Rivelazione da prendere con le molle...

Arriva dal forum di NSF, ad opera di Ross “kraisee” Tierney, del team Direct:

“I was told last night, that a industry consortium including all the major industry players, has this week informed NASA that they could take over Shuttle operations (including five flights per year) as a commercial operation for a grand-sum total of $1.8bn per year.”

Nel FY2010 il programma STS riceve $3.16bn per 5 voli, sarebbe un risparmio del 57%.

Siamo arrivati a fare i saldi per far volare lo shuttle? :rage:
Beh, pur di vedere il “mattone” volare ancora, sono disposto a dare anche un contributo!

Se la voce è vera (se), credo che un proseguimento dei voli shuttle diventi più plausibile nell’ottica di:

  • mantenere, almeno per un po’, i posti di lavoro
  • ridurre il gap in attesa dei COTS/CCDEV
  • rivedere con più calma il programma spaziale
    ma soprattutto
  • servire in modo decente e senza patemi d’animo la ISS

Io ci spero! :ok_hand:

Non credo che sia in saldo, non è con i saldi che porti a casa 5 missioni sicure, probabilmente la differenza la fà il personale coinvolto.

Compromesso accettabile a mio parere, sperando che il risparmio non sia in sicurezza… ma concordo con Saimoncis, un’impresa commerciale è già di principio più snella e “economica” di un ente statale o con sub appalti statali.

Vista la fonte la notizia è senz’altro da prendere con tutte le molle possibili… non ho capito bene dove andrebbero a ridurre i costi del 57% per un rateo di voli cosi’ alto.

Messa cosi’ mi sembra una boutade, anche perché in tal modo l’HLV che dovrebbe succedere allo Shuttle… sarebbe lo Shuttle stesso!!

Certo!
Era una battuta! :wink:

Questo è cosa buona e giusta :sunglasses:
Con buonapace dell’occupazione, giocoforza buona parte dei tecnici sarebbe riciclata nelle industrie del consorzio, in virtù dell’esperienza acquisita, pur con consistenti tagli. La rimanente parte verrebbe impiegata nel programma HLV, e se avanza qualcuno il mercato privato dovrebbe riuscire a sopperire…
Ammesso e non concesso che la NASA possa “dare in gestione” l’STS e al contempo abbia le finanze per tirar su un HLV dal nulla, cosa che assorbe molte più risorse che non mantenere in vita un programma già sviluppato e che se vogliamo non ha più bisogno di grosse innovazioni…
Questo in linea di principio darebbe un pò più di sicurezza a chi da anni è impegnato nel programma STS, ma… all’atto pratico? staremo a vedere :angel:

Sono daccordo sia con Albyz che con archipeppe (…che già di per se mi sembra un buon risultato :smiley: )

Il compromesso non sarebbe male, ma date le mie poche conoscenze, non saprei quanta parte del costo esorbitante del programma STS sia imputabille al costo del lavoro e quanta invece sia dovuto al mantenumento in sicurezza di un mezzo intrinsecamente poco sicuro. Il peso tra le due voci farà davvero la differenza sul fatto che la proposta sia o meno fattibile.

…poi, se ad annunciarlo è la stessa persona che aveva lo champagne in frigo per festeggiare l’annuncio (secondo lui certo) della scelta del Direct da parte della NASA, prima che la mannaia calasse… fa pensare…

Magari dico una fesseria e me ne scuso in anticipo, ma lo Shuttle avrebbe possibilità teorica di volare senza equipaggio? Anche se il “riciclo” a questi livelli non è nella mentalità statunitense potrebbe essere un modo per tagliare i costi di lancio e fare in modo che un HLV ci sia già.

Guarda ci ho pensato anche io, ma non avevo il coraggio di tirare fuori la cosa.
In teoria lo Shuttle potrebbe volare in maniera autonoma, anche se questa capacità è tutta da verificare (c’è il precedente del Buran ma ai fini del sistema STS non conta…).

Certo abolendo il fattore umano un risparmio ci sarebbe pure, ma ci sarebbe anche il “gap” fino al prossimo sistema manned (quale che sia), inoltre i costi di manutenzione post e prevolo rimarrebbero qausi inalterati.

Diverrebbe il mezzo unmanned più costoso della storia…
A parte questo non credo lo shuttle, a meno di pesanti interventi, sia completamente automatizzabile a partire da rendezvous e docking.

Già, quello che il giorno prima dell’unveiling del nuovo budget proposto per il FY2011 teneva in fresco lo spumante convinto che la soluzione Direct fosse stata adottata come soluzione al posto di Constellation… Ti quoto Peppe.

Automatizzare lo shuttle non avrebbe senso a meno di non eliminare la cabina di pilotaggio e prolungare la cargo-bay (Ma a quel punto un Atlas si rivela più utile…), e ricordiamoci che non è stato disegnato per essere autonomo, perfino nelle planate di prova c’era un (o due?) collaudatore a bordo… In questo i russi sono stati più lungimiranti col buran. Un suo (unico) possibile utilizzo sarebbe per riportare a terra un paio di MPLM, ma a quel punto, a parità di costi, penso ci si potrebbe adattare con una cara vecchia soyuz… Ok che i rack andrebbero ridimensionati, ma tanto si parla di spese semplicemente folli… :wastebasket:

La fonte mi pare decisamente inaffidabile.

Be, ma allora costruiamo nuovi orbiter. Mantenendo il progetto uguale, con qualche miglioria nei materiali e nell’avionica.
Se si utilizzano gli stessi propulsori e la stessa struttura (e aerodinamica) i costi dovrebbero essere ragionevoli. Se continuiamo a far volare i vecchi orbiter, perderemo altri equipaggi.

Ma se l’insicurezza del DESIGN attuale è, appunto, nel progetto, e i dettagli su cui era possibile lavorare sono stati esplorati e migliorati…che vantaggio si avrebbe a costruirne di nuovi?

  • Non ci sono materiali alternativi piu’ resistenti a impatti di schiuma isolante.
  • Se ci fosse una schiuma isolante meno soggetta a rotture durante il lancio sarebbe già stata usata.
  • Non è possibile dotare l’orbiter di un dispositivo di salvataggio per la cabina per problemi in fase di ascesa.

Non credo sia l’età degli orbiter ad alzare il rischio.
Mi sbaglio?

Che miglioramenti hai in mente, mantenendo il progetto uguale?

Si anche io non vedo un aumento di rischio nell’utilizzare le navette attuali, i limiti di vita strutturale sono ampiamente lontani, i sistemi principali sono stati più volte aggiornati e con il tipo di manutenzione cui sono soggetti non vedo onestamente differenze di rischio fra “vecchi” e nuovi.

Credo che di modifiche non facilmente retrofittabili alle navette esistenti ce ne siano molte. Ad esempio, nuovi processi per fissare i tiles alla navetta, con sistemi ibridi ad incastro supportato da adesivi, nuova avionica con controllo e logging dello stress della struttura, come si fa con l’ultima generazione di aerei da combattimento, alleggerimento della struttura utilizzando nuovi materiali compositi e avionica più leggera, tiles più fail-safe, multi strato, con wafer in aramide, etc…, etc…

Si ma se parli di interventi più pesanti come cambiamento dei materiali nelle piastrelle o nella struttura il costo è molto elevato dovendo ri-effettuare un notevole numero di simulazioni e prove, molti degli “upgrade” che citi non sono poi così legati alla sicurezza, probabilmente con un progetto che partisse da zero aiuterebbero ad abbassare i costi di manutenzione, ma partendo da una base che comunque ha 30 anni…

La notizia di questo topic sembra più un pesce d’aprile che altro… ovvio che la prospettiva di un taglio di costi di quasi il 60% sarebbe un incentivo al prolungamento del programma STS, ma a che prezzo? Non vedo dove si possa effettuare un risparmio così elevato senza intaccare la sicurezza del sistema.