Sul sito Fine Art America è apparso questo poster sovietico dedicato alla protezione civile in caso di conflitto termonucleare (che si può datare tra la fine degli anni 70 e gli inizi degli anni 80):
La cosa incredibile è che tra i mezzi offensivi nucleari americani viene rappresentato uno Space Shuttle (Enterprise oppure il Columbia a giudicare dall’ET di colore bianco).
Si tratta di un documento eccezionale dal momento che rappresenta la prima prova pubblica e concreta che davvero i russi consideravano lo Space Shuttle come una potenziale piattaforma per il trasporto ed il rilascio di testate termonucleari.
Si tratta sostanzialmente della raison d’etre del Buran VKK, nato solo per bilanciare la presenza dello Shuttle come potenziale asset strategico. I russi erano essenzialmente ossessionati dal possibile potenziale uso bellico dei veicoli spaziali civili americani dall’Apollo allo Shuttle.
Nota: nel poster sono raffigurati diversi sistemi d’arma americani si riconoscono (dall’alto verso il basso):
B-52G/H Stratofortress
B-1A
Un bombardiere ignoto (potrebbe essere un FB-111 disegnato, molto ma molto, male)
Un missile cruise AGM-86 ALCM
Una serie di missili di difficile identificazione il 4 dovrebbe essere un Pershing ed il 2 un Minuteman II
Un missile Titan ICBM
Un Polaris A2 (?) lanciato da un sottomarino
Il già citato Space Shuttle
Un missile LGM-118 Pacekeeper (allora ancora noto come MX)
Interessantissimo.
Ricordo una veemente dichiarazione di Breznev dopo il lancio di STS-1;
il senso era che gli Stati Uniti avevano deciso di percorrere la strada della militarizzazione dello spazio,mentre il programma umano Sovietico era pacifico.
Lo Space Shuttle con le sue implicazioni (teoriche) militari ossessionò i Russi fin dalla metà degli anni 70,ponendo fine al loro programma lunare per dirottarsi sulla costruzione di una loro navetta.
Considerando il loro livello di paranoia e di sospetto,le “guerre stellari” di Ronald Reagan (in parte un bluff) devono averli schiantati.
Le uniche applicazioni militari previste per lo Shuttle erano il lancio e l’eventuale recupero dei grandi satelliti IMINT classe KH-9 HEXAGON, motivo per cui era stato progettato con quella grossa Cargo Bay e con un generoso crossrange che avevano snaturato l’originale progetto della NASA del 1969.
Il DoD e l’USAF non hanno mai visto lo Shuttle come un sistema d’arma.
Alla fine degli anni 80 tutte le riviste affini al mondo militare sbandieravano i test di successo eseguiti dagli USA contro eventuali testate nucleari (russe). Ma anche che i russi possedevano tecnologie all’avanguardia.
In seguito, crollata l’URSS, le stesse riviste svelarono che i test erano stati eseguiti sul serio, ma i “successi” erano tutti fasulli: servivano per ingannare i russi. Le tecnologie all’avanguardia russe invece erano inesistenti: un bluff.
Sembra che uno dei motivi del crollo dell’URSS sia da addebitare a Gorbachev che aumentò le spese militari per equipararsi agli USA, ma gli scienziati russi dicevano che non sapevano come gli USA avessero fatto a raggiungere tali risultati.
In effetti solo di recente sembra che le tecnologie militari siano progredite tanto da rendere possibili quei test.
I russi giocavano a scacchi, gli americani a poker.
Non capisco a quali test americani “farlocchi” ti riferisci, sarebbe opportuno (di fronte a questo tipo di affermazioni) referenziarle.
Anche le “tecnologie all’avanguardia russe bluff” non è un’affermazione corretta.
I russi avevano alcuni asset tecnologici, soprattutto in campo aerospaziale, avanzati e gli americani altri.
L’aumento delle spese militari imposte ai russi dall’amministrazione Reagan è stata senz’altro una delle concause (non l’unica) del crollo dell’URSS. Soprattutto perché l’allora Unione Sovietica si portava appresso un gran numero di problemi tutti suoi.
Il colpo di grazia alle capacità militari dell’URSS è stato dato non dal programma “Star Wars” come normalmente immaginano molti quanto dall’introduzione in servizio della prima generazione degli aerei “Stealth” (F-117A e B-2) i quali hanno messo definitivamente in crisi le difese russe ed avrebbero consentito (almeno teoricamente) agli americani il “First Strike” ovvero colpire per primi i russi con un vasto ed articolato attacco nucleare senza che i russi potessero prevenirlo (come di norma accade con il lancio dei missili ICBM). Questo indusse Gorbachev a venire a patti con Raegan verso una soluzione di riduzione degli asset nucleari.
Nello specifico ad un esperimento molto publicizzato di un F16 che abbatteva con un missile una testata nucleare balistica. Ma anche tutta l’iconografia dei satelliti anti satelliti.
Quanto ai russi l’esistenza sul Soviet Military Report di un sistema anti missili balistici attorno a Mosca. Esisteva, ma nei sebatoi dei missili c’era solo sabbia e vecchie schede per telvisori come elettronica.
So dell’irritazione degli scienziati russi che si trovavano per le mani prodotti finiti ottenuti con lo spionaggio, ma non il modo per arrivare al prodotto finito partendo dalle loro conoscenze.
Che poi il crollo dell’URSS non sia da addebitare solo a questo è vero, ma ha fatto la sua parte.
Evidentemente ricordi male, stai parlando del sistema d’arma ASM-135 ASAT, realizzato dall’allora LTV, il quale era lanciato da un McDonnell Douglas (ora Boeing) F-15A (appositamente modificato)
Furono effettuati 5 lanci dei quali solo il secondo si concluse con un fallimento, il terzo test (13 settembre 1985) si concluse con la distruzione del satellite-bersaglio Solwind P-78-1 (1979-017A) raggiungendo gli obiettivi del programma.
Il programma ASAT fu cancellato sia per la forte opposizione del Congresso sia per l’aumento incontrollato dei costi che portarono l’amministrazione Reagan a chiuderlo nel 1988.
In ogni caso gli americani sono riusciti ad ottenere un’arma ASAT a partire dal missile RIM-161 Standard prodotto dalla Raytheon nell’ambito del programma AEGIS. Uno di questi missili, lanciato il 21 febbraio 2008 dalla USS Lake Eire ha intercettato e distrutto il satellite USA-193 (NROL-21/2006-057A) nel corso della Operazione “Burnt Frost”. Il satellite bersaglio si trovava su un’orbita 244X261 km.
Ancora una volta scrivi cose che non hanno riscontro nella letteratura. Il sistema a cui ti riferisci è lo A-35 (Galosh in codice NATO) in servizio dai primi anni 70 fino agli anni 90, in particolare il sistema A-35M (dotato di missili A-350R) entrato in servizio nei primissimi anni 80.
Il Soviet Military Power 1987 faceva riferimento al suo successore lo A-135 (Gorgon in codice NATO), il quale però soffrì di un lungo periodo di gestazione ed entro in servizio parziale nel 1995 quando oramai l’URSS non esisteva più.
In ogni caso vale la pena di riportare che: A 1985 note from the archives of Vitalii Leonidovich Kataev states that the A-35M system was capable of intercepting “a single ballistic missile from some directions and up to 6 Pershing II-type missiles from the FRG”.
Non vedo scritto da nessuna parte di sabbia nei serbatoi e schede elettroniche da televisori anni 60…
Sarà che la mia memoria non è quella di una volta, ma su riviste come RID, Volare e C., che non ho più quindi non posso indicare articoli specifici , si parlava di queste cose e mi parevano delle esagerazioni ai tempi. Poi dopo il crollo dell’URSS si disse che certi esperimenti erano stati truccati ad arte per far credere che fossero reali, ma che in quel momento erano ancora in fase di studio. Questo mi parve sensato.
Allora potevo basarmi solo su certe fonti.
Di fatto, non tifando nè per USA nè per URSS, la cosa non mi ha sconvolto e l’ho ritenuta plausibile nel quadro di un conflitto dove uno cerca di mettere in difficoltà l’altro.
Oggi l’informazione è sicuramente più affidabile di quella dei tempi, visto che dopo vent’anni olti segreti vengono resi pubblici, ma la guerra moderna da allora è uscita dal mio interesse e la seguo pochissimo.
Anche io sono stato un avido lettore di riviste come Volare, JP-4, Aerei, Aerospazio Mese ed Aviazione e Difesa.
E’ chiaro che l’informazione all’epoca era molto parziale (non per colpa loro) rispetto a quanto abbiamo disponibile oggi.
La fine della Guerra Fredda in generale e dell’URSS in particolare ha portato gli storici del settore a poter accedere ad una serie di archivi (da entrambe le parti) che erano ovviamente inaccessibili negli anni 80.
Adesso abbiamo un quadro molto più chiaro e soprattutto supportato da una vasta mole documentale di ciò che accadde all’epoca.
Una curiosità.
Nel 1979 uscì un libro molto ben documentato e scritto da un “insider” al mondo della difesa Americana; si chiamava,mi pare “La terza guerra mondiale”.
Era ambientato nel 1985 e descriveva un realistico conflitto tra blocco Occidentale (compreso l’Iran dello Shah) e il blocco comunista guidato dall’Unione Sovietica,
con un limitato uso di bombe atomiche (alla fine,se non ricordo male veniva lanciata un atomica su una città Inglese e per rappresaglia su un paio di città in Russia, e il conflitto finiva con la sconfitta del blocco orientale ed il crollo dell’Unione Sovietica).
La cosa interessante è che c’era un capitolo dedicato alla “guerra nello spazio”.
Uno Shuttle Americano ( che nel 1979 doveva ancora volare) veniva spedito in orbita per una missione militare (mi pare di ricognizione sul territorio Sovietico).
I Russi lanciavano una Sojuz armata (forse di un sistema laser) che accecava e danneggiava lo Shuttle,portando alla morte dell’equipaggio Americano.
Dopo la guerra i corpi degli Astronauti venivano recuperati da una seconda missione Shuttle,e venivano solennamente sepolti ad Arlington come prime vittime di un conflitto nello spazio.
Questo per dire che,alla fine degli anni 70,certi usi venivano dati per scontati.
Lo rcordo. Erano due i libri, io lessi il secondo, dove si parlava della navetta. Il laser aveva accecato l’equipaggio, rendenogli impossibile rientrare. Non ricordo se il laser era “sparato” da una Sojuz o da terra. Mi chiedevo come fosse possibile. Per accecarti devi “vedere”. Ma potrei ricordare male e l’accecamento essere solo della strumentazione.
Comunque la navetta ha fatto molte misssioni per il DoD, di cui mi pare ancora non si sa nulla.
Però il bombardiere orbitale… ne abbiamo già parlato in altri post sulla fattibilità di piazzare armi atomiche nello spazio. Non voglio aggiungere altro.
Tornando al foglio russo, ben disegnato. Al pari dei fumettisti occidentali dell’epoca. Ok, non è che i russi vivevano nelle caverne… Però non credevo che avrebbero messo in giro foglietti del genere. Forse per via dell’idea che mi sono fatto della vita dei russi all’epoca. Sicuramente molto distorta. Mi è capitato di recente di vedere un documentario su una ex città russa e … è bello ed è strano quando i tuoi luoghi comuni nati sulla scorta di info insufficienti vengono abbattuti.
io ricordo La Terza Guerra Mondiale di sir John Hackett. Lessi il secondo libro che si chiamava in sottotitoli Parte seconda. In copertina una batteria di missili antiaerei. Lo lessi prima di andare a naja nel '85. Mi mise una certa strizza. Prevedeva la guerra le colpa della dissoluzione della Yugoslavia. Quasi profetico. Anche l’astio russi-ukraini, con la distruzione di Kiev o di Minsk.
Basta, siamo fuori tema.
Giusto per tornare in topic vi segnalo questo breve articolo, a firma dell’amico Dwayne Allen Day, apparso su The Space Review nel dicembre del 2019 nel quale si riassume la nascita della leggenda metropolitana (tutta russa) sullo “Shuttle bombardiere nucleare”:
Per farla breve la leggenda nasce da uno studio del 1976 condotto e pubblicato da Yu.G. Sikharulidze e Dmitry Okhotsimsky (allora responsabili del Dipartimento di Matematica Applicata di Mosca) i quali calcolarono che uno Shuttle lanciato dalla Vandemberg AFB (cosa prevista ma mai avvenuta nella realtà) poteva fare una “picchiata” verso Mosca, nel corso della prima orbita, per rilasciare un ordigno nucleare destinato ad esplodere ad appena 3 minuti e mezzo dal rilascio, con un tempo di preavviso (per i russi) praticamente nullo rispetto agli ICBM/SLBM.
Il report finì al tavolo del Comitato Centrale del PCUS scatenando il panico ed alimentando tutte le possibili paranoie psicotiche dei russi, secondo alcune fonti (non condivise da tutti gli storici) proprio questo report sarebbe all’origine della decisione di realizzare il VKK Buran.
Per altro le paranoie psicotiche russe perdurano ancora ai giorni nostri:
E’ interessante notare come a pag.12 i russi rappresentino un Convair F-102A come possibile vettore per lo spargimento di materiale fissile sopra il territorio sovietico. La cosa “divertente” (si fa per dire) è che non solo l’F-102 non era un bombardiere ma un intercettore puro, dunque completamente inadatto allo scopo, ma era pure stato ritirato dal servizio attivo quando l’opuscolo è stato realizzato (gli ultimi reparti della ANG - Air National Guard li dismisero nel 1979) dal momento che era stato sostituito nel ruolo dal ben più prestante Convair F-106A.
Visto. Interessante con i consigli su cosa fare, gli effetti, ecc., ecc.
E’ la parte della preparazione che… se scoppiava una guerra tutti quei preparativi non avevi il tempo di farli.
Comunque interessante anche se l’unica voce dal russo che ho tradotto è bomba.
Giusto per ritornare in tema l’utilizzo dello Space Shuttle come bombardiere nucleare appare risibile al giorno d’oggi, conoscendo bene le problematiche di utilizzo del sistema STS, ma lo era già allora per una serie di motivi che gli americani conoscevano bene e che i russi avrebbero potuto immaginare:
Ogni lancio dello Shuttle richiedeva settimane di preparazione (il che lo rende automaticamente incompatibile con i tempi di risposta richiesti da una crisi nucleare)
Sarebbe occorsa una flotta di Shuttle dedicati allo scopo il che era abbondantemente al difuori del budget dell’USAF dell’epoca
La rampa di lancio dello Shuttle alla Vandemberg AFB sarebbe stata particolarmente vulnerabile ad eventuali attacchi russi rispetto ai silo dei vari ICBM (Minuteman e Titan II) dell’epoca.
Integrare un ordigno nucleare nella Cargo Bay dello Shuttle poche ore prima del lancio sarebbe stata un’impresa non da poco
All’epoca gli americani mantenevano mezza flotta di bombardieri B-52 in volo H24 ed armati con armi nucleari i quali orbitavano al disopra dell’Alaska in maniera tale da procedere immediatamente verso l’Unione Sovietica se le condizioni passavano a DefCon1.
Al netto delle considerazioni sopra esposte, agli americani non è nemmeno passata per la mente di fare una cosa del genere perché avevano in fase di avanzato sviluppo il bombardiere North-American/Rockwell B-1A (poi sviluppato nel B-1B) il quale poteva penetrare all’interno del territorio sovietico volando a pelo del terreno in maniera tale da sfuggire ai radar.
Inoltre, all’orizzonte cominciavano ad apparire i programmi XST (Experimental Stealth) e ATB (Advanced Technology Bomber) che si sarebbero concretizzati nel Lockheed-Martin F-117A e nel Northrop-Grumman B-2, i quali potevano colpire l’URSS con un vasto attacco nucleare per primi e senza praticamente preavviso.
Per inciso ancora oggi i B-2 hanno la capacità di entrare ed uscire dal territorio russo a piacimento, e sono sempre in grado di effettuare un “first strike” non appena i russi danno cenno di voler impiegare il proprio arsenale nucleare. In futuro questa capacità sarà mantenuta ed estesa dal prossimo B-21 “Raider” sempre della Northop-Grumman.
Sempre per inciso i russi questo, ancora oggi, lo sanno benissimo.