Stazione orbitale Shuttle derived.

Segnalo questo interessante articolo su una stazione spaziale derivata da uno Space Shuttle modificato (probabilmente il Columbia).

http://beyondapollo.blogspot.com/2011/04/orbiter-derived-space-station-freedom_29.html

Conosco il progetto però, vista la configurazione e lo spazio che avrebbero avuto a disposizione gli astronauti, l’ho sempre guardato con dubbio. Sembrerebbe quasi uno di quei programmi Russi dove, per migliorare le loro capsule ed adattarle per nuove missioni, si edono nascere sempre nuove versioni della Soyuz.

Oddio piccolo piccolo come spazio,forse no
Poi credo che la stazione fosse espandibile con l’aggiunta di nuovi moduli.
Il problema è che ,in generale,un progetto del genere ha molte probabilità di vedere la luce in tempi relativamente ragionevoli,mentre se si parte con cose faraoniche tipo la stazione Freedom…ti saluto.

Devo correggermi su quanto scritto ieri in merito allo spazio disponibili per gli astronauti, mi era sfuggito il modulo all’interno della stiva; ero convinto che su questa stazione lo spazio abitabile fosse solo quello della cabina.

Comunque sia, lo trovo un progetto molto curioso.

Si,il bello era propio il vasto modulo permanente nella stiva (più quello nella cabina nella quale, credo,sarebbe stata eliminata la separazione tra i ponti realizzando un unico ambiente (ovvio che in questa configurazione cockpit e sedili non sarebbero serviti nulla).
Insomma,già in partenza un ambiente abbastanza spazioso,a cui sarebbero altri moduli.
Purtroppo le potenzialità del sistema STS non sono state tutte sfruttate.
Partendo fin dall’inizio con un progetto simile (non so se avrebbe potuto essere utilizzata Enterprise,ma temo di no),si sarebbe potuto avere una stazione orbitale per la fine degli anni 80.

Sicuramente il programma STS possiede considerevoli potenzialità inespresse, purtroppo ormai destinate a restare tali :disappointed: d’altronde io resto dell’idea che lo Shuttle sia nato in un periodo di ottimismo, e questo ha portato a un veicolo tanto straordinario quanto probabilmente sovradimensionato rispetto alle esigenze che poi sono emerse per quanto riguarda l’accesso alla LEO.

Non fraintendentemi: ha fatto tantissimo, ma avrebbe potuto fare molto, molto di più, e progetti come questi ne sono la dimostrazione.

Anche i russi avevano immaginato qualcosa del genere per degli eventuali derivati militari del Buran.


Credo che lo Shuttle-B sarebbe stato perfetto per questo genere di cose,ma anche l’idea di riciclare una navetta (Enterprise o Columbia,che in quest’ultimo caso sarebbe stata sostituita da uno Space shuttle più moderno) non era affatto male.
Vedete,quello che è più frustrante con gli Americani è che lasciano sempre perdere le cose più semplici,logiche,rapide,concrete e fattibili per correre dietro a complicatissimi e faraonici programmi (Freedom nella configurazione primi anni 90,il Venture Star) che immancabilmente vengono cancellati per i costi esorbitanti e le scarse potenzialità reali.

Guardando meglio i disegni presenti nell’articolo citato da Carmelo, il modulo nella stiva era a se, mentre la cabina dello Shuttle sarebbe rimasta così come già la conosciamo.
Quello che non mi è chiaro, almeno non mi sembra di averlo letto ( o forse mi sono addormentato) è se sarebbe stato lanciato con un equipaggio o in modo automatico.

Rimango anch’io dell’idea che, in attesa della Freedom e di altre stazioni spaziali, avrebbero benissimo potuto iniziare con questo semplice progetto e proseguire successivamente con altri progetti più impegnativi.