Sonno criogenico per gli astronauti Nasa verso Marte


#1

http://www.tomshw.it/cont/news/sonno-criogenico-per-gli-astronauti-nasa-verso-marte/59707/1.html


#2
La NASA ha commissionato all'azienda statunitense SpaceWorks lo studio di una tecnica per mettere gli astronauti in stato di sonno criogenico per la durata del viaggio verso Marte. Si potrebbero risparmiare un sacco di soldi.

Ah,se è per questo col teletrasporto si risparmierebbe anche di più.
Peccato che (al momento) entrambe le soluzioni siano fantascienza.


#3

Sarebbe interessante sapere le fonti, ma purtroppo l’articolo non ne cita. Indizio che lo fa un po’ puzzare di bufala…
Il fatto che qualcuno abbia presentato un paper all’IAC non significa che abbia i fondi. Esiste una notizia che ne parla e che proviene da fonti ufficiali NASA?
A quanto ammonta il finanziamento? E per quanti anni? Senza sapere queste cifre è difficile capire se è qualcosa di serio co potenziali applicazioni nei prossimi anni o solo finanziamento a della ricerca di base


#4

Purtroppo non sono in grado di risponderti.
Ho postato il link sperando che qualcuno più esperto di me ne sapesse qualcosa.


#5

Ecco la fonte: http://www.nasa.gov/content/torpor-inducing-transfer-habitat-for-human-stasis-to-mars/#.VDgZdIpobCQ


#6

Concordo. Ipotermia, curari a lungo termine e sondino nasogastrico permanente senza nessuno sveglio a controllare? In bocca al lupo…


#7

Avevo trovato anche io quel link, ma non vuol dire niente. Quello è l’abstract di una presentazione del signorr John Bradford che dice che NASA dovrebbe spingere su queste tecnologie e dare i fondi a Spaceworks. Sono parole di Bradford, parole di Spaceworks, non vedo niente scritto da NASA che dice che stanno finanziando le ricerche…


#8

Si hai ragione. La notizia non è una bufala in quanto è presente sul portale NASA ma lo diventa se si sostiene che NASA abbia finanziato lo studio.


#9

Il progetto prevede turni di :
“14 giorni di torpore e due o tre giorni di stato vigile, in modo che ci sia sempre un membro dell’equipaggio disponibile per monitorare la nave”

E ancora :
“un habitat in rotazione in modo da fornire un ambiente a bassa gravita’”

Ricorda un po’ 2001 Odissea nello spazio :slight_smile:


#10

http://www.nasa.gov/content/niac-2013-phase-i-and-phase-ii-selections/#.Uoz-jNLrzQdd


#11

Oh! Grazie Maxi, era quello che serviva!

Ora abbiamo un sacco di informazioni:

  1. è un “Phase I” study, ovvero una fase completamente preliminare
  2. Il finanziamento di NASA è 100 k$ (cira 80 k€)

Per dare un riferimento monetario, un “project engineer” viene quotato nelle proposte intorno ai 200 k€ (non è lo stipendio, ma il costo complessivo che le aziende chiedono al cliente). Posso sbagliare di qualche decina di k€ (in più o in meno), ma più o meno l’ordine di grandezza è quello.

Il che significa che NASA ha finanziato un progetto per 5-6 mesi uomo. Se però ci mettiamo anche i costi dell’infrastruttura per fare ricerca e di management, probabilmente stiamo parlando di uno studio di 2-3 mesi (o, se è un team di 2-3 persone, 1 mese di studio). In sostanza stiamo parlando di qualcosa tipo una tesi di laurea.

Nota: Non svoglio sminuire il progetto, che può anche essere interessante; voglio solo metterlo nel contesto giusto, visto che da come ne parlano gli articoli che si trovano in giro sembra che siamo lì lì per usare queste tecnologie nello spazio


#12

Ci sono novita’ per questo argomento? Ho trovato degli articoli ma non vi e’ la data!


#13

Per i prossimi settant’anni non credo.


#14

Per come la vedo io, forse la tecnogia sará matura ancora più avanti: non mi sembra che ci siano molti studi di laboratorio su, per esempio, gli animali che vanno in letargo.Correggetemi se sbaglio.


#15

in microgravità non credo, ma sulla Terra non è facile tracciare le ricerche che vengono fatte su animali, soprattutto se private…

comunque concordo che ci vorranno come minimo molti decenni prima di vedere qualcosa del genere, sempre che una tecnologia del genere sbarchi mai in campo astronautico.


#16

Se anche sviluppassero tali tecnologie secondo me avrebbero un peso, un volume e una complessità tali da non renderle più vantaggiose rispetto a un modulo abitativo ‘‘standard’’.


#17

Peccato. Perche’ secondo me ci sono due soli modi per spostarsi nello spazio con relativa facilita’: ibernazione o warpdrive (ok anche l’Hyperdrive ci sta). E no, la mega struttura spaziale adibita a mondo dove poter far fiorire generazioni di esseri umani no, che poi nascono ulteriori leggende metropolitane (cit. “Universo”)


#18

Non so cosa intendi con “spostarsi nello spazio con relativa facilità”, io trovo nel complesso che nello spazio ci muoviamo con grande agio, è semmai nel tempo che fatichiamo a muoverci.

In ogni caso, a quanto ne so nessuna delle due modalità è attuabile, quindi direi che non esiste un modo al di fuori della sci-fi. Forse potrà esistere tra molti anni, forse invece no, non è che siccome qualcosa lo abbiamo immaginato e lo riteniamo fisicamente plausibile, allora significa che saremo in grado di farlo.


#19

Questa tua riflessione mi da’ lo spunto per ricordare la nostra “Guida al whatiffing produttivo” :slight_smile:


#20

Un whatiffing produttivo potrebbe essere quello di ipotizzare che tra un ottantina d’anni l’esplorazione diretta di mondi lontani nel sistema solare possa essere affidata a robot umanoidi,che per la durata del viaggio saranno in sonno perchè disattivati.
Tra l’altro si risparmierebbero tutti i complessi sistemi di bordo per mantenere vivo ed in salute un equipaggio umano.