Spiegazione dell'undocking, rientro e atterraggio di una Soyuz

Questo straordinario video ESA spiega dettagliatamente le fasi del rientro di una Soyuz e mostra immagini riprese all’interno della capsula durante queste fasi.

http://www.youtube.com/watch?v=-l7MM9yoxII#ws

Molto, molto bello!
Grande Paolo! :clap:

Spettacolare Paolo, grazie.

Grazie Paolo, veramente molto interessante!

CIRIONI Davide

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grazie paolo!!!

Grazie ai Paoli! Tutti e due :wink: bellissimo filmato

Per la cronaca, ho visto il video perché è stato segnalato da un utente su Google+.

Molto ma molto interessante.
Grazie per la segnalazione

Grazie mille…ieri l’ho guardato con mio figlio e ci siamo tolti tutte le curiosità del caso. Una cosa è certa: a Nespoli la definizione di soft landing proprio non va giù :slight_smile:

Bellissimo! Grazie per la segnalazione. Ottimo video ed ottima qualità.

Bellissimo contributo, che svela molti dettagli sulla procedura di rientro, spiegati anche da una nostra vecchia conoscenza, Grazie Paolo!

Davvero bello.
C’è anche il video sul decollo e la messa in orbita della Soyuz.

Spettacolo…
Grande video!! :smiley: :smiley:

1° considerazione: Come stanno stretti! :open_mouth:
2° considerazione: durante i rientri russi si assiste sempre a queste scene in cui gli astronauti vengono aiutati ad uscire per poi essere sistemati su quella poltrona. Credevo fosse dovuto al fatto che, avendo passato molto tempo nello spazio, i muscoli non fossero immediatamente riabituati alla gravita’ terrestre. Ma come mai non succede lo stesso con le navette USA, in cui si vedono gli uomini uscire con le loro gambette dalla scala appostata, pochi minuti dopo l’atterraggio?
E, nel caso specifico russo, dopo quanto gli astronauti (cosmonauti) di solito tornano a stare sulla loro gambe autonomamente?

Gli astronauti in quelle condizioni sono deboli, hanno difficoltà con l’equilibrio e nausea.

Accadeva anche con lo Shuttle, ma più raramente. Gli astronauti di ritorno da missioni di lunga durata (diversi mesi contro un paio di settimane dei voli Shuttle), o qualli che si sentivano deboli o poco bene (es. Paolo Nespoli in STS-120), venivano portati fuori dal veicolo in barella attraverso il tunnel e il trailer di supporto collegato al portello.

Entro poche ore, ma vengono in ogni caso affiancati e sorretti mentre camminano. E devono seguire un periodo di riabilitazione che dura più o meno quanto la missione che hanno completato.

Ecco la capacità di camminare e la mobilità di Luca Parmitano poche ore dopo l’atterraggio:

http://www.youtube.com/watch?v=EQyUDcq-cxw#ws

Non mal messo come Nespoli, ma faceva fatica anche lui. Mi sembra anche dimagrito.

Un altro sintomo degli astronauti al ritorno da una missione di lunga durata: il sonno.

ecco, appunto, c’e’ una motivazione specifica per cui con lo Shuttle accadeva piu’ raramente (visto che anche con quel vettore si facevano rientrare astronauti che erano rimasti nello spazio per mesi)?
Oppure intendi che succedeva piu’ raramente, solo perché numericamente erano molte meno le missioni di lunga durata rispetto a quelle brevi, quando si utilizzava lo Shuttle?
Grazie

Con lo Shuttle accadeva più raramente perché erano molti meno i voli in cui trasportava astronauti che partecipavano a missioni di lunga durata. Le altre missioni Shuttle, la maggior parte, potevano durare un massimo di un paio di settimane.