La vedova di Neil Armstrong ha ritrovato una borsa che l’astronauta ha tenuto nascosta fino alla sua morte. Al suo interno numerosi oggetti che gli astronauti hanno portato sulla Luna all’interno del lander, fra cui la camera da 16 mm che ha ripreso l’atterraggio!! La borsa stessa ha volato all’interno di Eagle.
Tutto il materiale è stato consegnato allo Smithsonian di Washington.
Una scoperta straordinaria. Ma il mistero più grande è perché Armstrong non ne abbia mai parlato nemmeno al suo biografo ufficiale, Bill Hansen. E perché non ne abbia parlato Buzz Aldrin, che certamente sapeva essendo stato presente alla preparazione della borsa all’interno del LM, nemmeno dopo la morte di Neil.
Non sarei così certo che Aldrin sapesse della cosa. Certo avrà visto che la borsa è stata portata all’interno di Columbia ma poi dopo l’atterraggio l’avrà certamente persa di vista e non ne avrà più saputo nulla. Anzi, fra le mille cose che sono successe probabilmente non si ricorderà neanche più che quella piccola borsa è stata riportata a terra.
Comunque Armstrong per portarsela a casa deve aver avuto almeno un complice che l’ha rimossa dal modulo di comando e glie l’ha consegnata.
Tornando ad Aldrin potrebbe anche darsi che ci sia stato un patto fra gli astronauti e che ognuno di loro abbia tenuto nascosto qualcosa con il reciproco accordo di non rivelare la cosa a nessuno e fino alla morte.
Secondo me si tratta di oggetti portafortuna, che hanno un significato solo se collegati a momenti della vita di Neil: un moschettone che probabilmente gli a salvato la vita, una manopola che ha avuto un ruolo importantissimo, etc…
Se non sbaglio c’è un vincolo di proprietà della NASA su tutto ciò che ha volato a bordo delle Apollo, che non può essere venduto o portato via senza l’esplicito consenso degli amministratori (vedi la nota vicenda della telecamera di Apollo 14 e Edgard Mitchell). Forse Armstrong non ne ha mai parlato proprio per evitare situazioni come questa.
Riguardo a Aldrin concordo con Lupin che ha scritto che probabilmente o è nella stessa situazione (ricordini nascosti chissà dove) oppure proprio se ne è dimenticato o non ci ha fatto caso nel marasma del post ammaraggio.
Un piccolo tesoro gestito “alla Armstrong”. Non è finito in qualche asta, ma è stato un piccolo trofeo privato che il buon Neil magari ogni tanto apriva, accarezzava sull’onda dei ricordi, e poi richiudeva nel suo armadietto.
Di fatto credo sapesse bene che alla sua scomparsa sarebbe stato ritrovato, e restituito all’umanità come testimonianza. Ora si trova dove certamente anche la NASA lo avrebbe inviato a tempo debito: in un museo. Ricordiamoci che era tutta roba destinata a perdersi comunque…
Si,senz’altro,è questa la cosa toccante.
Posso immaginarlo aprire l’armadio e toccare quegli oggetti ricordando la sua grande impresa.
Ha fatto bene,una specie di “usufrutto” destinato a ritornare pubblico dopo la sua morte.
Neil era molto più umano di quanto non si pensi; del resto non si dice che le persone in apparenza fredde e controllate sono in realtà le più sensibili?
Un gesto di un’umanità estrema pianificato (riecco il robot) durante il viaggio di ritorno. Senza dubbio una persona fuori del comune. Mi sento onorato, e soprattutto fortunato, di aver vissuto nella sua stessa epoca.
Non riesco a capire perché la razionalità, la pacatezza e la riflessività non vengono considerate “umane”. È umano solo chi è estroverso e anticonformista come Buzz?
Paolo, e’ un discorso che va bene se sei uno studioso di Yoga o del Buddismo. Pero’, se sei un membro della missione Apollo, la pacatezza e la riflessivita’ non sono valori primari. Quandi sei addirittura il primo ad aver messo piede sulla Luna, volente o nolente hai una grande responsabilita’, che e’ quella di comunicare ai giovani la tua esperienza. Il signor Armstrong non l’ha fatto, e per questo e’ aspramente criticato.
Dissento totalmente. Per me è stata una persona grandissima e ha ispirato milioni di giovani; forse non era un mago delle PR, ma questo davvero non era richiesto.
Poi il fatto che abbia tenuto alcuni cimeli per sè è straordinariamente personale e totalmente comprensibile - lui sapeva bene cosa stava facendo. Ed era lì per svolgere con la massima efficacia ed efficenza una missione, cosa che ha fatto nel miglior modo possibile. Più ispirante di così!
Beh…in effetti se devo essere sincero una dose di feticismo nel mio interesse per lo spazio c’è.
Ovviamente non viene soddisfatta da “oggetti” (al di fuori dalla mia portata) ma dalle immagini di quegli oggetti ( in libri,DVD,raccolte digitali)sicuramente si.
Faccio outing : Io la prima volta che sono andato allo Smithsonian ho provato quasi un piacere fisico.
Sono d’accordo.
Consideriamo poi che gli aspetti più privati e meno eclatanti di questi protagonisti della ricerca spaziale restano quasi sempre oltre il cono d’ombra:
Per esempio uno di quelli considerati tra i più “freddi”,John Young,è in realtà dotato di uno straordinario senso dell’umorismo.
Robert Crippen ha dichiarato che se avesse raccolto tutte le battute pronunciate da John durante gli anni di STS-1 avrebbe potuto scrivere un volume di molte,molte pagine (una battuta tra le tante: "Se continuano a rinviare la missione,al momento del lancio invece di Young e Crippen saremo Old e Crippled
( Vecchio e Acciaccato).
Questo discorso lo abbiamo già fatto mille volte, e credo che siamo in tanti qui ad essere d’accordo che sia stato un bene che il primo passo l’avesse fatto Neil.
Buzz può piacere o non piacere, ma di sicuro non sarebbe stato granché se a passare alla storia come primo essere umano su un altro corpo celeste fosse stato uno che in seguito ha avuto seri problemi di alcolismo.
Però anzi, molte volte quando diciamo “umano” intendiamo qualcuno che ha anche qualche difetto, qualche segreto nascosto. Per lo meno questa era l’accezione che gli ho dato io nella frase che ho scritto sopra. Buzz sicuramente era molto “umano”, nel senso che nonostante le grandi capacità da astronauta, aveva anche parecchi difetti e peccatucci.
Neil evidentemente era più bravo a tenere nascosti i suoi piccoli peccati, e quindi dava più l’idea di “perfezione”. Il fatto che si siano trovati ora questi oggetti lo rende più “umano” ai miei occhi
PS: io non ci credo che sua moglie non sapesse dell’esistenza di quella borsa, tenere qualcosa nascosto in casa per così tanti anni alla propria moglie mi sembra impossibile. Sono più portato a pensare che avessero già deciso, insieme, cosa farne nel caso in cui lei fosse sopravvissuta a lui…
Facciamo undici. Ed anche se ne abbiamo già mancato ripeto: molto meglio una figura pacata, seria, “consistent” come Armstrong, che il suo compagno di viaggio nel LM, conosciuto al giorno d’oggi sopratutto per le sue cravatte sgargianti e il suo presenzialismo estremo che lo rende più un fenomeno da fiera che un testimone diretto del più importante progetto scientifico civile della storia umana.