Non scherzare su ste cose Riky! La polvere è un problema grosso davvero lassù, non hai idea di quanta ne troviamo quando apriamo qualche cosa che non viene pulito da tempo…
Ancora no. Semmai Abacha lo troviamo tutto impolverato dietro qualche rack. Ieri Don ha aperto un rack di stowage per fare un’attività, ma lì dietro non c’era nessuno…
Dopo quasi 5 anni che ci lavoro ormai Columbus lo sento un po’ mio… e per questo anche noi a terra parliamo in prima persona plurale per le attività degli astronauti
Ne abbiamo già sei a bordo, che fanno le loro brave pulizie una volta alla settimana. E cmq la polvere è generata in gran parte dall’uomo. Meno gente c’è lassù e meglio è, l’ideale sarebbe non avere nessuno a bordo … ops, no, in effetti la stazione è stata fatta apposta per loro
si dovrebbe sperimentare una tuta o almeno dispositivo applicato ad essa che raccolga e non
disperda nella delimitata atmosfera lassù la polvere di provenienza umana
Dal faceto al serio. Non avevo mai considerato questa faccenda della polvere. Ecco una delle curiosità che danno più spessore all’astronautica. Tra le cellule umane morte ed i frammenti di tessuti si forma un micro ambiente che potrebbe diventare un habitat per batteri e virus poco carini da contrastare nello spazio, visto anche la diversa risposta del fisico umano alla microgravità. Da tenere in considerazione per le missioni marziane. Magari lo si è già fatto, ma studiare in modo più approfondito il fenomeno e le sue possibili conseguenze?
Gli astronauti sulla ISS stanno in pantaloncini e maglietta. Chiedere loro di tenere la tuta addosso tutto il giorno sarebbe una tortura non indifferente. Si potrebbe fare forse per una missione breve (stile Apollo), ma per missioni di lunga durata non credo sia una cosa pensabile
L’esperienza passata ha fatto sì che si considerasse la polvere in maniera adeguata, a partire dal design fino ad arrivare alle operazioni. Ogni modulo ha infatti un filtro HEPA (High Efficiency Pariculate Air) da qualche parte, in modo da raccogliere particelle fino a 0.3 micrometri, e quindi anche batteri. In più, come dicevo sopra, l’equipaggio ogni weekend ha nella programmazione un tot di tempo dedicato all’housekeeping, in cui puliscono tutte le superifici accessibili dei moduli con stracci disinfettanti e con l’aspirapolvere.
Ciònonostante, è risaputo che le cose si sporcano con il tempo. Ad esempio gli Optical Smoke Detectors hanno una telemetria che indica quanto la lente è sporca, e quando questa supera un certo valore si schedula una specifica attività di pulizia da parte dell’equipaggio.
Pur tuttavia, quello che ti posso dire è che nonostante questi accorgimenti, in Columbus la polvere ha creato in passato e sta tuttora creando dei problemi, per cui abbiamo messo e metteremo in atto delle contromisure (e qui Smiley parlo alla prima persona plurale perchè su questa cosa sono coinvolto in prima linea ).
Insomma, l’ECLSS Per sistemi spaziali, essendo un sistema completamente chiuso, ha dei risvolti davvero interessanti a cui qui a terra viene difficile pensare.