Return to Launch Site: chi me lo spiega?

Per l’Angolo dello ‘Gnorante, vorrei qualche informazione su questo particolare “abort”.
Dopo gi incidenti pensavo fosse stato accantonato, ed invece ho visto nei commenti al lancio di oggi ( :smiley:/) che e’ ancora previsto.
Ne avevo letto anni fa sulla documentazione sull’ sts scaricata dalla Nasa, e mi era sembrata una roba da fantascienza. In particolare mi sa che se anche ai comandi ci fossero Cheli, il Barone Rosso e Anakin Skywalker sarebbe di una difficolta’ pazzesca!
Qualcuno ha tempo e voglia di illustrarmi per sommi capi la procedura? Grassie!!!

Intanto hai letto questi thread?

http://www.forumastronautico.it/index.php?topic=2112.0

http://www.forumastronautico.it/index.php?topic=2918.0

Penso ti siano utili, poi, se vuoi, ne riparliamo molto volentieri!

In particolare, all’interno di una delle due trovi questo link, molto esauriente:

www.popularmechanics.com/science/air_space/1282596.html

Ovviamente è in inglese, ma trovare qualcosa del genere in italiano è moooolto difficile…

Bello il link che hai postato Fabio…non lo conoscevo…lo scenario di abor RTLS invece mi è piuttosto familiare…comunque, anche se non sono un pilota di shuttle, penso anche io che sia una manovra decisamente pericolosa. Se dovesse accadere un incidente, la soluzione migliore sarebbe quella di effettuare un TAL abor verso una delle basi europee. Anche perchè il periodo di tempo durante l’ascesa in cui è possibile (per condizioni di velocità, quota e carburante rimasto) effettuare RTSL e TAL si sovrappongono, per cui tra le due preferirei la meno rischiosa.

Per la cronoca solo una volta si è ricorso ad un abort in particolare ad un ATO abort nella missione Challenger STS-51F. Il motore centrale si spense a causa dell’indicazione errata di un sensore di temperatura, e un secondo stava per spegnersi subito dopo. Grazie alla prontezza dei controlli a terra, si capì che l’indicazione di questo secondo sensore era fasulla, per cui si escluse il sistema automatico di modo da impedire lo spegnimento automatico (appunto) del secondo motore. Successivamente si scoprì che anche il primo sensore aveva dato delle letture fasulle, ma dato che il sistema automatico era attivo il motore si spense automaticamente. Ad ogni modo riuscirono a raggiungere l’orbita (più bassa però di quella prevista) e completare la missione.

Purtroppo no. Con il profilo di lancio attuale (inclinazione orbitale 51.6°) per circa 2 minuti dal momento del lift-off lo Shuttle non ha assolutamente l’energia (quota+velocità) per effettuare un atterraggio di emergenza transatlantico. Certo, molto dipenderebbe dal tipo di avaria e dalla configurazione (1 o 2 motori out, peso al lancio, ecc.), ma anche alla NASA sono ben consci che una grave emergenza nei primissimi minuti del lancio si trasformerebbe, al meglio, in un disperato tentativo di ammaraggio o abbandono dello Shuttle con i paracadute. E’ assodato che una navetta avrebbe una minima possibilità di sopravvivere ad un RTLS abort solo se fosse praticamente vuota. E’ forse il difetto più grande del sistema STS, ma di questo già ne abbiamo discusso altrove…

Grazie a tutti!
Direi che l’articolo di pop mech e’ molto esplicativo (peccato che non usino l’mks, ma questo e’ un altro discorso…).
Il problema di questo scenario di abort secondo me e’ il tempo, limitatissimo. Direi che invece gli incidenti astronautici si dividono in due categorie:

  • quelli che avvengono in modo talmente rapido ed inaspettato che in pratica non c’e’ possibilita’ di riparare (i due sts persi, ad esempio)
  • quelli che invece possono essere corretti “con calma”, ammesso che ci sia soluzione (tipo il fulmine che colpisce Apollo XII, o tutta la missione successiva)

Non so se mi spiego: non ci sono vie di mezzo. E’ una sciochezza :?: :flushed:

Fabio Zarontello ha scritto:

Purtroppo no. Con il profilo di lancio attuale (inclinazione orbitale 51.6°) per circa 2 minuti dal momento del lift-off lo Shuttle non ha assolutamente l'energia (quota+velocità) per effettuare un atterraggio di emergenza transatlantico.

GIusto, però più che altro perchè per i primi due minuti di ascesa gli SRB sono in pieno funzionamento. Gli scenari di aborto sono stati tutti studiati per dopo lo staging. Non mi sembra che gli SRB possano essere sganciati (automaticamente o manualmente) prima che si esauriscano…di fatto se succede qualche grave avaria entro i due minuti non so che si possa fare…Comunque è giusto il fatto che fino a quando non c’è energia sufficiente l’orbiter ha solo l’RTLS come alternativa possibile. Se non ho capito male le comunicazioni ad un certo punto dell’ascesa da Huston dichiarano “Press MECO, selected Moron” (o Istress o Saragozza a seconda dei casi) e poi dopo un po’ altra chiamata “Negative Return” e questo segna il punto di non ritorno, cioè il punto in cui non si può più effettuare un RTLS ma si deve procedere con gli altri tipi di abort. PEr cui mi pare di capire che c’è un periodo di tempo in cui i due scenari di abort RTLS e TAL si sovrappongano…chiedo conferma per essere sicuro di non aver detto una castroneria… :stuck_out_tongue_winking_eye: :stuck_out_tongue_winking_eye:

Ehm… Zarantonello…

No, nessuna castroneria, era solo per specificare che nei primissimi minuti del lancio l’unico scenario di abort applicabile, in pura teoria, è quello dell’RTLS. Poi, giustamente, di sganciare i boosters ancora accesi non se ne parla, lo shock sarebbe fatale per ET e Orbiter. Nelle tabelle a cui faccio riferimento (e che cercherò di postare) la possibilità di un TAL abort inizia intorno ai 2 minuti MET, ma con lo Shuttle ancora in perfetta efficienza… Mi spiego meglio; se arrivo ai 2 minuti con quota e velocità nominali e da quel momento in poi ho un’avaria, sceglierò senza ombra di dubbio il TAL. Ma se arrivo a quel punto solo perchè costretto a lasciar esaurire i boosters, ma magari già con 1 o 2 motori out, potrei non avere energia sufficiente ad applicare il TAL.

Fabio ha scritto:

Ehm... Zarantonello...

Sorry… :flushed: :flushed:

Fabio ha scritto:

No, nessuna castroneria, era solo per specificare che nei primissimi minuti del lancio l'unico scenario di abort applicabile, in pura teoria, è quello dell'RTLS. Poi, giustamente, di sganciare i boosters ancora accesi non se ne parla, lo shock sarebbe fatale per ET e Orbiter. Nelle tabelle a cui faccio riferimento (e che cercherò di postare) la possibilità di un TAL abort inizia intorno ai 2 minuti MET, ma con lo Shuttle ancora in perfetta efficienza... Mi spiego meglio; se arrivo ai 2 minuti con quota e velocità nominali e da quel momento in poi ho un'avaria, sceglierò senza ombra di dubbio il TAL. Ma se arrivo a quel punto solo perchè costretto a lasciar esaurire i boosters, ma magari già con 1 o 2 motori out, potrei non avere energia sufficiente ad applicare il TAL.

Pienamente daccordo nonchè esattissimo…certo che non deve essere facile prendere una decisione del genere, si tratta di una scelta davvero difficile soprattutto considerato che deve essere presa in brevissimo tempo…grazie a Dio non è mai successo qualcosa del genere…pensate che gli astronauti abbiano fiducia nel RTLS? cioè lo ritengono uno scenario di aborto fattibile? o sotto sotto pensano che si tratti di qualcosa impossibile, troppo pericoloso da fare?

Bè, se è vera, la risposta di John Young alla proposta NASA di trasformare la prima missione Shuttle in una prova di RTLS: “let’s not practice russian roulette”, mi sembra rispecchiare la realtà.

Mentre Servivo il Mio Paese ( :roll_eyes:), misi le mani su un testo del corso Nucleare Batteriologico Chimico per ufficiali.
C’erano scritte amenita’ tipo “se siete nei pressi di un’esplosione atomica riparatevi dietro un muretto e non guardate”. Credo che lo scenario RTLS abbia piu’ o meno la stessa valenza…

Eheheh…
Comunque suppongo che per l’immediato e dipendentemente da cosa s’intendesse per “pressi” possa anche essere una cosa fattibile… :roll_eyes:

Certo se questo è scritto nel libercolo per ufficiali mi domando cosa ci sia scritto in quello per la truppa… :scream:

Infatti è forse stata l’unica volta che degli astronauti si sono “ammutinati” e si sono rifiutati di eseguire una missione.
In realtà non era la prima missione, ma la STS-1A, una replica senza payload ed era programmata per decollare nell’ottobre dell’81.
Doveva proprio eseguire un RTLS simulando uno o più guasti agli SSME.

Ma sai che mi ero posto la medesima domanda? :grinning:
Comunque, si raccomandava all’intrepido di attendere l’onda d’urto dopodiche’ alzarsi faccia al fungo a braccio teso e pugno chiuso onde valutare la potenza/distanza dell’ordigno in base all’angolo sotteso dalla nube tra le nocche (dell’onda d’urto di ritorno non c’era menzione…)