Scott Kelly e i devastanti effetti di un anno nello spazio

#1

“Our space agencies won’t be able to push out farther into space, to a destination like Mars, until we can learn more about how to strengthen the weakest links in the chain that make space flight possible: the human body and mind”.
[b]

(“Le nostre agenzie spaziali non saranno in grado di spingersi più in là nello spazio, verso una destinazione come Marte, finché non potremo saperne di più su come rafforzare le maglie più deboli della catena che rendono possibile il volo spaziale : il corpo e la mente umani”).


#2

Eroe.

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#3

Occorre trovare un metodo efficace per emulare la gravità.
In condizioni attuali un volo di tre anni da e per Marte è un suicidio.
Anche riducendo a sei mesi il volo, come si fa oggi con la ISS, comunque chi sbarca su Marte sarà in difficoltà, anche se i russi hanno simulato con successo un atterraggio marziano dopo sei mesi in orbita. C’è sempre una degenza post volo da smaltire.
Non ho mai pensato che l’umanità poteva colonizzare lo spazio in assenza di peso. Il nostro fisico non è adatto a prolungate esposizioni alla microgravità, anche se penso che un attività fisica diversa ed un maggiore studio sulla deambulazione in tale regime non mi pare sia stato compiuto (le gambe possono essere usate anche lì se si predispongono gli ambienti nel modo opportuno, così credo, ma al momento gli ambienti sono ancora troppo spartani).
Spero che a nessuno venga in mente d’introdurre modifiche genetiche per far sopportare il volo spaziale al fisico umano.

#4

Posto che non è una proposta realistica a breve termine…Perchè speri?

#5

Magari mettere sulla futura stazione spaziale lunare un sistema che simula la gravità non sarebbe una cattiva idea ,se prima non risolviamo questo problema possiamo anche avere un motore che può portare in 39 giorni su Marte gli astronauti non potrebbero muoversi comunque.

#6

Perché? 39 giorni in microgravità non dovrebbero dare effetti così disastrosi dal punto di vista muscolo/scheletrico, qui parliamo di 6 mesi (180 giorni) o un anno (365 giorni).

#7

Su Marte non ci andremo prima di 20/30 anni magari per allora avranno sviluppati motori che ci permettono di arrivare li in poco tempo , lo stesso Eugene Cernan diceva “Am I willing to go to Mars? Yes, but I’m not willing to spend nine months getting there, then wait 18 more months until the planets align to come home.” e "Chemical propulsion is obsolete to go anywhere other than the moon. Three days - that’s acceptable. But for Mars, we need propulsion technologies to get us there in, say, 60 days - then spend whatever length of time we want to spend and return when we want to come home.

#8

Io stavo commentando la tua affermazione che la gravità artificiale è necessaria anche avendo motori “da 39 giorni” non le tempistiche.

#9

Non sono contrario alla genetica, ma qui si dovrebbe reinventare un essere vivente. In fin dei conti una seppur limitata capacità di adattamento alla microgravità ce l’ha anche l’essere umano, che almeno per parte mia già fatica ad adattare la sua schiena alla gravità naturale.
Creare un essere vivente, per di più intelligente, non lo vedo come un offesa a Dio, ma qualcosa di troppo complesso ed il rischio è di fare un pasticcio. Mi viene in mente Alien :slight_smile:
Comunque agli inizi anche poche settimane di volo devastavano gli astronauti, poi con l’esperienza e senza stravolgere il fisico umano, le cose sono migliorate. Se dopo un volo di sei mesi gli astronauti torneranno più in forze rispetto ad oggi, allora un anno di volo diventerà accettabile.
Come? Eh, la ISS ci sta lì anche per questo, no?

#10

E questo dimostra come non basti salire su un razzone (eh,Musk),avviare i motori e partire.
Marte è ancora molto lontano dai nostri orizzonti.
Fissarsi oltre ogni ragionevolezza col pianeta rosso è,come avrebbe detto il Signor Spock,“illogico”.

Con ogni probabilità,si, per una missione del genere è necessaria.

#11

Infatti se la BFR vedrà mai la luce per molti decenni non andrà oltre la Luna. :wink:

#12

Per riportare al centro le considerazioni sul fattore umano di cui si parlava (ci sono millemila thread sull’hardware dove discuterne secondo me), senza voler essere autoreferenziale, qualche articolo sulla questione e’ uscito anche in italiano. :slight_smile:

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#13

Bell’articolo, Marco, complimenti. Fa il punto ragionato della situazione.

Il problema principale dei viaggi interplanetari non é la gravità, che si può simulare e che ha debilitato principalmente Kelly che sulla ISS era parzialmente schermato dal campo magnetico della Terra, ma sono le radiazioni.
Nei film di fantascienza gli astronauti pigliano una pillola per combatterle, ma IMHO é improbabile che si possa produrre in futuro.

L’unica é aspettare motori molto potenti che possano accorciare le tempistiche, o la tecnologia per l’ibernazione, ammesso che questa sarà possibile.
E forse questo articolo risponde anche indirettamente al paradosso di Fermi: dove sono tutti?

#14

Il problema delle radiazioni deve essere risolto senza se e senza ma senno niente basi/avamposti oltre l’orbita terrestre bassa. :death:

#15

Il che ci rivela anche che molto probabilmente non vedremo mai neppure l’uomo su Marte. Mi pare di ricordare che c’é chi ha stimato nel 5%-10% circa la probabilità di contrarre un tumore maligno per gli astronauti là diretti. Non so se alla fine li autorizzeranno.

#16

Mai è eccessivo ma sicuramente potrebbero passare molti decenni.

#17

Ma l’ ibernazione non risolve di per se il problema delle radiazioni, credo.
Voglio dire, cmq il corpo anche se in stasi ne subirebbe le conseguenze no?

#18

Si però con un ibernato risparmi centinaia di kg di acqua, aria e cibo che puoi usare per aumentare un sistema di schermatura più efficiente…

#19

Il mai é per noi :cry:. Noi, intendevo ma l’ho omesso, probabilmente non lo vedremo

Circa l’ibernazione, Isa, credo che i danni siano di due tipi: danni genetici, e danni da radicali liberi, metaboliti e proteine abnormi generati dall’irradiazione. Nel secondo caso, con la fisiologia ridotta al minimo, dovresti avere meno problemi. Se qualche medico conferma…

#20

Avendo 25 anni sono fiducioso magari entro il centenario del Apollo 11. :wink: