Spazio e fantascienza

Ci sono decine di topic legati alla fantascienza, ma per un progetto di cui vi parlero’ in futuro, mi piacerebbe stimolare una discussione “comparativa”

Scoprendo il mondo dell’esplorazione spaziale, di ogni tipo, ma in particolare delle missioni abitate, io mi sono spesso trovato a fare i conti con le differenze del mondo reale con convinzioni provenienti dalla fantascienza.

C’è qualcosa che vi ha stupito per la sua “diversità” rispetto ai concetti “tipici” dei racconti di fantascienza?
Es. la “gravità artificiale” è stata discussa per applicazioni reali (con rotazioni e forze centrifughe), ma presenta difficoltà temporaneamente insormontabili o particolarmente controintuitive (gradienti, forze di coriolis…)

Sbizzarritevi :slight_smile:

La cosa che maggiormente mi ha colpito è la poca considerazione che gli scrittori,ed i registi dei film di fantascienza sembrano avere per lil problema delle radiazioni durante i viaggi spaziali.

Io credo che il concetto più bistrattato sia l’ingresso in orbita. Tipicamente l’astronave si avvicina al pianeta, e per entrare in orbita che fa? Punta il muso verso di esso e poi accende i motori (es: Mission to Mars). L’idea che per entrare in orbita si debba frenare è più aliena di ET… :nerd:

concordo pienamente con paolo137 e oltre a ciò che dice aggiungerei le variazioni di traiettoria e velocità quasi istantanee (non in tutti i film, ma spesso lo trovo).
poi vabbè, l’arcinoto problema del suono presente anche nel vuoto…

Io ho sempre notato nei film che le astronavi hanno spazi abitativi enormi, stanze per l’equipaggio uguali a quelle di casa, saloni di ritrovo, tutte cose che accrescono enormemente la massa della nave e di conseguenza i suoi consumi energetici e di riscaldamento/aria/isolamento/etc

Il libro “la fisica di Star Trek” approfondisce molte delle problematiche di questo tipo. Direi che con la tecnologia degli ammortizzatori inerziali si possono risolvere la gran parte dei problemi legati al viaggio nello spazio.

Beh i concetti basilari di meccanica delle orbite non sono molto facili. Detto questo, non conosco/ricordo la scena che citi, ma non trovo impossibile che per entrare in una orbita arbitraria intorno ad un pianeta non si dbbano accendere i razzi. Poniamo il caso in cui arrivo nelle vicinanze di Marte appena appena per entrare nel suo pozzo gravitazionale, a quel punto accendo i motori per entrare nell’orbita che piace a me, altrimenti uno dei risultati possibili e’ uno schianto piu’ o meno dritto sul pianeta se non arrivo sufficientemente veloce. Capisco pero’ che con motori sufficientemente “potenti” userei piu’ del DeltaV minimo necessario a raggiungere il pianeta per accorciare il viaggio e quindi dovrei frenare come dici tu, specialmente nel caso in cui il pianeta da raggiungere sia piu’ “esterno” a quello di partenza.

Vogliamo parlare degli atterraggi?
Senza arrivare al limite di Prometheus ( “Atterra lì, no là, gira di qua, gira di là” :fearful: :fearful:) far atterrare un coso di qualche tonnellata in un prato qualsiasi, perfettamente in orizzontale, senza che i “piedi” affondino più di qualche centimentro… :star_struck:

Quoto quanto detto finora: suono nel vuoto, atterraggi (ma ci metto anche qualche decollo) e meccanica orbitale, ma più in generale spostamenti e manovre nello spazio. Spesso si ha la sensazione che orbitare significhi restare fermi in un punto fisso a una certa distanza dal corpo celeste di turno e che “andare in orbita” preveda di salire verticalmente come un ascensore fino al punto, ridicolmente vicino, in cui come per incanto la forza di gravità si azzera di punto in bianco.

Ci sono cose per cui quantomeno si può fare affidamento su tecnologie arbitrarie, anche se io preferisco i film/libri in cui si cerca di spiegare/giustificare le tecnologie in modo almeno vagamente logico: la velocità estrema dei viaggi interstellari ad esempio. Ma il suono no, il suono nel vuoto proprio non si può sentire (letteralmente!) e ormai lo sanno anche i bambini…mi irrita.

Purtroppo il suono a volte è necessario per ragioni sceniche, una lotta tra un incrociatore imperiale ed un x-wing fighter nel silenzio non avrebbe alcun appeal. Per la meccanica orbitale ogni tanto un piccolo sforzo per vederla almeno parzialmente rispettata non sarebbe male.

Io esulo un po’ dalla fisica/tecnologia, di cui abbiamo parlato finora in tutte le salse, e mi butto sulla “sociologia”: la maggior parte della fantascienza si inventa cose super avanzate per quel che riguarda la tecnologia, ma rimane ancorata al capitalismo come forma di società (con poche eccezioni).
Io credo che prima di essere in grado ci conquistare i nuovi mondi dovremo passare a una forma di società più avanzata, senza i freni imposti dalla ricerca del profitto e libera dalle guerre e dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

:clap: :clap: :clap:

Beh, spesso è vero, ma non sempre. Ci sono tanti esempi di forme di economia e società “alternative” in fantascienza (anzi direi che la fantascienza è l’unico genere che può permettersi di esplorare queste tematiche…). Primo esempio fra tutti: Star Trek - ok non spiega come PUÒ funzionare una cosa del genere, ma almeno presenta una forma alternativa e fortemente utopica di società.

Hai ragione che, in forma cinematografica e televisiva, non si trova molto. Nel campo della fantascienza letteraria invece ci sono tantissimi esempi. Il mio preferito: il ciclo della Cultura di Iain M. Banks - non so se si trova qualcosa in italiano…

Non credo che vedremo mai un’esplosione di società alternative sul grande schermo, per il semplice fatto che i produttori vogliono andare sul sicuro. Quello che di solito funziona in fantascienza al cinema rientra in due categorie: la fs derivata dal fantasy (tipo Guerre Stellari, dove si usa il termine fantascienza perché ci sono i viaggi spaziali e le astronavi altrimenti potrebbe chiamarsi Conan il Barbaro…), e le distopie (spesso sconfinanti nell’horror).
Nel primo caso il modello sociale-economico è invariabilmente legato al medioevo/feudalesimo. Nel secondo caso, trattandosi di distopie, si tende a utilizzare gli aspetti che non funzionano nella società attuale, amplificandoli e proiettandoli nel futuro - e quasi sempre il “cattivo” arriva ad essere il capitalismo e le multinazionali di turno…

Buzz sei davvero posato per terra, non hai mai visto Star Trek! L’umanità é libera dal profitto, lavora perché é alla ricerca della propria felicità e x soddisfare le capacità personali dei singoli (con qualche incongruenza relativa ai ferengi); la televisione é un mezzo di comunicazione di massa che si é estinto nel 21° secolo; per ammettere un mondo nella federazione unita dei pianeti, questo deve dimostrare di non avere guerre in corso di svolgimento, e di avere appianato i propri dissidi interni. Ed ogni forma di vita ha pari diritti…

Buzz concordo con te, in linea di principio, ma trovo che i film più realistici siano quelli in cui l’umanità evolve nella tecnologia e nelle conoscenze senza cambiare la propria natura, che purtroppo o per fortuna è quella che tutti conosciamo. Mi viene in mente il mondo “utopico” di superficie del prestigioso e raffinato “demolition man” con Sylvester Stallone e Wesley Snipes…ok era pur sempre fantascienza no?

Voglio dire questo: mi proponi un mondo futuro e lontano pieno di tecnologie futuristiche? ok, però allora deve mantenermi alcuni elementi di riferimento, i modelli comportamentali tipici del genere umano, ad esempio, in cui potermi riconoscere. se vedessimo un film TROPPO remoto, ci sentiremmo spaesati…in fondo Star Trek non è scevro di conflitti, siano contrasti o guerre vere e proprie.