Quali energie sono e saranno disponibili per la produzione di energia elettrica

Erm… Il mio computer STAVA acceso 24/7, a macinare pacchetti su BOINC, pero’ e’ un po’ vecchiotto (del 2004) per cui essendo rumoroso e nella mia stanza, di notte lo spengo. Quando tornero’ dalla Florida, se mi saranno rimasti un po’ di soldi, ne prendero’ uno nuovo, che tornera’ a stare acceso 24/7.

Quanto ai router, sono sempre accesi. Quando mio fratello arriva dalla California (passando magari dal Giappone, come fra qualche settimana), gli succede spesso di lavorare alle tre di notte…

Tra parentesi, la maggior parte di guasti nei computer sono causati dallo shock di accensione. Caveat Emptor.

infatti per un pc, al contrario di quel che molti pensano, gli shock di accensione inficiano sulla durata complessiva molto più del monte ore di utilizzo continuato

sulla questione “standby-led” mi ero molto incuriosito e avevo fatto alcuni piccoli esperimenti domestici: staccando tutto lo staccabile avevo scoperto che il consumo del mio frigorifero rendeva risibile ogni eventuale risparmio dovuto allo switchoff degli altri parecchi, il cui consumo in standby era tra l’altro assolutamente trascurabile per tutti i dispositivi tranne un vecchio amplificatore che effettivamente, anche in standby, consumava qualcosa, ma semplicemente perchè era dotato di 2 interruttori: uno per lo standby (che manteneva alimentate le valvole del preamplificatore) e uno, posteriore, che staccava tutto. Disinserito quest’ultimo, il consumo scendeva a zero.

Unk, improvvisamente, mentre stavo guardando la Luna (che ci sta cascando sulla testa, e nel mentre fa gestacci sconci) ho avuto una improvvisa illuminazione.

Due miei amici si sono fatti una casa che risponde praticamente al 100% ai tuoi parametri.

Si erano comprati una vecchia casa vicino ad uno dei laghi ai Castelli Romani, per rimodernarla, poi si sono accorti che gli sarebbe costato di meno buttarla giu’ e ricostruirla.

Domotica, serbatoio per l’acqua piovana da 10000 litri, materiali ecologici, led dappertutto, tutto quello che ti puo’ venire in mente.

Credo ormai abbiano superato abbondantemente il milione di euro…

senza considerare l’ incremento della popolazione mondiale previsto fino alla metà del secolo
e oltre, specialmente nei paesi inseritisi per ultimi nei processi di industrializzazione, che
aggraverà ulteriormente ed inevitabilmente quanto finora ipotizzato.
sarebbe quindi logicamente idealmente necessario mettere sotto torchio i migliori cervelli
del mondo di pari passo con scelte politico-economiche sensate onde evitare irreversibili
derive a livello planetario.

I milione di euro!!!

Una casa così cara sarà già tanto se se la possano permette il 0,5% degli italiani e con lo 0,5% non si risolve il problema della dipendenza dal petrolio e tanto meno quello di poter fare a meno del nucleare (ovviamente senza ricorrere a petrolio, gas e carbone)

ahahahahha!

smiley sono contento per te, evidentemente i tuoi amici sono benestanti per permettersi di spendere 1 milione ed evidentemente non hanno costruito una baracchetta da 50 mq :slight_smile:

grazie a dio in Italia c’è ancora gente che può permettersi di vivere “bene”.

io ti posso rispondere con la mia esperienza, poichè anch’io mi sto muovendo per farmi una casa “eco”.
ebbene, è senza dubbio vero che chi inizia da zero (senza avere le spalle coperte da case ereditate senza avere terre di proprietà o fondi non proveniente dal proprio sudore) è profondamente svantaggiato, ma questo purtroppo è valido per qualsiasi in qualsiasi ambito della vita :frowning: (e mannaggia a me io faccio parte di questa categoria).

cmq, ora insieme alla mia ragazza e grazie al dono della nonna che ci ha regalato 2000 mq di terra possiamo iniziare a “respirare” un pò di futuro, è un terreno con vincoli edilizi (90 mq su due livelli max, per via di un gas dotto che attraversa il confine) ma a caval donato non si guarda in bocca!.

Ci siamo fatti fare un preventivo per una casa dotato di: piano interrato in muratura di 80 mq (classico rustico) sulla quale poi poggera un prefabbricato di http://www.wolfhaus.it/ di 90mq su due livelli (molto bello!), su nostra richiesta dotato di quelle basi di “ecotecnologia”, come la vasca per la piovana e la predisposizione per gli impianti domotici alle tapparelle e per il sistema di ricambio aria (impianto aeraulico) è scambiatore di calore.
non abbiamo pensato alla geotermia perchè ci hanno spiegato che la casa, alla nostra latitudine, avrà scarse esigenze di riscaldamento, refrigerazione (!). ed in effetti la casa che abbiamo visitato presso l’esposizione durante una giornata da gelo aveva un’eccellente isolamento, al suo interno vi erano gli uffici dei consulenti e sono rimasto molto impressionato per il confort che si prova all’interno di queste abitazioni (isolamento acustico e “calore” delle mura).
la domotica e il fotovoltaico me lo monto da me, risparmiando il 30% ma nei conti finali metterò il prezzo al pubblico.
mi ci scappa anche una piccola depandance di 30 mq e il forno per la pizza fuori (bona!).

il tutto viene a costare dai 220 ai 250 k€.

che non sono bruscolini, ma oggi con quella cifra ci compri certe ciofeche che dopo due mesi hanno già i muri marci!
senza la terra ci sarebbe voluti altri 100k€ probabilmente.

ripeto fortunati i tuoi amici, che possono permettersi una tale spesa, che esalta anche il loro status e quindi anche che la loro casa non è certo quella che ho sognato io… magari loro hanno anche potuto pagare tutto in contanti!

invece nel mio caso è tutto finanziabile, il prefabbricato, l’interrato il fotovoltaico (6kw che gode e pure di incentivi)…

ci verrà infine una rata da 1000-1200€ per 30 anni.
un bel sacrifici che però si compensa con una migliore qualità della vita e con il risparmi sulle altre spese. infine con la consapevolezza che si fa del bene all’ambiente COSA CHE NON HA PREZZO!

ecco, forse più che lasciare 4 muri ai miei figli è un ambiente pulito che vorrei lasciare!

Ci stavo ripensando.

In verita’ quelli dovrebbero continuare a funzionare, dato che ovviamente il DoD vorra’ continuare ad usare la costellazione Navstar per la guida delle armi nucleari.

Il problema e’ che solo pochi potranno permettersi di viaggiare, per cui i navigatori GPS saranno utili per i pochi che potranno.

In pratica pochi usciranno dal feudo, come nel medioevo…

Casa ecologica: vivo in una villa costruita insieme a mio padre (facevo le medie), sicuramente non costruita al risparmio.
per i muri esterni, abbiamo usato mattoni monolitici da 30 kg, dimensioni indicative 20x30x40 (http://www.storemat.com/prodotti/465/poroton.html), messi in doppia fila, con intercapedine e lastra di polistirolo interna.
vero, abbiamo speso una bella cifra, ma comunque inferiore al “6 fori/sughero/6 fori” che viene pubblicizzata sulle riviste di settore.
la casa non è “ecologica” in senso stretto, nel senso che è collegata alla rete metano (con caldaia a condensazione bizona), non ha falde del tetto esposte a sud (non c’erano ancora gli incentivi), e il recupero delle acque piovane (50 mc) viene usato solo per innaffiare il giardino, ma udite udite: con un appartamento di 120 mq (riscaldato con criterio e diviso in zona notte/giorno) spendo annualmente meno di un alloggio termoautonomo di 50 mq nel condominio di fronte.

non serve la domotica, il pannello solare termico, la pompa di calore con serpentina sotterranea, e mille altre balle.
serve un pò di buon senso nel fare i muri. e magari non pretendere di girare x casa a dorso nudo a gennaio. :ok_hand:

Il pannello solare per l’acqua calda c’e’ anche a casa nostra, ed in trent’anni ormai si e’ piu’ che ripagato. Certo che quei foratini sono veramente esagerati…

La tua ultima frase è sacrosanta (soprattutto sul dorso nudo), ma la tecnologia può aiutare nel risparmio… IMHO

Penso che sia utile in questo tipo di discussioni poter disporre di alcuni numeri in modo da non parlare tanto per.
Volevo a questo proposito segnalare un link molto interessante: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/22/vento-sole-o-aria-fritta-le-energie-rinnovabili-fuori-dal-mito/99259/ che a sua volta si riferisce ad un libro scritto dal fisico dell’Università di Cambridge David MacKay che recentemente è stato nominato Chief scientific advisor del dipartimento dell’energia e del cambiamento climatico del governo Britannico. Il libro potete scaricarlo da qui http://www.withouthotair.com.

I punti focali dell’articolo sono i seguenti.

La domanda da cui si parte è questa:
le limitazioni intrinseche (le leggi fisiche ad esempio, o la superficie disponibile in un paese) quali restrizioni impongono ai vari modi di produrre energia? In altre parole, anche ammettendo che produrre un kWh di energia eolica o solare sia gratis, quanta energia al massimo posso sperare di produrre?

La risposta secondo MacKay è questa:
Implacabili i numeri mostrano come al livello attuale di consumi anche sommando eolico, solare, biocarburanti, idroelettrico e altre fonti rinnovabili non è possibile sostituire i combustibili fossili. E che in ogni tipo di opzione le rinnovabili debbano occupare una frazione significativa della superficie di un paese come la gran Bretagna. E questo senza neppure considerare i costi economici. Le alternative puramente numeriche sono quella di ridurre notevolmente i consumi, oppure di utilizzare fonti energetiche con una alta densità di energia per metro quadro, come le centrali nucleari. I paesi ricchi potranno comperare energia prodotta all’estero, magari in un deserto dove si possono produrre fino a 20 watt per metro quadro.

L’articolo del fatto quotidiano si conclude così:
MacKay non propende per nessuna tecnologia in particolare, ma sostiene che, con i numeri sul tavolo, ogni paese deve disegnare un piano energetico che copra totalmente i bisogni. A chi lo accusa di essere pro-nucleare lui risponde che è solo pro-aritmetica, e che i numeri parlano da soli. Le sue stime possono essere rese più precise, ma il vero valore di questo approccio è nel mostrare un metodo per le discussioni pubbliche sulle scelte energetiche. “Numeri, non aggettivi” dice MacKay. “Qualsiasi discussione sensata sull’energia richiede dei numeri”. In Italia avremmo un gran bisogno di un approccio così. C’è qualche fisico che voglia adattare il libro di MacKay alla situazione italiana?

Mi piacerebbe dare un’occhiata al libro e provare ad applicare i suoi calcoli e le sue considerazioni all’Italia.

Io me lo sono scaricato in PDF (è libero e gratuito), appena posso me lo leggo.
Per chi non avesse tempo di andare a cercarlo/scaricarlo sul sito posso caricarlo qui se gli admin danno il benestare

Link diretti al libro (bassa e alta definizione):
http://www.inference.phy.cam.ac.uk/sustainable/book/tex/cft.pdf
http://www.inference.phy.cam.ac.uk/sustainable/book/tex/sewtha.pdf

c’è anche in italiano (solo la sinossi):
http://www.inference.phy.cam.ac.uk/sustainable/book/tex/synopsisI10.pdf

non li chiameresti foratini se a 13 anni li avessi portati a spalle su per i ponteggi XD
costano qualcosa in più, ma coibentano in un altro modo rispetto al solito mattone a 6 fori, e d’altra parte scorri di più a posarli…
e se devi appendere qualcosa di pesante non hai paura che venga giù tutto :wink:

Grazie Spidey, scaricato e già passato sul EeeReader, stasera unizierò la lettura :smile:. E’ proprio questo di cui abbiamo necessità, dati oggettivi per controbattere le obiezioni di quelli che sono contrari al nucleare solo perchè poco informati. Mi è piaciuta soprattutto l’espressione "essere pro-aritmetica piuttosto che pro-nucleare :ok_hand: .

A proposito dell’eolico, leggevo che ha gia’ fatto piu’ morti dirette del nucleare.

Ora non mi ricordo dove l’ho letto, ma fra le varie morti (installatori ed altro) c’e’ gia’ stato almeno un caso di una persona che e’ stata colpita da una pala staccatasi da una turbina, e non ho capito se vi sono gia’ state persone colpite da blocchi di ghiaccio stacccatisi da pale in rotazione (ma qualcuno ha mai pensato al deicing di quei cosi?), e che in Germania vi sono gia’ stati quasi novecento casi di blocchi di ghiaccio lanciati da generatori eolici.

Appena ritrovo l’articolo daro’ maggiori dettagli…

Ecco ciò che Spidey ha scritto riportando lo scritto di McKay è ciò io penso, senza alcuna differenza. Non sono un fan sfegatato del nucleare, ma conti alla mano al momento è l’unica opzione possibile. Oppure continuare ad usare il petrolio, con tutto quello che ne consegue.

Mi inserisco in ritardo in questo OT solo per rimarcare una cosa: tutte le volte che avete citato il carbone, lo avete fatto insieme al gas e al petrolio, ed è anche stato detto che il carbone è fuori gioco perchè altamente inquinante.

Alcuni dati: di petrolio, come tutti sappiamo, ce n’è poco, costa molto, ed è tutto raccolto (Murphy insegna) nelle regioni più instabili del pianeta. Il carbone è completamente l’opposto: costa poco, ce n’è in abbondanza per i prossimi mille anni ed è più o meno equamente distribuito. E il carbone non ha le implicazioni politiche che accompagnano le centrali nucleari.

Per quanto riguarda l’inquinamento, le centrali a carbone moderne sono a bassissimo impatto ambientale: il particolato viene filtrato, e le emissioni di CO2 vengono fortemente ridotte con zeoliti o simili (lo stesso funzionamento del CDRA della ISS, per ritornare brevemente in ambito spaziale). In aggiunta, ci si dimentica l’inquinamento ambientale docuto all’immissione di calore nell’ambiente. La Siemens fa turbine per centrali a carbone con vapore ultra super critico, che arrivano a efficienze superiori al 50%, dicono che puntano al 60% (contro il 30-40% delle centrali nucleari). Una differenza nel 20% di efficienza, vuol dire una differenza di calore immenso nell’ambiente enorme. Il fatto di aumentare la temperatura dell’acqua di un fiume non è una forma di inquinamento?

Qualcuno ha scritto nei post precedenti: non ci rimane granchè oltre a carbone e nucleare. Sono pienamente d’accordo, perchè le energie “rinnovabili” sono decisamente a troppo bassa densità di potenza (potenza/superficie) per poter alimentare il mondo. Però tra le due non è detto che il nucleare sia la soluzione migliore su tutti i fronti. Entrambe hanno i loro vantaggi ed entrambe hanno i loro svantaggi.

Quoto al 100% sul carbone! ce n’é tantissimo (almeno molto di più del petrolio) e in più non è nelle mani di certi figuri o in zone politicamente instabili! E in più le centrali a carbone si sono molto evolute e sono attualmente a bassissimo impatto ambientale. Peccato che in Italia ci siano più giacimenti di Gas e Petrolio che di Carbone e tenendo conto che di giacimenti di Gas e Petrolio nazionali non ce ne sono tantissimi (anche se l’Italia ha i maggiori giacimenti di idrocarburi dell’Europa meridionale, giacimenti che però sono, purtroppo, insufficienti ai nostri fabbisogni), i nostri giacimenti di carbone sono quasi inesistenti (Sulcis a parte ma si tratta di Carbone di bassissima qualità).

certamente meglio mille centrali a carbone che un solo inceneritore!

il problema, anzi il vantaggio di fondo è che se una centrale si basa su UN tipo di combustibile, si può in un modo o nell’altro accompagnarne ogni processo e alla fine creare un filtro a parare ogni zozzeria che QUEL tipo di combustibile emette, sia esso gas, petrolio, gpl o carbone.

ma il prossimo che mi viene a dire che gli inceneritori fanno ben lo picchio a sangue!

anzi, vi dico solo che preferisco che mettano una nucleare DENTRO al mio girandino che un inceneritore a 100 km!

perchè? (e chi mi ha letto sa cosa penso del nuke)

perchè, quando buttano il sacchetto della spazzatura della fornace, bruciano senza neanche sapere cosa c’era dentro!

possono aver estratto metallli, liquidi, vetro, ma restera sempre un ammasso di pattume che emetterà le peggio schifezze e rendendo quindi impossibile creare un filtro che eviti di emettere schifezze pericolosissime nell’atmosfera (come il cromo esavalente e le pm 2,5 dei vari tungsteno & soci).

vicino casa mia stanno realizzando un enorme turbogas da 800 megawatt.
la gente ha paura, e probabilmente è vero che s’alzerà la temperatura e ci ritroveremo gli squali in spiaggia, ma resterà sempre più pulità di una raffineria petrolifera!

il punto infine è proprio questo, cercare il compromesso.