Se il programma Apollo si fosse svolto ai nostri tempi.

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Un utente chiede cosa sarebbe avvenuto se il programma Apollo si fosse svolto oggi anzichè negli anni 60.
Ora al netto di problemi di budget,e di motivazioni politiche la domanda si focalizza propio sul diverso approccio dei nostri tempi rispetto a cinquant’anni fa.
Un altro utente cita una frase di Tom Stafford:

If the Internet had been there when Apollo went on after Apollo 1,we would have had a very difficult time of completing Apollo. After the tragic fire and at other times, there were all different engineers and scientists who said we should do it 'this way' or it's unsafe but then we had good decision makers who made the decisions and we went ahead. Today when that happens, they go to their computer and send an e-mail to the staffers on the Hill, the congressmen, the press, to you people, and so it shows up all over. We didn't have that in Apollo. It would have been lots tougher in Apollo. Think about that.

Ossia,“Se ci fosse stato Internet quando Apollo proseguì dopo Apollo 1,avremmo avuto un periodo molto difficile per completare il programma.
Dopo il tragico incendio ed anche in altri momenti, c’erano molti ingegneri e scienziati a dire che avremmo dovuto cambiare in un certo modo piuttosto che in un 'altro ’ o sarebbe stato pericoloso, ma poi abbiamo avuto buoni dirigenti che hanno fatto le scelte e così siamo andati avanti.
Oggi, quando succede qualcosa del genere, vanno al loro computer e inviano una e-mail ai membri del Congresso, alla stampa, alla gente, e così si complica tutto.
Tutto questo non c’era ai tempi dell’Apollo,o sarebbe stato molto più difficile.
Rifletteteci”.

Io credo che altre differenze nel modo di pensare potrebbero costituire ostacoli altrettanto forti; ad esempio il tema della sicurezza che per gli standard odierni avrebbe moltiplicato costi,tempi e complessità,poi una conflittualità sia in politica che nella società civile molto maggiore che negli anni 60 (non a caso quando intorno agli ultimi anni 60-primi 70 iniziarono questi cambiamenti culturali il programma spaziale cominciò a segnare un pò il passo.
Oggi saremmo capaci di coalizzarci intorno ad un progetto del genere?

Spesso ci focalizziamo su budget insufficenti e su una minore spinta politico/strategica per spiegare cose come il mancato ritorno sulla luna,o l’assenza di un programma manned verso Marte…ma se le motivazioni fossero più profonde?
Se fossero culturali e della nostra struttura mentale?

Per quanto riguarda la conflittualità politica e sociale, ricordiamo che già ai tempi di Apollo ci furono forti ritardi nella costruzione del KSC per conflitti sindacali che rischiarono di compromettere i lavori.

Sicuramente c’è stato un aumento della sensibilità globale della gente nell’ultimo secolo, basti pensare al fatto che le esecuzioni capitali erano ancora pubbliche (proprio sulla piazza) in certi stati “progrediti” almeno fino agli anni '30 del 1900, quando oggi mai più ci si sognerebbe di far vedere cose simili. Gli Stati Uniti ebbero 33.000 morti nella Guerra di Corea, oggi giorno i 2178 morti dell’Afghanistan sono considerati un numero enorme. 47 (quasi 48) anni fa 3 astronauti morti furono considerati un prezzo tutto sommato accettabile, oggi sarebbero intollerabili con tutto ciò che ne consegue.

Certo che molte cose sono cambiate nella mentalità della gente e nella società! Ora, in compenso, é molto più facile l’esplorazione automatica. Le esplorazioni automatiche di questi ultimi tempi sono di una complessità inimmaginabile ai tempi del progetto Apollo! Stiamo andando verso una società sempre più informatizzata e robotizzata, il che mi fa pensare che forse l’unico a essere riuscito a prevedere l’attuale direzione di sviluppo tecnico/sociale dell’umanità sia stato il grande Asimov!
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Io non credo che il tema della sicurezza avesse standard più bassi all’epoca rispetto ad oggi, se così fosse non sarebbero riusciti a completare con successo una sequenza di missioni cosí come hanno fatto.

Gli incidenti ci sono stati perché erano tempi pioneristici, si facevano cose per la prima volta e quindi si scoprivano cose di cui non si aveva idea fino ad allora. Ma sono abbastanza sicuro che abbiano applicato più o meno gli stessi criteri di sicureazza che applichiamo al giorno d’oggi. Il fatto che abbia avuto risultati diversi è dovuto al fatto che all’epoca certe cose non le si sapevano.

Per fare un esempio, se avessero saputo che un SPE avrebbe potuto friggere gli astronauti mentre erano sulla superficie, non credo proprio che lo avrebbero ignorato e sarebbero andati avanti lo stesso senza prima trovare una soluzione, accettando il rischio di perdere tutto l’equipaggio senza il minimo preavviso

Detto in maniera un po’ provocativa, cos’è che lo farebbe diventare intollerabile?
Solo in Italia muoiono in incidenti stradali 80 persone la settimana. Statisticamente, i soldati americani in Iraq avevano meno probabilità di morire rispetto ai loro amici in USA, perché stando in guerra non uscivano il sabato sera e quindi non guidavano ubriachi. Com’è che questo non è considerato intollerabile?

Il problema principale secondo me è che viviamo un periodo di oscurantismo antiscientifico, che la cultura dominante è quella del divertimento e non quella della scienza. E quindi una persona morta mentre faceva uno sport estremo non ha niente di male, anzi è ricordato come un “grande”, anche se magari lascia dei figli orfani solo per soddisfare il proprio desiderio del brivido. E invece a Yelena Serova i giornalisti chiedono in un’intervista come farà sua figlia di 9 anni a stare senza di lei mentre lei sarà sulla ISS…

Per non parlare di certi mestieri come il pilota auto/motociclistico, lo stuntman, il pilota acrobatico, il poliziotto, il giornalista o il militare in zona di guerra, il medico che cura l’Ebola. Ma sugli astronauti debbono tutti abbaiare al pericolo, vai a capire.

Sergio, sostanzialmente abbiamo scritto la stessa cosa, solo tu l’hai esplicata molto meglio di quanto io abbia fatto con il mio “oscuro” intervento. :flushed:

Beh io non credo che gli standard di sicurezza del passato, durante il programma Apollo, siano stati inadeguati: lo sta a dimostrare un’intera storia fatta di anni di successi - e failures di grande successo.

Detto questo è innegabile come gli ultimi decenni le agenzie spaziali occidentali (per gli altri paesi non è dato a sapere) abbiano aumentato il “paperwork” in modo esponenziale, tra qualità di processo, reviews e continui stop & go. Sempre di più figure manageriali e di controllo rispetto a figure “tecniche”.

Si, anche secondo me se i mass media fossero stati quelli attuali, difficilmente dopo Apollo 1 ci saremmo ritrovati sulla Luna in un baleno, qual è stato, in termini “spaziali”, il tempo tra quell’orrendo incidente ed il volo di Apollo 11.

Concordo con te sulle misure di sicurezza, da allora però si sono fatti grossi passi avanti nello studio dei sistemi di gestione qualità, nello studio dell’human factor e della safety in generale, i modelli utilizzati oggi sono molto più evoluti (e complessi) rispetto a quelli di allora. Anzi, probabilmente il grosso delle basi di quello che sappiamo e utilizziamo oggi in questi settori si basa proprio sull’esperienza fatta in quegli anni.
Molto interessante ad esempio (non l’ho ancora letto per intero, ma lo consiglio), il volume “Breaking the mishap chain”
http://www.nasa.gov/connect/ebooks/break_mishap_chain_detail.html

Triste, se non tragico, ma e’ cosi’. Quoto in toto!

Sí vero, oggi il nostro controllo qualità e la sicurezza sono migliori, sicuramente sulla base dell’esperienza fatta in quegli anni. Ma secondo me questo non significa che i “requisiti” di sicurezza ora siano più stringenti, quello che abbiamo migliorato sono i processi e quindi otteniamo risultati migliori partendo dagli stessi requisiti

Scaricato, grazie :slight_smile:

Secondo me dobbiamo anche tenere conto che all’epoca c’era la guerra fredda, con una competizione serrata tra due superpotenze che aveva un forte aspetto ideologico, che determinò anche una spinta della corsa allo spazio. Oggi tutto questo non c’è, gli USA sono l’unica superpotenza globale e gli stati rivali a livello ideologico (come potrebbe essere l’Iran) non hanno assolutamente una potenza paragonabile a quella degli americani. I cinesi sono in ascesa, ma non c’è una contrapposizione ideologica: ormai sono comunisti solo di nome e pensano anche loro a fare soldi.