Starship Starhopper

L’ultima osservazione su questo argomento poi basta.

Al secondo 23, poco dopo il decollo, e’ particolarmente evidente il cambio di colore esattamente quando gli esausti attraversano una voluta di polvere:

Vedere uno come Chris che di esperienza direi che ne ha avuta molta, emozionarsi così dopo starhopper non ha prezzo :grinning:

Il BE-3 del New Shephard è hydrolox, non methalox

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Quello a metano è il BE-4

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Everyday Astronaut conferma che un COPV é volato via

e ha anche pubblicato il proprio video in 4k

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Nuovo articolo di Marco Vezzoli pubblicato su AstronautiNEWS.it

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Elon sta invecchiando. Avrebbe dovuto dipingerlo così!!

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L’avevamo vista questa foto?

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Incredibile, ha volato davvero.

Ma come mai non ha bisogno di flame trench né di sound suppression system? Mi sembra che il motore sia piuttosto potente eppure mi sembra di capire che non ci siano danni alle strutture né allo Starhopper stesso.

Altra curiosità: pensavo che le connessioni idrauliche tra motore e serbatoi avessero bisogno di un ambiente pulito, ma mi è sembrato nelle foto che li abbiano montati direttamente all’aperto (anzi, i serbatoi non li ho proprio visti, devo essermeli persi). Come hanno risolto eventuali problemi di sporcizia nei condotti?

Più che altro, secondo me, chiarisce una volta per tutte che l’origine della fiamma arancione è esterna. :blush:

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Scott Manley la pensa diversamente… Nessuno sa da cosa sia dovuta…

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Rispetto l’opinione di Scott ma penso che la teoria del “ha cambiato colore perché si è rotto qualcosa” abbia davvero pochi appigli :man_shrugging:
Poi è molto probabile che essendo un mezzo nuovo e un motore di “inizio produzione” ci siano stati un sacco di intoppi a noi non noti.
Ad esempio secondo me il rollio non è stato così controllato come molti pensano.

Ma non é nemmeno atterrato così duramente, su 2 delle 3 gambe i crush core sono appiattiti ma ancora ben visibili. Inoltre sono gli stessi usati nel test da 20 m.

Ecco il video ufficiale dal drone

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Potente e bellissimo!

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Vorrei sospendere, per un attimo, la discussione sul colore della fiamma del Raptor che, quanto interessante non aggiunge molto dal punto di vista tecnico.
Vorrei , invece, soffermarmi su un altro aspetto: ho visto e rivisto il video del volo (estasiato) rilasciato dalla SpaceX e per quanto la rozzezza del mezzo in se non renda percepibile, lo Starhopper ha davvero “volato”.

Mi spiego durante tutto il minuto di volo si vede, molto chiaramente, l’ugello del Raptor muoversi avanti ed indietro (con escursioni sensibili) nel suo giunto cardanico per controllare in maniera attiva il volo dello Starhopper, oltre all’utilizzo dei “cold thruster” ed alla naturale azione autostabilizzante delle tre superfici verticali.

Questo ci fa capire, ancora una volta, quanto gli ingegneri della SpaceX siano divenuti padroni della tecnica di volo di un primo stadio e non solo, di quanto sofisticate e precise siano le leggi di controllo messe in atto per realizzarlo.
Per questo parlo di vero e proprio volo per lo Starhopper, non si è trattato di un “mero” salto con una translazione laterale. Il veicolo è rimasto pienamente controllabile durante TUTTE le fasi del suo (sia pur breve) volo, dal momento in cui si è staccato da terra fino all’atterraggio.

Ed anche i paragoni con sistemi simili (Xerus, New Shepard ed altri) non reggono, perché è vero che la metodologia è la stessa, ma le dimensioni no. Un oggetto grosso come lo Starhopper presenta problemi di controllo altrettanto grossi (non in maniera lineare ma comunque maggiori).

Perdonatemi la lunga digressione ma la ritenevo necessaria per mettere in luce un aspetto niente affatto secondario del volo dello Starhopper.
Poi certo c’è sempre il “partito” degli “anti-SpaceX” i quali (e oramai sono dispute pure vecchie) iniziano la risposta sempre con un “si ma…” :grin:

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Utilizzo il 1000esimo post per ringraziarvi dei contributi molto molto preziosi… ho letto in un paio di giorni tutto il topic.
Ringrazio anche @marcozambi che spesso è intervenuto per dare un po’ di spiegazioni di acronimi tecnici :slight_smile:

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Sicuramente in termini di massa e complessità, Starhopper a confronto con un DC-X c’ é poco da paragonare. Nessuno é certo del peso di Starhopper ma sappiamo che si aggira fra le 70 e le 100 tonnellate, inoltre aver dimostrato le capacità del Raptor a mio parere é quasi importante quanto non aver distrutto l’ Hopper.

Condivido il tuo intervento @archipeppe, nel senso che anche se per noi nerd è facile “perderci” nei dettagli tecnici più minuti - e va benissimo, questo è decisamente il luogo adatto per farlo -, secondo me in mancanza di dati e fatti concreti forse conviene guardare a quanto accaduto su un piano più generale.

A me personalmente rimane la sensazione che per poggiare le mie conclusioni su qualcosa di solido manchi sempre la divulgazione di qualche dettaglio tecnico in più, che ci aiuterebbe davvero a valutare come sono andate le cose.
E’ lapalissiano che Starhopper ha volato ed è sopravvissuto al test, ma senza sapere quali erano i parametri iniziali e gli obiettivi attesi, è difficilissmo sapere quanto di successo.

Intendiamoci, se anche si fossero rotte svariate cose (e un COPV che vola via non è esattamente nominale) il punto di queste attività è raccogliere informazioni, e non già fare sfoggio di “forza” mostrando un sistema perfetto. In questo senso il test è stato di sicuro un successo. Dati di telemetria e hardware sono lì da esaminare, fantastico per il team di ingegneri di SpaceX.
E se anche Starhopper fosse saltato tutto in aria, non avrei improvvisamente considerato SpaceX una banda di pistola, insomma, ma solo un team che deve lavorarci sopra ancora un po’.
I dettagli tecnici di questo balzo sono ovviamente informazioni proprietarie e rimangono ben lontane dai tweet marketing di Elon…

Ribadisco che faccio il tifo perché SpaceX ce la faccia (anche se non sarebbe male poter fare il tifo per una realtà europea che provasse ad innovare allo steso modo, ma vabbé) perché i suoi successi spronano tutto il settore, ma rimango restio al gridare alla “rivoluzione” perché ancora questo prototipo è troppo lontano da quello che sarà Starship finale, e dovrà dimostrare ancora moltissmo prima di poter dire “we nailed it”.

Aspetto con ansia il prossimo volo di test :wink:

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Aggiungerei che (mi pare non sia stato detto) ha eseguito un’altra manovra, decisamente controllata: una rotazione di 120° sull’asse verticale, antioraria, iniziata al secondo 25 (appena stabilizzata la quota) e stoppata con un’evidente azione di thrusters al 52", prima dell’atterraggio. Sempre per la verifica delle leggi di controllo, direi.

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