gli ultimi due test, già dalle primissime fasi di estrazione dalle “borse”.

Secondo questo articolo di Ars Technica ci sarebbe stato un altro fallimento oltre ai due noti:

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Ma il paracadute è uguale a quello di Schiaparelli?
Anche se nessun l’ha mai ammesso ufficialmente, io sono ancora convinto che la colpa dello schianto sia del paracadute, non del SW o dell’accelerometro, che hanno solo riportato il casino che il paracadute stava causando.
Secondo me si vede chiaramente dalle foto del sito dello schianto, che il paracadute non ha funzionato: basta misurare la distanza tra paracadute e backshell, cioè quanto si sono dispiegati i cavi: la metà di tutti gli altri rover atterrati con successo su Marte.
Ergo, si sarebbe schiantato anche se IMU e SW avessero funzionato perfettamente.

Quello che non capisco è perchè il report finale sulla ricerca della “root cause”…non parla affatto di “root cause”, ma solo di effetti derivati!

Comunque già mettere l’anno di lancio dentro al nome ufficiale di una missione, è segno di scarsa conoscenza delle “faccende spaziali”: quando mai nella storia una missione è stata lanciata nella data prevista inizialmente?!? E ora ci si è messa anche la NASA, con Mars 2020; stiamo tornando indietro invece di progredire?!? Mah.

No, questo è decisamente più grande.

Nuovo articolo di Luca Frigerio pubblicato su AstronautiNEWS.it

Hanno tecnologia italiana i paracadute?

Sì, pare. Arescosmo

https://www.arescosmo.it/

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Ognuno ha diritto alle sue opinioni, poi ci sono i fatti.
Ricordo che la commissione ha lavorato avendo in mano i dati della telemetria.

Suggerirei la rilettura di questo articolo, e l’abbandono dei “basterebbe”, che sono sempre cattivi consiglieri.

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I nuovi test saranno condotti a dicembre e a febbraio

Nell’articolo che avevo riportato sopra il primo test era indicato per novembre, quindi direi che c’è stato un rinvio.

Relativamente all’intervento della NASA mi permetto una domanda ignorante: in casi come questo, l’aiuto fornito da NASA è offerto a titolo gratuito oppure viene pagato da ESA?

Viene pagato, magari in modo diverso dal contante come per la ISS, ma viene pagato.

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I paracadute di Schiapparelli era prodotto dalla Aerosekur di Caselle Torinese.
L’azienda ha cambiato il nome in Arescosmo e ha prodotto anche i paracadute di Kazachok (il lander della Lavochkin).

Conosco il progetto di Schiapparelli e chi ci ha lavorato (sia in TAS che in Arescosmo) e ti posso garantire che non c’è nessuno che io conoscoa che abbia mai avuto dubbi sui paracadute.
(ovviamente devi prendere le mie parole sulla fiducia).

Inoltre a me pare che i problemi avuti nei test del nuovo paracadute siano qualcosa di inedito.

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Parlavo proprio di questo assurdo report, che dice:
“è tutta colpa del computer di bordo, che ha fatto una stima errata dell’assetto di volo per via dei dati inattesi che ha ricevuto dall’IMU, e quindi ha spento i retrorazzi troppo presto.”

Ma… siamo pazzi?!? Questa sarebbe una “root cause”? E’ stato lo spirito santo a causare i dati errati??? Sembra un rapporto scritto da Paperino: “Schiaparelli si è schiantato perchè non ha funzionato”.

Cioè sul serio? Non è uscito nessun altro report dopo questo? Nessuno ha cercato di capire a cosa erano dovute le “high angular rates”? Nessuna lesson learnt, tranne aggiungre al SW una riga che, al prossimo guasto del paracadute, invierà la telemetria “sto precipitando” ?

Ho indagato parecchio sulla cosa all’epoca: sapete che nessuno, nemmeno la NASA, ha dati su cosa succede all’assetto di volo subito dopo l’apertura del paracadute dei lander marziani? Tutti i dati successivi all’apertura del paracadute, nelle precedenti missioni NASA, sono considerati “inattendibili”, dal Pathfinder a oggi.
Ho cercato in lungo e in largo le telemetrie complete delle traiettorie dal distacco dal Carrier Module all’atterraggio, ma non esistono, si interrompono tutte all’apertura del paracadute. Ho letto in un paio di “report post-missione” che non è proprio possibile ricostruire la traiettoria successiva per via delle troppe incognite.

Guarda un po’ una di queste incognite ci è costata la faccia e svariati milioni di euro.
E adesso abbiamo 3 test su 3 del paracadute falliti.