Sogni lunari sovietici: le ambizioni di Chelomei - Parte Seconda

Nonostante il fatto che nel 1964 il decreto del Politbjuro avesse assegnato all’OKB-1 di Korolev lo sviluppo delle missioni lunari, il duo Chelomei-Glushko continuo’ lo stesso a sviluppare un proprio programma lunare alternativo, basato sullo sviluppo del veicolo LK-1 precedentemente proposto per il voli circumlunari in alternativa alla Soyuz di Korolev.

La morte del grande progettista, avvenuta prematuramente nel gennaio del 1966, e complice la debolezza del suo successore Vasili Mishin, rilancio’ la coppia Chelomei-Glushko ed il loro programma lunare alternativo.

Contrariamente al profilo di missione dell’N1-L3 di Korolev-Mishin che era basato sullo stesso LOR (Lunar Orbit Rendezvous), Chelomei propose uno scenario più semplice ed immediato basato su di un lancio lunare diretto, concettualmente simile alle prime proposte di Apollo Direct elaborate dalla NASA fino al 1961.

Allo scopo Chelomei propose un nuovo vettore della stessa classe dell’N1/Saturn V, denominato UR-700 ed un veicolo lunare biposto denominato LK-700 (derivato direttamente dall’LK-1). L’UR-700 era un vettore modulare che faceva un uso massiccio di una serie di stadi in parallelo, propulsi da un nuovo motore a propellenti ipergolici, l’RD-270 di Glushko.

Il vettore UR-700 avrebbe permesso di utilizzare un vasto range di payload, non solo il veicolo LK-700, con un payload in LEO di 151.000 kg in LEO e di 50.000 in traiettoria lunare. Il sistema UR-700/LK-700 avrebbe consentito di raggiungere l’88% della superficie lunare. I documenti ufficiali, siglati da Chelomei, portano la data del 21 luglio 1967 (giusto due anni prima dello sbarco lunare americano).

L’OKB-52 aveva programmato di costruire ben 16 tra “mock-up” e “test article” dell’LK-700 con 5 veicoli operativi, dei quali 3 destinati a voli senza equipaggio e 2 con equipaggio in un arco temporale che sarebbe andato dal 1968 al 1973, con un primo allunaggio previsto per l’agosto del 1973. Numerosi mock-up furono costruiti anche in scala 1:1 e sono visibili in numerose fotografie (c’è chi parla anche di prototipi veri e propri ma ad oggi non sono reperibili prove in tal senso).

A causa di tale schedule il progetto di Chelomei fu considerato sempre e comunque un “outsider” e definitivamente accantonato all’indomani del volo dell’Apollo 8 quando al Kremlino fu chiaro che gli americani sarebbero arrivati per primi sulla Luna.

Il duo Chelomei-Glushko torno’ un’ultima volta alla carica in occasione del fallimento del primo lancio dell’N1, proponendo l’UR-700/LK-700 come immediata alternativa ma ancora una volta il Kremlino decise di non farne niente e procedere comunque con l’N1-L3.

Nonostante lo scarso entusiasmo dimostrato dalle autorità nei confronti del suo progetto, che pure aveva dei punti di forza, Chelomei continuo’ privatamente lo sviluppo relativo allo scenario UR-700/LK-700 prevedendo tutta una serie di moduli aggiuntivi, la possibilità di supportare le operazioni della base semipermanente DLB e finanche una stazione OPS (conosciuta anche come Almaz) in orbita lunare. Il tutto ebbe termine nel 1974 quando il Kremlino pose definitivamente la parola fine al programma lunare sovietico a seguito dell’ennesimo fallimento di un N1.
A questo punto le strade di Chelomei e Glushko si separarono, il primo prosegui’ con lo sviluppo delle stazioni spaziali Almaz/Salyut e del veicolo logistico TKS (il cui modulo di rientro era direttamente derivato da quello utilizzato per i veicoli LK-1 ed LK-700), mentre Glushko divenne responsabile dell’OKB-1 precedentemene appartenuto al suo rivale Korolev, dopo l’allontanamento di Mishin. I progetti lunari sembravano finiti, almeno per il momento…

Di seguito una selezione di immagini originali relative al progetto UR-700/LK-700:

  1. Vista in sezione del vettore UR-700
  2. Profilo di missione per l’UR-700/LK-700
  3. Stacking dello stadio terminale dell’UR-700 con l’LK-700 posto in cima
  4. Mock-up della sezione di allunaggio dell’LK-700
  5. Mock-up (prototipo?) dello stadio di rientro dell’LK-700, in tre diverse immagini:
    a. Con il simulacro dell’ultimo stadio dell’UR-700 e torre di salvataggio SAS
    b. Durante una prova di uscita con un cosmonauta in tuta pressurizzata
    c. Lo stadio di rientro

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Grazie Peppe! :clap:
Il modulo di allunaggio rispetto al LM aveva delle “zampone” con superficie di contatto molto estesa… era previsto l’uso di razzi di ancoraggio anche qui?

A quanto pare no, Chelomei era confidente sul fatto che una volta allunato l’LK-700 non ci sarebbero state possibilità di “rimbalzi” sulla superficie lunare, stante anche la notevole superficie di contatto realizzata con i 6 pattini estensibili, quasi degli “sci lunari”.

Come per l’LK anche nell’LK-700 lo stadio di discesa era una mera base d’appoggio, dato che lo stadio di risalita aveva un unico motore da utilizzare sia nelle fasi terminali di discesa sulla Luna sia nella risalita ed ingizione in orbita trans-terrestre.


lk700-1.jpg

Interessante quest’approccio all’allunaggio, senza un modulo a perdere dedicato (come LM o LK) ma direttamente con la capsula di rientro, ed in particolar modo la scelta di alleggerire quest’ultimo stadio utilizzando un motore solo, per atterraggio decollo e ritorno a casa…
Erano previsti serbatoi sul modulo d’atterraggio, con tubazioni che trasferissero il carburante fino al motore, o questo stadio era veramente un “blocco di ferro” dove attaccare i pattini d’atterraggio?

Si ma non proprio, nel senso che i russi utilizzavano una tecnica detta “lunar crasher”, ossia l’ultimo stadio del vettore (in questo caso l’UR-700) che restava attaccato al veicolo lunare dopo l’immissione in TLI (Trans Lunar Injection) veniva utilizzato sia per le correzioni di rotta che per una frenata continua fino ad “esaurimento”. Il che avveniva a pochi Km dalla superficie lunare e con un delta-v residuo nell’ordine di poche centinaia di metri al secondo.

In tal modo il motore principale del veicolo lunare veniva utilizzato (poco) giusto prima dell’allunaggio, spento durante le operazioni lunari e riacceso solo per ritornare in orbita lunare o immettersi in una traiettoria di ritorno libero verso la Terra (come ne caso dell’LK-700).

La seconda che hai detto. :wink:

Grazie Archi! Bella rassegna dei progetti sovietici! :wink:

Faccio notare i dettagli che così a prima vista mi hanno colpito.
Gli oblò con visuale agevolata verso il basso (indietro).
Il portello che funziona anche da “terrazzino”, agevolando l’accesso alla scaletta verticale da cui si passa alla scaletta inclinata su uno degli “sci” o pattino d’atterraggio.
Francamente per molti aspetti mi convince più questo progetto di altri.
Peccato abbiano rinunciato! Anche arrivare secondi, per me, sarebbe stato un successo importante da tentare.
Un vero gran peccato!

Anche gli Americani inizialmente avevano pensato a questa soluzione, ma effettivamente il fatto di lasciare sulla Luna il LEM porta un gran risparmio di massa di carburante. (per Peppe: Memorabile il capitolo di “Space” che parla di questa scelta :))

Diciamolo “Space” è un po’ tutto memorabile.

Piccolo OT, nel mezzo degli anni '80 ne fu ricavata anche una miniserie CBS (se non ricordo male), personalmente la trovai alquanto deludente rispetto al romanzo nonostante la parata di grandi attori che vi recitavano. Ebbi la fortuna di leggere il romanzo nell’estate del 1986, subito dopo la maturità, e Canale 5 trasmise per la prima (e forse anche ultima) volta la miniserie nell’ottobre/novembre dello stesso anno.

Fine del piccolo OT.

Molto interessante Giuseppe. Sto leggendo in questi giorni Soviet and Russian Lunar exploration e trovo molto affascinanti i pragmatici progetti di Chelomei. La cosa che più mi incuriosisce è l’aver mancato da parte sovietica il primo volo circumlunare, sono arrivati alla Zond con a bordo le tartarughe, avevano due finestre di lancio favorevoli prima dell’ Apollo 8 ma non sono riusciti a sfruttare l’opportunità…
Adoro Space il libro, l’ho riletto tre volte, mi sono anche cercato e letto “Un cantico per Leibowitz” il racconto di fantascienza a cui è ispirata l’ultima frase di Clagget mentre il LM di Apollo 18 precipita sulla luna…
Anch’io ho trovato fastidiosa la trasposizione televisiva del libro, troppo calcati i personaggi in particolare quello di Penny Pope

AAAAAAAARGGGHHH!!! Vacci piano con gli spoiler! Non l’ho ancora finito!!! :facepunch: :cry:

Argh… sono costernato Buzz… non credevo che la tua prima lettura fosse in corso … per farmi perdonare ti farò avere “Un cantico per Leibowitz”

Ulteriori dettagli:

  1. Vista in sezione dell’ultimo stadio dell’UR-700 con l’LK-700 ed il SAS
  2. Varie viste dell’UR-700
  3. L’RD-270 di Glushko
  4. Cambi di configurazione dell’LK-700 in relazione alle varie fasi della missione (immagine originale ma alquanto sgranata…)

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