Shuttle della North American Rockwell

Mettendo in ordine i files sparpagliati per ogni dove (esagerato!) ho trovato un abozzo di presentazione sullastoria dello shuttle e mi sono ritrovato e rileggere quanto avevo scritto sui progetti della North American Rockwell:

"[i]…Nel 1969 la North America Rockwell sviluppò vari progetti di navetta spaziale riutilizzabile

Pertendo da un sistema ad ali parzialmente ribaltabili, posto in cima ad un vettore a perdere a motore solido o liquido, sino ad un modello a corpo portante, di piccole dimensioni e con rotori per il rientro in atmosfera (foto)[/i]"

Non avendo trovato nulla in rete su tale progetto, e sembrando la foto un esito di etterraggio chiedo se qualche d’uno più bravo di me ne sa di più di questo progetto. Grazie moltemolte

Sembra un autogiro! (elica folle, non motorizzata)

Non mi pare un sistema di rientro molto sicuro per un veicolo spaziale.

Sicuro, forse no, ma sicuramente molto originale!

Comunque, non ne avevo mai sentito parlare prima!

ma l’autogiro non è il sistema più sicuro per volare?

Beh oddio… forse c’è di meglio… :smiley:

ho fatto un pò di ricerche e sembrerebbe che l’unico problema ( peraltro affrontabile) sia una tendenza in certi casi al delfinaggio ( movimento alternato sul beccheggio).

ne concludo che effettivamente non è una cattiva idea, poichè l’autogiro è in grado ( magari non per grandi pesi ma per gli ULM) di esegire una discesa morbida in caso di rottura dell’apparato propulsivo!

mi ha affascinato molto il tipo di veivolo, è la sua caratteristica di volo, sicuramente una grande invenzione.

semmai, mi chiedo se il complesso meccanismo di apertura del sistema possa esser realizzato… ma anche qui i dubbi mi passano pensando agli elicotteri imbarcati, che dotati di snodi sulle pale per poterle ripiegare, sollevano decine di tonnellate, appesi au un albero di titanio ( che tra l’altro deve resistere a colpi d’arma diretti ).

un’idea orignale questo rockwell!

Beh anche l’elicottero può effettuare autorotazioni.

Più che foto, mi sembra un disegno.
Può darsi che non sia andato oltre al what-if come progretto.

Questo concept rimanda più all’idea di un sistema di emergenza per la sola sezione pressurizzata, quella con l’equipaggio, che altro.

Lungi dall’essere utilizzabile al rientro, un sistema del genere puo’ solo servire per sopperire all’uso del tradizionale paracadute in fase di discesa (in aria densa) e fino all’atterraggio.

L’utilizzo di un rotore libero, in sostituzione del paracadute, era stato inizialmente preso in considerazione da Korolev durante gli studi iniziali per il modulo di rientro della Soyuz, ma non era mai andato oltre la sperimentazione su modelli in scala (come quello che posto di seguito).

Più di recente si è assistito al tentativo fallimentare di implementare un sistema analogo sul proposto vettore SSTO “Roton”.


Soyrotor.jpg

Grazie a tutti per le risposte osservavo il topic, anche se non scrivevo.
Quella di Archipeppe potrebbe essere una soluzione, anche se sono sicuro che il testo portato era preso da qualche parte, tradotto e rielaborato alla bisogna. Mah, può darsi che abbia trovato un iniziale progetto mai andato oltre le fasi più iniziali di sviluppo.

Se non sbaglio l’autogiro viene anche preso in considerazione in studi per rientri in atmosfera marziana…

Tempo fa l’Università di Bologna, insieme ad altri enti (che ora non ricordo, mi pare un centro di ricerca Tedesco e uno Spagnolo) aveva condotto uno studio di fattibilità per un sistema di atterraggio su Marte di una capsula attraverso l’autorotazione. Da quel che so lo studio aveva concluso che con i materiali attuali non era conveniente, in quanto il rotore doveva avere delle dimensioni tali che il peso della capsula era dominato dal rotore stesso, con un piccolo carico utile in percentuale. In pratica il rotore doveva servire a rallentare principalmente se stesso…

ArTax ha segnato il punto, quanto riporta è esattamente il motivo per cui il rotore, alla fin fine, non risulta mai davvero competitivo rispetto al tradizionale paracadute.

il rotore però ti permette di “volare”, scegliendo il punto di atteraggio
( se metticaso riusciamo a fittargli anche un eleca spingente… )

…ma aggiungendo ulteriore peso che ti devi portare dietro…
Il paracadute credo rimanga la soluzione più “economica”

senza dubbio, ma il requisito più ovvio di uno shuttle è la capacita di rientrare con un volo giudato per poi esser riutilizzato.

forse ( dico forse) un sistema con autogiro è più semplice di un sistema tipo sts…

Autogiro per la sostentazione, elica spingente, se non è complicato questo…
Senza contare poi che tutta questa mercanzia va stivata e piegata in appositi comparti durante tutto il volo, dove dovrà sostenere accelerazioni, vibrazioni, eventuali sbalzi di calore…
Resta poi il fatto che un sacco di cose possono andare storte durante la fase di dispiegamento durante la discesa nell’atmosefera.
Chi glielo fa fare di affrontare tutti questi rischi, per una soluzione già di per se poco efficente per quanto riguarda il peso?
A questo punto, tanto vale tirare fuori l’ala di Rogallo.

mah, secondo me è meglio per i cari vecchi paracadute: non pesano molto, sono poco ingombranti, hanno buona efficienza e in più non necessitano di manutenzione costosa. In caso di malfunzionamento, poi, basta mettere quelli di riserva…