Space debris: qualche miglioramento in vista

Sono stati presentati ieri da CNES e ESA i risultati dell’osservazione della spazzatura spaziale nel corso del 2007.
L’evento principale è stato certamente il test missilistico cinese che ha sparso una miriade di frammenti in LEO e per i quali è richiesta una forte vigilanza a causa del “traffico” in quella fascia di spazio.
Gli operatori commerciali di satelliti hanno però raggiunto un importante accordo per cercare di limitare l’immissione in orbita di ulteriori detriti.
Attualmente ci sono oltre 12.000 oggetti monitorati in orbita, di questi 1.500 derivano dal test cinese e il rateo di crescita è di 200-250 nuovi oggetti ogni anno.
La situazione non è ancora di pericolo ma deve essere valutata attentamente, ci sono 11.500 detriti in orbita fra 800 e 1.500km, dove sono posti numerosi satelliti scientifici, militari e dei sistemi di navigazione. Altri 1.147 sono in orbita geostazionaria e riguardano principalmente satelliti in disuso.
Gli accordi fra i costruttori riguardano soprattutto questa zona, che è la più difficile per un rientro automatico di satelliti “dummy” a causa della resistenza atmosferica residua minima, e oltre a reboost al termine della vita operativa per l’immissione in orbite più alte è ora richiesta particolare attenzione a batterie e propellente residuo che in particolari condizioni, verificabili se il satellite non è più controllato, possono esplodere autonomamente creando numerosi detriti, a quel punto incontrollabili.
Eventi di questo tipo sono già occorsi, nel '78 esplose il satellite russo per telecomunicazioni Ekran-2 e nel '92 esplose un upper stage di un Titan 3.
Le raccomandazion del Inter-Agency Space Debris Coordination Committee (IADC) comprendono poi l’innalzamento di 300km oltre l’orbita dei satelliti geostazionari per non “intralciare” quelli attivi e la completa scarica delle batterie prima dello spegnimento definitivo.
Nel 2006 di 19 satelliti che hanno concluso la loro vita operativa, solo 9 sono stati spostati correttamente con successo, 7 sono stati spostati ma non a sufficienza da uscire dalla zona interessata e 3 sono stati abbandonati.
Nel 2007 invece le cose sono migliorate, con 12 satelliti geostazionari che hanno terminato la loro vita, di questi 11 sono stati spostati con successo e uno solamente, russo, non si è riusciti a spostarlo dall’orbita geostazionaria.

Ad ogni modo penso che il problema principale sia in Low Earth Orbit, sia per la notevole quantità di oggetti in orbita, sia per la predominanza degli effetti perturbanti ( gradiente di gravità e effetto atmosferico in primis ) che cambia continuamente ( anche se in modo prevedibile ) i parametri orbitali degli stessi… Per quanto riguarda i Geostazionari, il problema è più dei satelliti a fine vita, ma come diceva Albyz si sta agendo in modo adeguato (era ora di imporre strategie di dismissione): ad ogni modo i GEO sono in numero minore e le orbite vengono perturbate molto meno rispetto ai satelliti medi e bassi. Senza contare che il vero problema sono i micrometoriti e comunque gli oggetti non monitorati… Su quelli occorrono politiche di prevenzione e grandi TT :stuck_out_tongue_winking_eye:

Comunque spostare i satelliti dalla GEO a un’orbita più alta è sempre il classico “nascondere sotto il tappeto”. Se per ora può andare bene, questa non è una soluzione e in futuro il problema si presenterà. Ci sono idee per un modo alternativo di dismissione dei geostazionari?

Non saprei: farli decadere in atmosfera, ma servirebbe molto carburante residuo ed un adeguato sistema di propulsione per spostarli un un’orbita bassa… Contando l’enorme semiasse della GEO, non penso sia praticabile… Altri sistemi, come il recupero, sono decisamente troppo costosi (almeno perchè l’accesso allo spazio è attualmente ancora troppo, troppo costoso)… :kissing_heart:

Concordo, non è che faccia molta differenza 300km in su o in giù… a quell’altezza non rientrerebbero comunque…

Ma ciò non è sufficiente a farne decadere l’orbita, come successe per lo Skylab, e quindi semplicemente aspettare che i detriti brucino nell’atmosfera?

Certo, ma questo impone un controllo serrato sulla posizione e la velocità che in ogni istante definiscono l’orbita.