Sole e vento accenderanno tutta la Spagna

E’ possibile soddisfare la domanda di elettricità di un’intera nazione unicamente con le energie pulite? Per la prima volta in Europa un dettagliatissimo rapporto commissionato da Greenpeace all’ITT - l’Instituto de Investigaciónes Tecnologicas» - della prestigiosa Universidad Pontificia Comillas di Madrid fornisce la risposta: sì, in Spagna si può. Non soltanto: la capacità di generazione delle fonti rinnovabili e gratuite equivale alla bellezza di 56,42 volte il fabbisogno totale di elettricità (e oltre 10 volte la domanda teorica di energia totale) calcolato per tutto il Paese nell’anno 2050. Il monumentale studio - intitolato «Renovables 2050, un informe sobre la potencialidad de las energias renovables en la España Peninsular» - è un insieme di 262 pagine, piene zeppe di tabelle e di grafici, e parte con una proiezione della popolazione tra 44 anni (38 milioni di abitanti contro i 44 attuali) e del consumo previsto, vale a dire 1.525 TWh/anno (ogni TWh equivale a un miliardo di kilowatt all’ora). Dopo aver escluso tutte le zone protette del Paese, vale a dire il 28% dell’intera estensione peninsulare, l’ITT è arrivato alla conclusione che per raggiungere l’obiettivo dell’autosufficienza energetica «pulita» basterebbe utilizzare appena una frazione del territorio, il 5,3%. «La prima cosa che balza agli occhi è la grande capacità di generazione di energia rinnovabile del Paese - osserva subito l’ITT -. E le risorse sono ampiamente distribuite su tutto il territorio: è un fatto essenziale, che permette opzioni quasi infinite per configurare un mix variabile di produzione di elettricità». E quindi la ricerca elenca le varie energie pulite che manderebbe in soffitta l’insieme delle sempre più care e pericolose «dirty energy»: solare, eolica, marina, idraulica, geotermica e bio-massa. E le performance ottenibili con le tecnologie già disponibili - sottolineano gli esperti - sono così significative da lasciare a bocca aperta anche gli addetti ai lavori.
A fare
la parte del leone è l’energia solare: da sola - nelle due principali varianti, la termoelettrica e la fotovoltaica - sarebbe capace di produrre una quantità di energia pari a 37,38 volte il fabbisogno previsto per il 2050. Segue l’energia eolica - nelle due varianti terrestre e marina - con oltre nove volte. E persino l’ancora semisconosciuta energia prodotta dal moto ondoso sarebbe sufficiente, visto che potrebbe arrivare a un totale pari a 1,06 volte.
Lo studio analizza anche la distribuzione della produzione nelle 15 regioni peninsulari. In testa, grazie al sole che la inonda quasi tutto l’anno, c’è l’Andalusia. «Questa area offre il potenziale maggiore per la generazione di elettricità e in particolare per l’energia fotovoltaica integrata negli edifici - osserva l’ITT -. Non solo potrebbe essere autosufficente con le energie pulite, ma potrebbe anche permettersi il lusso di scegliere una tra diverse opzioni: termosolare, fotovoltaica, camini solari (le serre che convogliano verso l’alto il calore raccolto poi da un aereogeneratore), eolica terrrestre, eolica marina e, infine, wave energy, quella prodotta con il movimento delle onde».
L’autosufficenza potenziale, comunque, viene raggiunto da tutte le 15 le «comunidades autonomas». Dalla regione di Madrid (quattro volte con la termosolare, due con la fotovoltaica sugli edifici) a quella della Catalogna (11 volte con la termosolare, due con la fotovoltaica su edifici, tre con quella eolica), dalla Galizia (cinque volte con la eolica terrestre, due con la «wind energy» marina) alla Murcia del Sud-Est (11 volte con le torri eoliche). Le conclusioni presentate dallo studio «Renovables 2050», in un mondo sempre più sconvolto dall’effetto serra, preoccupato dal caro petrolio e piagato dalle difficoltà di approvigionamento, non potrebbero essere più ottimistiche: «La capacità di generazione di elettricità con fonti rinnovabili è molto superiore alla domanda. Le risorse più abbondanti sono quelle solari, ma anche il potenziale della “wind energy” - l’energia eolica - è molto superiore agli obbiettivi attuali, sebbene in questo campo la Spagna sia già diventata la seconda potenza mondiale».
Adesso - sottolinea la ricerca - è arrivato il momento di investire risorse e, non meno importante, di realizzare politiche complessive che valorizzino ciò che oggi è trascurato e perfino ignorato: dal sole alle onde, la natura è pronta a produrre energia in quantità quasi inimmaginabili.

da la stampa web

E il prezzo non è stato commissionato da nessuno? Rimango scettico al raggiungimento di una quota parte superiore al 20-30% (spremendo di tutto e di più) di fabbisogno nazionale, a meno che da far diventare OGNI tetto una centrale fotovoltaica (ma si ritorna al problema 1, i soldi)…

Cosa ci sarebbe di sbagliato nel far diventare OGNI tetto una centrale fotovoltaica? A me sembra che questo sia l’unico paese in Europa che non sfrutta adeguatamente le energie rinnovabili come il solare e l’eolico…
In Germania (dico Germania… quindi paese più nordico del nostro) l’energia solare è sfruttata più che da noi mentre in Spagna (dove sono stato nel 1996 e quindi le ho viste con i miei occhi) c’erano già enormi campi pieni di pale eoliche…

La battuta politica che seguiva è stata eliminata dal sottoscritto per non innescare “discussioni inutili” …

nemmeno le battute??? :roll_eyes:

Preferisco non rispondere a battute politiche di qualsiasi genere per non innescare discussioni inutili.

Nulla di male sul fotovoltaico sui tetti (però la cupola di San Pietro lasciamola cosi, dai)… Il problema sono i finanziamenti: finora solo alcune regioni ne concedono. Vedremo come sarà in futuro. A mio parere le scelte sul nucleare pesano molto di più di eventuali provvedimenti per innescare l’uso di fonti rinnovabili, per la cui efficacia serve la maturità di un’intero paese nei suoi singoli, non solo nella sua classe dirigente.

Infatti Aj il problema è proprio quello dei finanziamenti. Forse se venisse deciso politicamente che le nuove abitazioni DEVONO essere costruite con il fotovoltaico o almeno il solare termico le cose potrebbero cambiare (tanto una casa nuova costa già una cifra spropositata e quindi il costo aggiuntivo non graverebbe in grande misura sul costo finale) senza contare che se si iniziassero a vendere 1.000.000 di pannelli solari invece di poche migliaia il costo senza dubbio calerebbe.
Insomma si tratta di decisioni sia a livello politico che a livello personale (io in casa ho installato tutte le lampade a risparmio energetico ed elettrodomestici di classe A o A+ e dalla bolletta si vede la differenza!)

Sono d’accordo con Maxi sul fatto delle case (l’avevo proposto proprio in un vecchio topic (credo quello sul nucleare)). Credo poi che il costo da sostenere per aumentare l’uso di fonti rinnovabili si potrebbe anche ammortizzare in (relativamente) poco tempo, visto che il prezzo del petrolio è alle stelle e non calerà sicuramente (inoltre finirà certamente), e l’Italia non è famosa per i suoi giacimenti. Purtroppo la classe politica pensa che pagare molti soldi tutti in una volta per un risparmio durevole nel tempo (e che comunque non è assicurato) è peggio che far pagare ai cittadini sempre di più il costo della benzina, dell’elettricità o altro. Se la benzina arriva a 2 euro ce la prendiamo con gli Arabi o con Moratti, mentre se lo stato aumenta le tasse ce la prendiamo con il governo, e alle prossime elezioni…

L’anno scorso sono stato in visita con il professore di Macchine alla centrale elettrica di Porte Tolle. Questa centrale va a olio combustibile ma, siccome costa troppo hanno pensato di riconvertire la centrale ad un’altra fonte di energia, totalmente rinnovabile. . .
IL CARBONE!
Quando l’hanno detto mi sono cadute le braccia…

Bhè…uno strano concetto di rinnovabile ^^
Ok che il carbone deriva da sedimentazioni organiche…ma credo ce ne voglia un bel po’ di tempo e condizioni particolari perchè si formi…

Il problema del carbone è che costa poco e inquina parecchio (non credo inquini di più dell’olio combustibile).
Quindi si capisce la direzione in cui stiamo andando. Poi un giorno ci sveglieremo e dovremo correre dietro agli altri Paesi che si saranno svegliati prima (anche se lo stiamo già facendo riguardo al nucleare).

Il problema fondamentale della produzione di energia con le centrali nucleari è che per essere costruite e messe in funzione occorrerebbero dai 12 ai 15 anni…
in altre parole sarebbero già quasi superate…
purtroppo, come dicevate, paghiamo lo scotto di una scelta fatta in un momento sbagliato (dopo l’incidente di chernobyl); all’epoca, purtroppo, si era diffusa la “sindrome del nucleare”.
più attuale e ragionevole sarebbe sfruttare, in Italia, l’energia solare che renderebbe il 30% in più che in Germania.
Anche il combustibile prodotto dai rifiuti non sarebbe male…

purtroppo, come dicevate, paghiamo lo scotto di una scelta fatta in un momento sbagliato (dopo l'incidente di chernobyl); all'epoca, purtroppo, si era diffusa la "sindrome del nucleare".

A tal proposito si era discusso apertamente in questo topic:

http://www.forumastronautico.it/deletedlink.php?trashparam=cernobyl&t=1299