SLS CS-1 (LOX tank/Engine section/Forward Assembly)


#1

Arrivano le prime news 2019 per quanto riguarda SLS. Il 2019 sarà un anno critico per il vettore NASA. Difatti quest’anno sono previsti l’assemblaggio finale e il green run del primo stadio di SLS. Queste milestone saranno direttamente collegate all assemblaggio finale nel VAB e al lancio.

Una buona notizia è che lo shutdown che ha investito anche la NASA non ha coinvolto il lavoro a Michoud o a al KSC per quanto riguarda il lavoro sull Orion stack per EM-1 e EM-2. I tecnici LM e Boeing hanno lavorato anche durante le festività per mantenersi in linea con la tabella di marcia.
il 21 dicembre 2017 la Boeing ha completato il serbatoio dell’ossigeno liquido destinato a volare su EM-1.
Questo significa che la parte superiore del CS-1 è pronta e verrà unita nei prossimi giorni.

I 3 pezzi in questione sono: “Intertank, LOX tank e Forward Skirt”
(nota: non ci sono ancora foto del LOX tank finito)


immagine

Sempre nel complesso di Michoud procede il lavoro sulla parte inferiore del primo stadio. La parte più importante è certamente la sezione motori. La sezione motori era stata spostata ad Agosto 2019 per il processo di completamento e integrazione finale. Al momento il 95% di cablaggi e sistemi idraulici è completo. Mancano gli ultimi pezzi per il TVC e di alimentazione LOX e gli attuatori per i 4 motori prima di procedere al integrazione finale dei 4 RS-25D.
Stando alle parole del capo ingegnere per la sezione, siamo all’85% del completamento. Nei prossimi 2 mesi dovrebbe essere pronta.

Nel mentre il serbatoio dell’idrogeno liquido STA che rappresenta il terzo dei 4 pezzi destinati a test strutturali è stato spostato sulla chiatta Pegasus ed è in trasferimento verso il test stand al MSFC.
Il viaggio è stato autorizzato, ma è in dubbio il lavoro di testing da effettuare all’MSFC a causa dell’attuale shutdown.


Manca solo il 4° “test article” da consegnare. Si tratta del Serbatoio dell’ossigeno liquido STA

(immagini credit NASA)
https://www.nasaspaceflight.com/2019/01/third-sls-sta-marshall-limited-work-nasa-shutdown/


#2

A quanto pare anche con lo shutdown, l’enorme “test article” LH2 STA che da solo è alto quanto il serbatoio esterno dello Shuttle è stato sbarcato ed è stato messo in posizione nel test stand alto quasi 65,5 metri al centro Marshall. Qui l’articolo verrà sottoposto alle stesse forze che il suo “omonimo” affronterà durante il lancio di SLS.




immagini credit NASA


#3

tweet della Boeing che fa vedere in un video velocizzato le operazioni di caricamento del LH2 Tank STA nel Test Stand. Adesso che lo shutdown è terminato possono riprendere i test strutturali per quanto riguarda i test article e i test sugli RS-25 per la certificazione restart


#4

FORWARD ASSEMBLY COMPLETATO!
I tre elementi che costituiscono la parte superiore del “core stage” di SLS sono stati uniti. Come detto si trattava del’serbatoio dell ossigeno liquido, dell’interstadio e del “forward skirt” che contiene il “cervello” di SLS e i punti di ancoraggio per l’adattore di ICPS (LVSA).
Ci sono da fare alcune rifiniture di natura elettrica. Nel mentre durante lo shutdown è avanzato ulteriormente il lavoro sulla sezione motori e notizia ancor migliore, l’enorme serbatoio per l’idrogeno è stato anch’esso completato. Quindi abbiamo un 4 su 5.
Siccome ci vorrà ancora un pò di tempo affinchè la sezione motori venga unita al serbatoio LH2, le rifiniture post mating per il serbatoio sono in atto adesso.



Mentre CS-1 entra quindi nelle sue fasi finali di assemblaggio, Boeing inizia a ingranare per il secondo core stage con le saldature per i serbatoi LOX già iniziate con in programma la saldature dei serbatoi LH2.

(immagini credit NASA)
https://www.nasaspaceflight.com/2019/01/boeing-final-assembly-nasas-first-sls-core-work-second/


#5

Boeing ci delizia con un video dove viene mostrato tutto il processo di Forward Assembly.
(video all’interno del link)


Ovviamente il lavoro è andato avanti da quasi un mese fa. Sono stati installati i tubi che portano il LOX alla sezione motori. Questi tubi a S sono situati sul fondo del serbatoio LOX ed escono sulla superficie esterna dall’intertank. Questa pipeline poi viaggia lungo il serbatoio LH2 fino alla sezione motori. Il serbatoio LH2 ha poi un altra pipeline indipendente che porta l’idrogeno agli RS-25D.


(nei due rendere credit NASA è possibile osservare le due linee di alimentazione che corrono sui lati opposti del core stage. Si può notare nel secondo render come la linea per il LOX fuoriesca dall intertank)

Da notare come la pipeline sia stata installata anche sul serbatoio LH2 che al momento non può far altro che aspettare il completamento della sezione motori (in attesa quindi dell’Aft assembly). Dopo aver installato le pipeline, queste vengono ricoperte nella classica schiuma arancione per proteggerle dall’ambiente termico.


#6

altra bella immagine credit NASA


#7

Mille grazie @SaturnPower per i report e per aiutarci a capire come avanzano i lavori su questo bistrattato razzo :wink:
Meno male che non hanno deciso di assemblare nulla all’aria aperta :speak_no_evil:


#8

Grazie per i complimenti. Faccio solo il mio “dovere” da appassionato.


#9

Suvvia… Ma se ti piace così…

D’altra parte visto l’enorme costo di questi lanci più che stabilimento quello di Michoud lo chiamerei “atelier” :stuck_out_tongue:


#10

certamente SLS non promette numeri assurdamente bassi a ogni lancio come il BFR, ma considerando quello che deve fare in my book 500-600 mln a lancio non sono un enormità (spese ripartite tra 240 mln per RS-25D, 120 mln per i 2 RSRMV e il resto tra serbatoi/ICPS e costi di lancio in se). Quindi si parla di 5263-6315$ al kg. C’è anche da considerare che i costi di hardware scenderanno. RS-25E che debutta da EM-4 costa 39 mln a pezzo (156 mln set da 4) e quando il CASTOR 1200 andrà a sostituire gli RSRMV sono 46 mln risparmiati a lancio (da 120 a 76 mln). Non è cosi terribile come si pensa quindi.
Cmq questa discussione appartiene a un altro luogo. Cerchiamo di tener pulito :smile:


#11

Giusto, ma come tutti sappiamo, SLS e Spaceship/BFR non sono in concorrenza e nascono per due scopi totalmente diversi. :wink:

La battuta nasce dal fatto che SLS e i suoi stati di avanzamento, lenti ma concreti, sono sempre un po’ trattati come Calimero, e quindi grande SpaceX senza dubbio, ma forza SLS anche pure. :stuck_out_tongue_winking_eye:


#12

Il problema e’ che anche il Saturn V era meglio di questo ma 50 anni prima.

I costi di sviluppo del Saturn V erano gia’ coperti, e il costo per lancio attualizzato e’ stato stimato sui 3 G$ (per SLS dipende ma siamo li), le prestazioni molto simili anche se dipende dalle metriche adottate. Poi erano gia’ previsti dei miglioramenti, e in 50 anni di tecnologia qualche parametro lo si sarebbe limato.

Quindi per avere qualche perplessita’ basta Von Braun anche senza tirare in ballo Musk e Besoz.


#13

a parte che 3 miliardi per lanciare un Saturn 5 è un numero talmente esagerato che vabbè… (ci lanci quasi 3 Saturn 5 con quei soldi), SLS fa le cose del Saturn alla metà del prezzo di lancio sotto criteri di sicurezza elevatissimi (Ai quali veicoli come S5 neanche si sognavano di rispondere). Inoltre ripeto l’invito. Se dobbiamo parlare di costi e relatives si fa un topic a parte. Inutile spammare qua.


#14

viviamo in un’epoca in cui il volo spaziale civile sta per diventare realtà, e compagnie private stanno investendo cifre grandiose per renderlo possibile. Pensare di abbassare lo standard ed il margine di sicurezza dei voli militari/professionali avvicinando quello del passato espone tutta l’industria di settore ad un rischio di perdita troppo grande. Nel prossimo futuro non perdere uomini e recuperare senza feriti anche incidenti gravi (vedi soyuz) è un obiettivo primario molto più che in passato. Piacerebbe anche me, istinitivamente, tornare un po’ indietro, verso una minore ipersofisticazione, ma so bene che non succederà.


#15

Ovviamente ho risposto ad una battuta con una battuta, suggerirei di non darci troppo peso :slight_smile:
… o eventualmente continuare nel topic giusto.

Non sono d’accordo, non è la maturità del volo spaziale che lo impone ma la sensibilità sociale moderna. Non penso che oggi sarebbe possibile prendersi gli stessi rischi degli anni '50/'60 anche a parità di importanza dell’obiettivo.

Ma anche questo avrebbe bisogno di non essere discusso in questo topic, sorry :slight_smile: