SARJ update

Oltre ad inviare un notevole carico logistico per il supporto di un equipaggio permanente di 6 persone a bordo della ISS, la missione STS-126 ha anche il compito di effettuare la sostituzione dei 12 TBA (trundle bearing assembly) del SARJ di destra, che come si ricorderà è ormai fermo da molti mesi a causa di un ancora inspiegabile degradazione dell’anello dentato che fa ruotare il segmento porta pannelli solari. I TBA sono un insieme di cuscinetti a sfera che fanno presa su tre superfici dell’anello di rotazione (race ring). Proprio una di queste superfici, dopo pochi mesi dall’installazione del segmento, ha subito un’usura così elevata che l’anello è inservibile.

Durante le 4 passeggiate spaziali previste, gli spacewalker provvederanno prima di tutto a ripulire la superficie danneggiata eliminando i detriti che si sono accumulati sulla sua superficie, dopo di che passeranno alla sostituzione dei TBA vecchi con quelli nuovi. I vecchi verranno riportati a terra per essere attentamente esaminati e capire quale possa essere la causa di un simile problema così grave.

Per ora è ancora presto per parlarne ma è molto probabile che in futuro si opterà per cambiare il race ring con quello di backup. Tuttavia si vuole comprendere i perché si è arrivati a questa situazione così da evitare che possa ripertersi anche sul backup race ring. Se questo avvenisse metà dell’energia di bordo, verrebbe notevolmente limitata con tutti i problemi facilmente immaginabili.

Fortunatamente lo stesso problema non si è verificato sul SARJ di sinistra il quale appare in buon stato di funzionamento. Anche su di esso, da ispezioni visuali effettuate dagli astronauti, si sono viste delle piccole quantità di detriti depositati sulle superfici di appoggio dei TBA, anche se comunque non costituisce un problema, anzi a quanto pare permette di ridurre l’attrito tra la superficie e i cuscinetti. Comunque per precauzione si pensa di lubrificare anche questo SARJ, utilizzando gli stessi strumenti e sostanze che verranno adoperati per il SARJ di destra.

Come piano di backup se il problema non si dovesse risolvere adeguatamente con la sostituzione dei cuscinetti, probabile fonte del danno, è in fase di valutazione anche l’ipotesi di sostituzione completa del SARJ e non solo il passaggio all’anello di backup, separando gli array di pannelli solari dalla stazione e dopo aver rimosso l’intero complesso mobile rimontarne uno nuovo trasportato con una delle prossime missioni shuttle.
La manovra è tutt’altro che semplice e richiederebbe non meno di 10 EVA consistendo nella separazione di S3 da S4 per l’inserimento del nuovo anello.

Certo che, avere questo problema quando si stà pensionando lo Shuttle , non è certo una bella cosa. Se si dovesse decidere di sostituire il tutto, quale missione Shuttle verrà “sacrificata”?
Se si dovesse decidere per una missione di soccorso cosa si rischierà? Vedremo sacrificata una missione logistica o si eliminerà una missione precedentemente studiata per il trasporto di un modulo?
Un’idea forse azzardata sarebbe quella di far riportare a Terra il pezzo e dopo averlo ispezionato e riparato, riportato in orbita; Sembra un’idea assurda però non dimentichiamo che ultimamente, lo Shuttle fa sempre ritorno a Terra con la stiva vuota; Questa sarebbe l’occasione per riportarlo . Logicamente, trattandosi di un pezzo vitale, bisognerebbe poi sacrificare una missione, per riportarlo in orbita.

Bisogna solo vedere come riuscire a fare a staccare la parte attaccata al segmento S3/S4, cioè i segmenti S5/S6…bisognerebbe studiare un bel concerto tra RMS dello shuttle e SSRMS della ISS…al più potrebbe essere un modo per prolungare un po’ di più la vita dello shuttle…l’ultima missione shuttle dovrebbe portare dei pallet logistici per cui rientrerebbe vuoto…in questo caso si potrebbe caricare il SARJ e poi aggiungere un volo per riportarlo su

Non credo verrà aggiunta alcuna missione se il piano dovesse essere portato avanti, si parla di inviare solo l’anello dentato e non tutto il truss su cui è montato.
Per la riparazione non si userà il braccio robotico ma si sta pensando ad un sistema che permetta l’allontanamento del segmento S4 dall’S3 e dal resto della ISS attraverso dei supporti strutturali rigidi. La complicazione è però portata dalla necessità di estendere anche le connessioni e i cablaggi fra i segmenti. Le EVA saranno 2-3 prima della missione shuttle coinvolta, 4-5 durante la permanenza della navetta e altre 2-3 dopo la sua partenza per riportare il segmento in condizioni normali.
La procedura avverrebbe comunque in una delle ultime missioni (STS-132/STS-133).

accidenti che manovre…tra l’altro c’è pochissimo tempo per poter prepare il tutto, dal sistema di allontanamento del truss segment all’addestramento degli equipaggi per le EVA…ci sono già degli schemi a disposizione in giro? giusto per sapere dove hai preso queste info Alby?

Sempre nel solito posto… :stuck_out_tongue_winking_eye:
http://forum.nasaspaceflight.com/

Come verranno portati in orbita questi supporti rigidi? Per quanto possano essere piccoli, dovranno tenere il tutto a debita distanza, in modo da avere spazio necessario per lavorare in tutta comodità. Se non verranno aggiunte ulteriori missioni, si sacrificherà una delle ultime e quindi non si trasporteranno, sulla ISS, i caqrichi già previsti per queste ultimemissioni.