STS-133 Flight Day 6 - Installato il PMM Leonardo

L’ultimo modulo di provenienza Statiunitense è stato collegato oggi all’International Space Station, dove svolgerà il ruolo di magazzino capace di offrire all’equipaggio molto spazio in più a disposizione.

Frutto della conversione del modulo MPLM Leonardo, a suo fornito dall’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) nel contesto di un accordo diretto con NASA, e costruito nelle officine di Thales Alenia di Torino, il PMM Loenardo è stato collegato al modulo Unity proprio mentre la Stazione sorvolava l’Italia.

“Leonardo sembra essere molto, molto felice di aver raggiunto la sua nuova casa”, ha affermato l’ingegnere di volo Catherine Coleman, via radio.
“Credo che dobbiamo congratularci con entrambi i programmi [ISS e STS - NdR], per aver completato quest’ultimo contributo americano alla stazione”, ha aggiunto Michael Barrat, che ha già in passato fatto parte di un equipaggio imbarcato sulla ISS. “E’ un gran giorno per tutti noi”, ha aggiunto.

Il Permanent Multipurpose Module è stato estratto dal cargo bay della Discovery alle ore 14.46 italiane del 1 marzo, grazie al lavoro di Michael Barratt e Nicole Stott, che hanno operato il braccio robotido della stazione dalla consolle di manovra del modulo Cupola, per poi agganciarlo al boccaporto “verso Terra” del modulo Unity, lanciato nel 1998 e che insieme al russo Zarya fu il primo mattone dell’attuale enorme avamposto orbitale.

Dopo un accurato allineamendo dei boccaporti, quattro ganci e sedici bulloni motorizzati hanno assicurato un solido agganciamento tra la Stazione ed il PMM Leonardo, completando ufficialmente le operazioni alle 16.05 italiane. Leonardo ha così aggiunto alla massa complessiva della ISS altri 12.340 Kg. I sedici bulloni motorizzati, stretti definitivamente dai controllori di volo di terra mentre gli astronauti dormivano, sono capaci di sopportare una forza/peso pari a 8.600 Kg.

Il resto della giornata è trascorso con i preparativi necessari all’apertura dei portelli tra Unity e Leonardo. In particolare si è curata la perfetta tenuta d’aria tra i due elementi, per poi proseguire con l’arredamento del vestibolo, (cioè il corridoio creatosi tra Unity e Leonardo) che contiene diversi apparati tra cui i connettori per la rete dati, la corrente elettrica e il ricircolo dell’aria.

Le misure di Leonardo sono impressionanti: con i suoi 6,4 metri di lunghezza per 4,5 di larghezza, il PMM aggiunge al complesso della ISS ben 70 metri cubi di volume utilizzabile. Al momento il modulo verrà impiegato come magazzino, e non contribuirà all’insieme dei “quartieri” abitabili dall’equipaggio.
“Ecco un buon esempio di come ottenere il massimo dal denaro investito”, ha dichiarato in conferenza stampa il direttore di volo Chris Edelen. “Gli Italiani hanno costruito Leonardo e gli altri MPLM, e questo particolare elemento ha già volato per sette volte verso la ISS. Questa volta rimarrà collegato permanentemente. Chiaramente con il ritiro degli Space Shuttle i moduli logistici non saranno più necessari. Il ruolo del PMM sarà quello di un magazzino. In questo momento è stipato di rifornimenti, cibo, attrezzature scientifiche, parti di ricambio e anche con il robot Robonaut. Altro materiale arriverà portato da altri veicoli di rifornimento. Avere spazio di immagazzinamento sarà molto utile.”

Gran parte delle attrezzature a bordo di Leonardo sono state lanciate in protezioni di gommapiuma. Tali protezioni, ormai chiaramente non più necessarie, saranno rimosse e portate insieme ad altro materiale di scarto dentro al cargo giapponese HTV, che dopo il distacco dalla ISS brucerà il tutto nel suo pirotecnico rientro in atmosfera.

Mentre proseguivano le operazioni di preparazione all’apertura del portello del PMM Leonardo, gli astronauti Alvin Drew and Stephen Bowen hanno controllato e predisposto tutte le attrezzature necessarie alla loro seconda passeggiata spaziale, prevista per mercoledì. Ancora una volta trascorreranno la notte nel modulo Quest, dove verrà creata una pressione ridotta e dove potranno liberarsi dell’azoto in eccesso contenuto nel loro flusso sanguigno, prevenendo ogni rischio di embolia.

Alle 22.17 ora italiana, a coronamento di un’altra giornata ben riuscita, gli equipaggi di Discovery e ISS hanno finalmente aperto il boccaporto di collegamento tra Leonardo e Unity, abbandonandosi poi a qualche momento di gioco a gravità zero e posando per diverse fotografie commemorative.

Fonte principale:CBS News space updates/William Harwood


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http://www.youtube.com/watch?v=TRxwXrTMwew#ws

Peccato che non abbiano pensato di modificare anche l’altro MPLM che volerà con la STS-135; sarebbe stato un nuovo modulo per la ISS da poter utilizzare sia come magazzino, sia come eventuale modulo laboratorio.

Un’occasione persa che non si ripeterà più!

Pensato, credo ci abbiano pensato ma il problema è sempre il solito: i soldi.
Oltre al fatto dei tempi di conversione…

E aggiungerei anche i punti di attracco, che ora cominciano anche a scarseggiare… :slight_smile:

Esattamente… se ne è già discusso un’infinità di volte…

Il solito commentary da AstronautiCAST

http://livestre.am/DWtu

oppure

Giusto dire che i punti di aggancio scarseggiano, ma è pur vero che se non ci sarà dove stivare il materiale, bisognerà comunque limitarne l’invio.