Quod Erat Demonstrandum

E come vado dicendo da due anni, alla fine la “Vision” andra’ a impattare sui programmi scientifici
http://www.spaceflightnow.com/news/n0602/06nasabudget/
e per citare
http://www.spaceref.com/news/viewnews.html?id=1092
“ogni anno che passa la “visione” diventa sempre piu’ miope”

C’era da immaginarlo… ma in fondo pensiamo che tutta questa “spesa” serve per pensionare il glorioso shuttle che comunque ha dato anche il suo aiuto nella ricerca… In fondo se vogliamo che la ISS venga completata e che l’HST continui a fornire fantastiche immagini (di utilizzo scientifico…) mi pare un prezzo da poter pagare…
E poi magari aspettando alcune missioni potrebbero essere effettuate con sistemi di navigazione più rapidi di quelli odierni (mi riferisco alla JMO).

E poi magari aspettando alcune missioni potrebbero essere effettuate con sistemi di navigazione più rapidi di quelli odierni (mi riferisco alla JMO).

Una puntualizzazione. Il JIMO era una buffonata del precedente amministratore della NASA. Era una missione che

  • non era stata proposta dalla comunita’ scientifica ma era un parto dei sostenitori della propulsione nucleare-elettrica
  • sarebbe costata una decina di miliardi di dollari (e quindi non sarebbe mai stata approvata)
  • era talmente pesante che non sarebbe stata lanciata da nessun lanciatore esistente.
    tant’e’ che nessuno si e’ lamentato quando e’ stata cancellata

Su questo tema, articolo dopo articolo rimango sempre più convinto della mia idea: supportare un programma spaziale “manned”, in questo momento, non ha nessuno slancio ideale, ma è un semplice “volano” economico per gli stati del sud degli USA, aiutato dalla necessità di non restare inerti di fronte ai progressi dei Cinesi (approposito, sul Corriere di ieri c’era un bell’articolo di Caprara a proposito della corsa alla Luna degli amici orientali).

Costruire ottime sonde fa parte di quella ricerca di “base” che appaga (nella concezione comune dell’opinione pubblica) solo gli scienziati, senza avere ricadute occupazionali ed industriali forti come quelle innescate dalla costruzione della nuova architettura spaziale NASA (o dallo stesso mantenimento degli Shuttle).

Sono tempi duri, però ricordiamo che la NASA riceve dal governo USA qualcosa come 33.000 miliardi delle vecchie lire ogni anno, da spendere nelle sue varie attività, e scusate se è poco; e che il basso costo (relativo) delle missioni di esplorazione robotizzata rispetto a quelle “manned” dovrebbe ispirare i ns. amici in ESA a cercare un ruolo di maggior rilievo in questo campo, riempiendo gli “spazi” liberi lasciati dalla NASA.