Ricicliamo la spazzatura spaziale!

http://maptis.nasa.gov/ :wink:
(ovviamente non è aperto, bisogna richiedere un account spiegando perché lo si richiede…)

Quasi parli solo delle batterie?
Anche le gopro sicuramente non solo off the shelf allora.

Banalmente le saldature sullo stampato dalla ISSpresso hanno dovuto farle fare da Selex per la certificazione…

No, mi pare che l’unica differenza sia il grasso per lo specchietto e negli obiettivi che non è quello “standard” ma specifico per il vuoto.

Immagino che " Perchè sono curiosa" non sia una giustificazione accettata :stuck_out_tongue_winking_eye:

Già, perchè un grasso che va a outgassare su lenti e CCD non è una buona idea. Non ci avevo pensato.

Tra parentesi, leggevo che la videocamera 3D Panny che hanno sulla stazione sta reggendo meglio delle altre ai raggi cosmici, forse perche’ il doppio circuito ottico crea una ridondanza di pixel.

In risposta al post principale, ritengo che tutto ciò che si trova in orbita abbia un valore intrinsecamente più alto rispetto a ciò che si trova a terra, per il costo energetico di portalo fino a lì. Non è sicuramente gratuito modificare un’orbita, ma forse meno dispendioso che portare un oggetto da terra.
In questo caso, visti i concept NASA dei rimorchiatori orbitali a propulsione a ioni, non sarebbe forse meglio accumulare tutti i rifiuti in una discarica orbitale in vista di riciclarli in un prossimo futuro in una altra struttura spaziale? Questo presuppone tecnologie di reprocessing e manufacturing che ad oggi non abbiamo, ma la stampante 3D sulla ISS credo che sia un primo passo in questa direzione.

Invece io ho un’idea diversa.
Per me non dovrebbero ASSOLUTAMENTE mandare giù robba a distruggersi in atmosfera.
Non per stupide paure ambientaliste, ma per calcolo cinetico.
Ogni Kg lanciato su è costato milioni.
Di qualunque cosa si tratti, anche i contenitori di salamoia che escono dal trattamento dei fluidi organici.
quel materiale ha comunque una sua potenzialità: é massa accelerata a velocità prossima a quella di fuga.
DEVE esistere un sistema di sfruttare la cosa.
Inanzi tutto i moduli a perdere.
PERCHE’??!!??
Sono moduli presurrizzabili, già in orbita.
Spazio abitabile orbitante, e pure motorizzato!
Perché non usarli per costruire lassù altri segmenti di stazione, magari destinati a diventare veicoli interplanetari, una volta realizzata l’opportuna tecnologia di spinta?
Per i materiali di scarto, è possibile studiare un sistema per omogeneizzarlo, trasformandolo in una massa utilizzabile in qualche tipo di motore come massa di reazione: magari ionizzandola e sparandola via con acceleratori elettrici…
Se i vari moduli fino ad ora distrutti fossero stati mantenuti in orbita, con dentro gli scarti, magari in un agglomerato unito, ora avremmo tanti moduli e materiale da reazione già pronto per essere riassemblato in qualcosa di utile, magari un lanciatore che parte già dall’orbita e porta qualche sonda da qualche parte, o addirittura un equipaggio…
Potremmo avere una astronave “lenta”, con motori a ioni capaci di poca spinta ma con tantissimo materiale da usare come massa di reazione, già pronto e accelerato.
Una nave destinata non ad atterrare, ma a entrare in orbita intorno a Marte, con l’equipaggio e un lem d’atterraggio al seguito, costruito e lanciato allo scopo.
Una nave che poi rientra non sulla terra, ma attraccando alla ISS, pronta per una nuova missione…
Usare, insomma, la ISS come base di lancio, e come produttrice di massa da reazione per quei lanci.

Quello che proponi presenta diversi problemi, principalmente:

  • Ogni cosa costruita per lo spazio ha una vita utile predeterminata e se la buttano via è perché essa è prossima al termine. Se puoi costruirti una macchina prendendo pezzi dallo sfasciacarrozze non lo puoi fare con un astronave. A parte che la tecnologia spaziale è troppo sofisticata per essere assemblata fuori da un laboratorio attrezzatissimo, se ti si rompe una macchina fatta di ferrivecchi puoi chiamare un meccanico o un elettrauto, se ti si rompe un’astronave fatta di componenti vicini alla scadenza no (di fatto è meno costoso costruire un veicolo spaziale nuovo che fare manutenzione ad uno vecchio).

  • I rifiuti spaziali hanno orbite diverse e anche solo raggrupparli in un unica orbita avrebbe un costo improponibile. Appallottolare in una grande sacco spaziale tutta la roba inutile nello spazio intorno alla terra sarebbe una cosa molto utile ma purtroppo non si puo’ fare per quest’ultima ragione.

  • Le cose in orbita all’altitudine della ISS (e anche a quella maggiore dei satelliti geostazionari) e tutt’altro che prossima alla velocità di fuga della Terra, altrimenti prima di dismettere i satelliti alla fine della vita operativa li farebbero appunto “fuggire” dove darebbero meno fastidio.

Diciamo che per il momento le attività spaziali sono molto “al limite” sia di sicurezza che di costi. Anche solo tenere pezzi non strettamente necessari sulla ISS significa maggiore drag atmosferico e più massa da accelerare quando sono necessari i periodici reboost o le manovre improvvise per schivare i detriti (eh sì, proprio quelli che tu non vorresti deorbitare :slight_smile: )

Mi pare abbiamo gia’ discusso di questa cosa, in senso inverso, ovvero come mai pezzi inutili della ISS non vengono fatti deorbitare. Mi pare di ricordare che, se una massa maggiore significa piu’ energia per far “salire” di un tot la ISS, significa anche che il drag atmosferico ci mette di piu’ a rallentare una massa piu’ elevata. Ricordo male?

Sì manoweb, hai ragione, ne avevamo già parlato. Più massa significa che è più difficile accelerare durante i reboost ma è anche più difficile rallentare per via della resistenza atmosferica. Le due cose si bilanciano.

Il vero motivo per cui si buttano via le cose vecchie sulla ISS è lo spazio disponibile a bordo. La stazione è già abbastanza piena di cose utili, non ci si può permettere di tenere anche quelle inutili, non c’è lo spazio :wink:

Mi riferivo più che altro alla conservazione di moduli vecchi (magari stipati di salamoia o con attaccati rottami spaziali) come proponeva Cactaceo. Un “pezzo” in più di ISS con la stessa densità della stazione non influirebbe sul rallentamento naturale del complesso orbitale pero’ inciderebbe negativamente sulla quantità di carburante necessaria per i reboost e le manovre. Riferendomi all’attaccare cose all’esterno, confermo quanto ho detto: Anche solo tenere pezzi non strettamente necessari sulla ISS significa maggiore drag atmosferico e più massa da accelerare quando sono necessari i periodici reboost o le manovre improvvise per schivare i detriti