Strano,interessante concept art.

Su una vecchia rivista datata 1961,successiva come data al volo di Grissom,ho trovato questa strana ma molto interessante concept art.La didascalia parlava genericamente di “una delle nuovi navi spaziali Americane in preparazione”. Mi sembra ovvio che più che di un veicolo vero e propio si tratta di una “divisione degli spazi” per future astronavi.Abbiamo quello che sembra un modulo di comando/rientro per tre astronauti (potrebbe essere una capsula o un “lifting-body”) collegato ad un modulo orbitale-servizio destinato ad essere abbandonato al momento del rientro.Non dovrebbe essere una configurazione alternativa dell’Apollo.Nell’Apollo General Electric (che si dice abbia “ispirato” il design della Sojuz) il modulo orbitale era posto anteriormente a quello di rientro. Questa cosa mi ricorda un pò il CEV della Lockeed-Martin. Opinioni?

Grande Carmelo!
L’uomo-iconografia di forumastronautico.it! :smiley:

Dunque, così a naso direi che il design mi pare strano.

Intanto la mancanza di superfici di controllo, più che ad un lifting body pilotabile mi fa pensare ad una superficie studiata per ridurre al massimo l’attrito in fase di rientro.
Anche la mancanza di finestrini di qualunque genere spinge a credere che il rientro fosse solo “seguito” dall’astronauta/i, e non pilotato in alcun modo (alla ceca?).
Mi chiedo anche: se le ali (o superfici) non sono retrattili e nascoste nel copro della capsula, perchè non orientarsi sulla forma sferica, che ha la proprietà di orientarsi perfettamente da sola per la fase di rientro (Vostok e Voshkod docet)?

Per il resto, peccato l’abbandono della parte orbitale abitabile. Mi pare particolarmente ampio, visto che l’astronauta ci sta all’impiedi!

La forma particolare poi mi fa riflettere sul lanciatore: secondo voi l’insieme capsula/modulo di rientro faceva aerodinamicamente parte del vettore, nella consolidata tradizione USA, o no, come nel caso russo-sovietico, dove l’oggetto lanciato era racchiuso nell’ogiva del lanciatore?

Non guardare l’esterno.E’ chiaro si tratta di un concept sull’organizzazione interna degli spazi in un veicolo con modulo di comando-rientro e modulo orbitale-servizio posteriore.l’aspetto esteriore dell’astronave è da definire,o è stata definita in un altro studio. Il modulo di comando tuttavia suggerisce una qualche forma a “lifting body” più che a capsula.Ma con cosa abbiamo a che fare ? è davvero un bel rebus.

Non guardare l'esterno.E' chiaro si tratta di un concept sull'organizzazione interna degli spazi in un veicolo con modulo di comando-rientro e modulo orbitale-servizio posteriore.l'aspetto esteriore dell'astronave è da definire,o è stata definita in un altro studio.

Yep! :flushed:
In tal caso hai ragione!
Alla fine, però, credo che tenuti fissi i requisiti imposti dalla disposizione interna, il progetto avrebbe potuto condurre solo in una direzione…

Il modulo di comando tuttavia suggerisce una qualche forma a "lifting body" più che a capsula.Ma con cosa abbiamo a che fare ? è davvero un bel rebus.

Il modulo di rientro effettivamente, per la disposizione interna e il profilo, suggerisce davvero la forma di un lifting body, tantopiù che in ogni caso tale capsula è molto larga.
Inoltre, l’apertura sulla parte posteriore, utile per l’accesso al modulo orbitale, non mi induce a pensare che proprio quel lato sia stato pensato per sopportare il rientro.
Tu che dici?

Inoltre, commentando un poco anche la parte orbitale, direi che il design è piuttosto “terricolo”, nel senso che le pareti laterali sono molto attrezzate, mentre pare che soffitto e pavimento, sempre che nello spazio e in microgravità queste distinzioni abbiano senso, appaiono sgombre.

Gli astronauti indossano tute che ricordano molto da vicino quelle del programma Mercury, e non si intravede dallo schizzo l’apertura per condurre le EVA.

Allora innnzitutto mi associo pienamente a Marconel tributare tutti gli onori a Carmelo per la sua impagabile capacità di scovare, e mettere a disposizione degli altri, immagini spaziali. Io quasi quasi lo eleggerei “Iconografo Ufficiale” del Forum.

Per quanto riguarda questo interessante, ed un pò stravangante, concept lo conosco bene da molti anni, dato che è un’immagine inclusa in un libro della mia biblioteca.

L’immagine in questione è stampata a pag. 195 del volume “Discesa sulla Luna” scritto da D.E. Ravalico (con illustrazioni di G. Merighi), casa editrice La Scuola, Brescia 1968.
L’illustrazione appare con la scarna didascalia “Fig.65 Veicolo interplanetario in viaggio nel Cosmo” che non vuol dire nulla…

Questo strano “oggetto” mi ha da sempre incuriosito da un lato e fatto raccapezzare dall’altro. Da un punto di vista configurativo appare improntato ad un funzionalismo estremo, senza considerare troppo le tecnologie. L’oggetto ha la forma di due “pani schiacciati” che non si accorda molto bene con la necessità di pressurizzare in maniera uniforme un veicolo spaziale, ragion per cui si prediligono le sezioni circolari.

Da quello che si può vedere è composta da due moduli:

  1. Un modulo di comando/rientro equipaggiato con un cockpit e tre sedili (eiettabili?) nonché un minimo di sistemi di sopravvivenza per il rientro. Un portello posteriore conduce ad un tunnel pressurizzato verso la sezione abitativa. Il modulo di comando non sembra equipaggiata con alcun paracadute o sistema frenante.

  2. Un modulo abitativo abbastanza ampio, ma a perdere, la cui sezione posteriore ospita celle a combustibile, ECLSS, ed un radiatore per il controllo termico. Nonostante la presenza di un astronauta in EVA non si capisce dove sia la necessaria camera di decompressione.

I due veicoli non presentano alcuna sezione propulsiva, ne l’evidenza di un sistema di controllo dell’assetto attivo. Non sono visibili finestrini.

Gli astronauti indossano una tuta simil-Mercury (Spacewalker illuminaci tu) e quindi l’immagine dovrebbe risalire al periodo 1959-61, e potrebbe essere collegata agli albori del progetto Apollo, magari solo come “concept” senza valore tecnico.

D’altra parte considerando la forma che hanno i due veicoli sembrano di tipo “inflatable” (gonfiabile) anche se non c’è evidenza di ciò.
Data la forma a “panetto” del modulo di rientro, ritengo che durante il rientro non si sarebbe comportato in maniera molto stabile, data anche la mancanza di qualsiasi superfice aerodinamica di controllo.

2) Un modulo abitativo abbastanza ampio, ma a perdere, la cui sezione posteriore ospita celle a combustibile, ECLSS, ed un radiatore per il controllo termico. Nonostante la presenza di un astronauta in EVA non si capisce dove sia la necessaria camera di decompressione. Gli astronauti indossano una tuta simil-Mercury (Spacewalker illuminaci tu) e quindi l'immagine dovrebbe risalire al periodo 1959-61, e potrebbe essere collegata agli albori del progetto Apollo, magari solo come "concept" senza valore tecnico.

Per quel che vedo e sentiti i vostri molti dubbi riguardo questo concept, ritengo che ci possono essere 2 spiegazioni … 1) l’astronauta in EVA può uscire attraverso il condotto pressurizzato che unisce le 2 sezioni. Mi sembra però un pò troppo piccolo. 2) si depressurizza il modulo di comando (l’astronauta alla consolle comandi e “suittizzato” con casco allacciato e chiuso mentre l’astronauta nel modulo di servizio è in ambiente pressurizzato); una volta depressurizzato il modulo, l’astronauta designato per l’EVA fuoriesce dal tunnel di congiunzione. Questo è plausibile se si osserva l’immagine in alto a sinistra nell’angolo, le 2 sezioni sono separate e “l’anello di congiunzione” risulta anch’esso separato.
Per la tuta potremmo sentire anche Carmelo, come “storiografo” delle tute è eccellente. Cmq dato che si tratta dei primi anni 60 e le tute in uso erano le Mercury ritengo che quelle disegnate siano una “artist impression” basata su queste tute, ovviamente modernizzate dato che si trattava di un concept. Osservando l’immagine ingrandita se ne ricavano alcuni tratti caratteristici, vedi il casco.

:scream: Ora mi accorgo … che l’astronauta nel modulo di servizio è si in ambiente pressurizzato ma … la gravità chi gliela dà ? :scream:

Credo di aver chiarito il mistero.Ho postato l’immagine su diversi forum e blog Americani,e mi è stata data una spiegazione convincente.Dovrebbe trattarsi di un concept risalente all’inizio del 1960 relativo ad uno dei possibili disegni della capsula Apollo.Come sappiamo nel periodo 1959-1961 l’Apollo,la cui configurazione non era ancora stata decisa,era semplicemente un veicolo orbitale che entro il 1965 avrebbe dovuto sostituire la capsula Mercury.Il numero di tre membri di equipaggio era considerato ottimale perchè essi avrebbero potuto riposare a turno lasciando sempre qualcuno al lavoro (questa impostazione fu abbandonata soltanto dopo Apollo 7,quando ci si rese conto che l’astronauta rimasto sveglio disturbava il sonno degli altri due).Uno dei possibili design presi in considerazione in questa prima fase era un piccolo “lifting body” collegato ad un modulo orbitale.Lanciato con un Saturno 1 (in caso di incidente il lifting body veniva staccato dal complesso tramite torre di salvataggio)l’astronave avrebbe orbitato intorno alla terra.Gli astronauti avrebbero utilizzato il modulo orbitale come minilaboratorio e come airlock per l’EVA (Presumibilmente il portello non è disegnato,così come non è disegnato neanche quello di accesso al modulo di comando ed altri particolari esterni).Non è chiaro se vi sarebbe stato anche un modulo di servizio,o se quest’ultimo sarebbe stato ricompreso nel modulo orbitale;in ogni caso per missioni in LEO non sarebbe servito un grande modulo di servizio…Alla fine della missione il lifting body si sarebbe staccato,e sarebbe rientrato presumibilmente attaccato ad un paraglider compiendo un atterraggio su pista.Un alternativa possibile al lifting body,mantenendo la stessa configurazione,era la capsula (conica,o addirittura quasi lenticolare);forse è per questo che l’esterno del veicolo non è definito nel nostro disegno.E’ ovvio che una simile configurazione sarebbe stata molto più flessibile dell’Apollo come noi lo conosciamo,e probabilmente avrebbe dato punti anche alla Sojuz.Versioni successive avrebbero potuto rimanere in servizio fino agli anni 80 ed oltre.L’unico limite è che presumibilmente non sarebbe stato in grado di sopportare il rientro ad alta velocità dall’orbita lunare (uno dei compiti dell’Apollo originale era orbitare intorno alla luna verso il 1970).Interessante notare che lo stesso concetto sembra essere stato ripreso dal CEV della Lockheed,e che anche in questo caso la capsula singola abbia avuto l’ultima parola.

1960.Tre possibili configurazioni per il modulo di comando Apollo.A sinistra ed al centro sembra esserci propio il nostro veicolo.

L’astronauta nel modulo orbitale potrebbe essere trattenuto da staffe o striscie di velcro.Per quel che riguarda le tute,concordo con Spacewalker sul fatto che deve trattarsi di una licenza artistica.L’unica tuta “simil Mercury” in grado di performare un EVA è questa,sempre della Goodrich.Ma risale al 1964-65,ed è stata proposta per il laboratorio MOL dell’USAF. Mi scuso per il tipo di inserimento,ma upladare files stasera sembra impossibile.

1960.Tre possibili configurazioni per il modulo di comando Apollo.A sinistra ed al centro sembra esserci propio il nostro veicolo.

Caspita il signore sulla destra della foto somiglia al nostro Spacewalker, che fosse già presente all’epoca del programma Apollo??

Questo spiegherebbe il suo sapere enciclopedico sulle tute pressurizzate americane (e non solo…) :wink:

Caspita il signore sulla destra della foto somiglia al nostro Spacewalker, che fosse già presente all'epoca del programma Apollo??

Questo spiegherebbe il suo sapere enciclopedico sulle tute pressurizzate americane (e non solo…) :wink:

:scream: Acc… mi avete “sgamato” ! A quei tempi però, non portavo il “pizzetto”! Come vedi Peppe, la ristrutturazione cellulare e la bioingegneria hanno fatto il loro dovere, oggi sembro più giovane di allora! :wink:

:scream: Acc... mi avete "sgamato" ! A quei tempi però, non portavo il "pizzetto"! Come vedi Peppe, la ristrutturazione cellulare e la bioingegneria hanno fatto il loro dovere, oggi sembro più giovane di allora! :wink:

Già… vedi foto allegata… :grinning: :grinning:

Hei,Spacewalker ti hanno mai detto che somigli a Ronald Evans?