In pratica (ed è potenzialmente rivoluzionario) fanno collidere molecole di CO2 accelerate contro una lamina d’oro e producono (con una resa molto bassa) O2.
Hanno preso lo spunto dalla produzione di ossigeno delle comete quando il vento solare accelera le molecole d’acqua facendole sbattere violentemente contro la superficie delle comete e liberando O2 ed hanno testatto un processo simile con l’anidride carbonica.
se riuscissero a portare la resa del ‘reattore’ attorno al 30-40% …
Ci sono altri metodi più semplici e efficienti per la produzione di ossigeno da CO2, è già pronto per essere spedito su Marte MOXIE ad esempio, già testato sulla Terra.
Si scusa, quello che volevo dire è che lo scopo dell’articolo, a quanto ho capito, è fare uno studio sull’abbondanza dell’ossigeno molecolare nelle comete, e non è uno studio su un nuovo metodo efficiente di produzione di ossigeno da anidride carbonica, per questo ho citato solo la parte sulla resa del reattore.
Edit: forse sbaglio io ad interpretare, vedo che la notizia è stata diffusa da molti siti di news nella versione metodo di produzione più efficiente.
Probabilmente adesso è comunque un metodo ancora molto inefficiente ma con il pregio notevole di sfruttare una risorsa reperibile in loco ( CO2 prodotta dagli astronauti in un astronave o presente nell’atmosfera di Marte) senza doversi portar dietro l’acqua necessaria per l’elettrolisi.
Moxie fa una elettrolisi in stato solido, su un catalizzatore portato a 800 °C. Le molecole di CO2 si scindono liberando ossigeno, che viene separato dal campo elettrico e raccolto. Non c’è acqua.
Sicuramente un processo energeticamente vorace, ma con buone prospettive.
Quello pubblicato su Nature è interessante almeno come principio, decisamente “alternativo” ai metodi elettrochimici.
@IK1ODO, l’ha spiegato meglio di come avrei risposto io, grazie.
Il nuovo studio è poco più di un dimostratore tecnologico, con una resa bassissima, ma la tecnologia è comunque nuova e potenzialmente molto interessante, secondo me