Shuttle Crew Operation Manual

Mi scuso in anticipo se questo documento è già stato trattato in altri thread, ma quando l’ho visto ho ritenuto doveroso condividerlo. Si tratta del manuale di riferimento sullo Space Shuttle, prodotto dalla NASA e rivolto agli equipaggi che avrebbero dovuto volare con il noto spazioplano. E’ una lettura abbastanza lunga, ma per chi ne è appassionato, sicuramente appagante.

Il manuale è in inglese. Se qualcuno avesse problemi con detta lingua, me lo faccia sapere. In caso, potrei fare una traduzione in italiano. Buona lettura.

Ho corretto un refuso nel titolo del post: Huttle -> Shuttle.

EDIT: corretto anche Module -> Manual.

C’è da correggere anche il titolo, SCOM sta per " Crew Operations Manual" e non " Crew Operations Module"

EVA Rules of Thumb (p. 463)
  • Always use “make before break” tether protocol.
  • Do not use the glove as a hammer.
  • EVA crewmember and equipment must remain tethered at all times.
  • Slow, deliberate motion provides much greater stability than quick, jerky motions.
  • Body positioning is 90 percent of the task.
  • Each EVA crewmember should check out his or her own EMU.

Ad una prima lettura ho sorriso ma, pensandoci bene, fa capire quanto sia importante dare niente per scontato!

Chiedo scusa per gli errori…

Il problema piu’ grande che ha segnato il fallimento del programma shuttle e’ stato quello delle maledette mattonelle in materiale refrattario.

Il punto e’ che non si poteva creare uno scudo termico fatto tutto d’un pezzo, perche’ la superficie dello shuttle era troppo grande e dunque si sarebbero create delle crepe nello scudo.

Tuttavia va detto che lo shuttle prevedeva anche un pavimento ad assorbimento di calore a mezzo di pompe di compressione del gas. Solo che questo, all’epoca (parlo del 1990) per la prototipazione e la successiva ingegnerizzazione costava la bellezza dell’equivalente di 3.500 miliardi di lire. E cosi’ questo sottoprogetto fu incautamente abbandonato. Questa “svista”, secondo chi scrive, ha determinato il fallimento dell’intero programma spaziale.

Opinioni in merito sono gradite.

Regards,
The frog

IMHO questo è stato uno dei problemi che hanno segnato il destino dello Shuttle, sempre IMHO la radice di tutti questi problemi è stata la sopravvalutazione dell’efficienza del sistema STS il che, quando si sono accorti che questo mezzo non era così economico come avrebbe dovuto essere ha portato a ‘chiudere qualche occhio’ inficiando il programma e causando un considerevole crollo della sicurezza.

anche se scrivi il problema più grande, il mancato successo del programma STS è collegato da diversi fattori concatenati

elenco i più eclatanti
-aver costruito un sistema sovradimensionato per le esigenze militari,
essere un sistema prototipale, l’shuttle che per 30 anni ha volato sarebbe dovuto essere sostituito da un mai prodotto shuttleB che
-avrebbe fatto tesoro dei difetti emersi.
-proprio per essere un prototipo dimostrò molte criticità che sin dall’inizio obbligavano a vari SCRUB
-aver unito ricerca e profitto in un unico mezzo, cosa che alla fine condusse all’incidente del Challenger, momento in cui realmente franò il sistema STS.

Paradossalmente il sistema di scudo termico si comportò sempre in modo egregio tanto a far sottovalutare il reale rischio che il danno in STS 107 aveva in esere.

Già prima dell’incidente Challenger ci si rese conto che il progettato sistema riutilizzabile aveva bisogno di tali e tante revisioni da inficiare sia l’economicità globale, che particolare come il mettere in orbita satelliti di telecomunicazioni.

ti consiglio di leggere il mitico Jenkins

(immagine inserita a solo scopo esplicativo in discussione amatoriale, non si intende infrangere alcun copyright)

Intendi dire che lo Shuttle fu costruito troppo grande A CAUSA dei militari o il contrario che fu costruito troppo grande ANCHE per le esigenze dei militari?

Credo intenda che a causa delle richieste dei militari vennero richieste al sistema delle prestazioni elevatissime
Cioè la tua prima ipotesi :stuck_out_tongue:

Comunque sia, ritengo esagerato dire che il programma Shuttle fu un fallimento!

Per quel che mi riguarda, parlando di una macchina super complessa e mai sperimentata prima, fu un grande successo, riuscendo a fare tutte le sue missioni e arrivando a compiere missioni mai fatte prima da nessun’altra capsula o navetta spaziale.

Sulla missione STS-107 potrei darti ragione, ma sulla missione del Challenger direi di no. :point_up:

Non ho capito perché. Però mi pare un’opinione azzardata. Per via dei costi di manutenzione dello scudo a piastrelle?

SI’’, esattamente. Ogni volta che uno shuttle tornava giu’ bisognava rifare l’intero scudo a piastrelle, che aveva subito uno stress fisico e termico che andava oltre le capacita’ del sottosistema. Poi non dimentichiamoci che una missione e’ fallita completamente, comportando la morte del suo equipaggio, a causa del fatto che alcune piastrelle staccatesi durante la fase di lancio sono andate a danneggiare gravemente il veivolo.

Regards,
The frog

Ehm,
NO,
se ti riferisci a STS 107 (Columbia) sappi che ciò che si staccò non furono le piastrelle ma la schiuma poliuretanica di rivestimento dell’E.T..

Si’? D’accordo. E perche’ serviva quella schiuma di rivestimento delle piastrelle? Perche’ le piastrelle non si tenevano insieme.

Regards,
The frog

Non sono affatto d’accordo che lo scudo termico abbia rappresentato la principale causa del “fallimento” di STS.

Prima di tutto, definire fallimento il programma STS mi sembra quantomeno ingeneroso, considerando che è stato il veicolo spaziale più longevo del mondo occidentale nonostante le caratteristiche molto più che ambiziose.

Lo scudo era senz’altro un elemento critico, ma questo semplicemente perché la superficie era enorme e per di più era esposta durante il lancio. A conti fatti, funzionava più che bene, considerando che ad oggi lo Shuttle è l’oggetto più grande che sia mai rientrato a Terra intero dallo Spazio. E non credo che questo record sarà battuto molto presto.

Stai prendendo un grosso abbaglio, la schiuma di rivestimento veniva dall’ET.

STS era una macchina eccezionale che incarnava ambizioni eccezionali. Nell’immaginario collettivo era il superamento dell’era pionieristica delle capsule per fachiri: lo Shuttle apriva l’era dello Spazio dell’uomo, e questo spazio non appariva più come l’anticamera di una oscurità profonda e misteriosa dove solo gli eroi potevano avventurarsi. La LEO diventava playground dell’umanità, territorio esplorato ed esplorabile, facilmente raggiungibile con un aereo speciale.

Le cose non andarono proprio così, ma la colpa non è dello scudo o degli SRB…lo Shuttle era un veicolo preso in prestito da un futuro non troppo remoto, per il quale nessuno era veramente pronto, nemmeno la NASA stessa che non ha avuto i mezzi per portare a compimento fino in fondo l’impresa che STS rappresentava, e non ha avuto la lucidità e le risorse per gestirne il potenziale ed i rischi.

La festa con gli attori di Star Trek e l’Enterprise è il simbolo perfetto di un mezzo che sarebbe dovuto appartenere alla nostra storia: le menti straordinarie che hanno concepito e realizzato STS hanno compiuto un vero miracolo, come accade spesso nel mondo meraviglioso dell’astronautica: hanno approfittato di una svista del fato per realizzare una macchina tanto straordinaria da essere anacronistica.

Proprio in questi anni in cui esultiamo di fronte ai traguardi delle capsule di nuova generazione, definire “fallimento” i 135 lanci dello Shuttle mi sembra quantomeno tristemente ironico.

La schiuma era il rivestimento dell’ET e non sulle piastrelle dell’orbiter…

Rivestimento peraltro che è in uso a tutti i serbatoi criogenici shuttle o razzi.

Però… hai magniloquenza :clap: