Sulla luna con la Gemini capovolta!

David Senechal è un celebre modellista specializzato in navicelle spaziali.Da pochi giorni è in vendita nelle librerie Americane il suo primo romanzo “Footprints on a Secret Moon”.Il racconto parla di un tale Alan Malone che compie un viaggio sulla luna servendosi di una capsula Gemini non utilizzata,unita ad un lander,il tutto messo in orbita dallo Shuttle.Al di là della bontà della storia una cosa mi ha molto colpito.Come si diceva Senechal è un abile modellista ,grande esperto di astronautica.Nel veicolo che ha immaginato,in fase di allunaggio la capsula Gemini è posta "a naso in giù (col pilota imbracato in un complesso sistema di cinghie).Vi chiedo,cosa ne pensate della configurazione di questo strano lander,e che vantaggi possono mai derivare da una simile scelta? http://www.amazon.com/Footprints-Secret-Moon-David-Senechal/dp/1424147352 http://collectspace.com/ubb/Forum9/HTML/000872.html

secondo me è la configurazione più adatta ad un docking in orbita tra gemini e lem

secondo me è la configurazione più adatta ad un docking in orbita tra gemini e lem

per non parlare del fatto che solo in questo modo si riesce a vedere la superficie lunare durante l’atterraggio

secondo me è la configurazione più adatta ad un docking in orbita tra gemini e lem

per non parlare del fatto che solo in questo modo si riesce a vedere la superficie lunare durante l’atterraggio

Credo che il punto sia proprio questo. Immagino comunque qualche difficoltà alla ripartenza…

Salute e Latinum per tutti !

Mi piacerebbe capire come pensava di imbragare l’astronauta all’interno della capsula … :roll_eyes:

Non vorrei smorzare il vostro entusiasmo verso il, peraltro encomiabile, lavoro di Senechal, ma francamente non riesco a capire il perché di una tale scelta… :kissing_heart:

In questa configurazione la Gemini ha il solo vantaggio di mostrare all’astronauta (uno solo??!!) la superficie lunare mentre si avvicina, ma in realtà non ha senso dato che si possono usare delle telecamere per lo steesso lavoro.

In effetti, però, si riscontrano le seguenti problematiche:

  1. Innanzitutto la postura dell’astronauta a “faccia in giù” il che obbliga ad avere un complesso sistema di ritenzione durante la fase di allunaggio e decollo. Per non parlare delle notevoli difficoltà di uscita e rientro nella Gemini.

  2. In tale configurazione la Gemini viaggia con lo scudo termico costantemente esposto alle condizioni dello Spazio, il che non mi sembra una cosa tecnicamente corretta.

  3. Durante la fase di lancio dalla Luna l’astronauta è inevitabilmente soggetto ad una serie di g “negativi” che sono meno tollerati (rispetto a quelli “positivi”) dall’organismo.

  4. Probabilmente, alla base di questa scelta, c’è la decisione di replicare (in qualche modo) la configurazione della Gemini-Agena, che in questo caso non avrebbe senso visto che il complesso sarebbe ospitato tutto nella stiva dello Shuttle…

Sarebbe stato molto, ma molto, più interessante se l’autore avesse recuperato l’originale concetto della Lunar Gemini, elaborato nel 1963-64 (dietro le pressioni esercitate da Pete Conrad) dalla McDonnell, e rigettata dalla NASA in quanto minaccia (molto concreta) all’oramai avviato progetto Apollo.

A tal proposito consiglio di dare un’occhiata al seguente sito:

http://www.dismalswamptraders.com/space/lunar-gemini/lunar-gemini.html

In questa configurazione la Gemini ha il solo vantaggio di mostrare all'astronauta (uno solo??!!)
Si,nel libro l'astronauta è uno solo.A tal proposito c'è una domanda che mi frulla per la mente,ma che non ha ancora avuto risposta.Dovendo inviare un uomo sulla luna per motivazioni politiche e di prestigio nazionale,perchè la NASA o il potere politico,non scelse la soluzione più semplice:inviare sulla luna UN SOLO ASTRONAUTA,magari in una capsula Gemini modificata (sempre che quella soluzione fosse tecnicamente fattibile,è in realtà questa l'essenza della mia domanda.)I vantaggi sarebbero stati molteplici:1-enorme risparmio di peso,2-enorme diminuzione della complessità,risparmio economico notevolissimo,non necessità di costruire più veicoli (LEM,modulo di comando Apollo).Inoltre si sarebbe potuto scegliere l'ascesa diretta,nel caso si volesse aspettare la disponibilità di un Saturno-V,o un architettura EOR (ed in questo caso il primo uomo sulla luna avrebbe piantato la bandiera già nel 1966).Un solo uomo in una capsula Gemini avrebbe avuto spazio sufficente per muoversi,anche con una voluminosa tuta lunare.Inoltre si sarebbe addirittura potuto inviare preliminarmente un analogo Gemini-lander unmanned,sia come "truck" per attrezzature,sia come astronave di riserva nel caso di non accenzione del motore di risalita.Il tutto ad un costo inferiore rispetto al programma Apollo,salvando soldi da impiegare per un programma basato su stazioni orbitali MORL servite da capsule Gemini-B e Big Gemini.

Ne avevamo già discusso in un altro topic tempo fa… ritengo che facendo cmq buoni tutti i vantaggi che hai citato, le attività da compiere, i pericoli, le incognite, e gli imprevisti che una simile missione nasconde, non possano essere gestiti da 1 solo uomo di equipaggio.
La capsula dovrebbe disporre di un livello di automazione talmente elevato che cmq, si porterebbe dietro altre incognite sull’affidabilità di funzionamento. Certo, non era impossibile mettere in atto un simile progetto, ma non credo che lo avrebbero mai attuato. La bilancia “rischi” - “benefici” pende troppo pericolosamente dalla parte sbagliata …

Hai ragione,ma io volevo entrare nel dettaglio.intendevo semplicemente un profilo di missione minimo,tipo mezz’ora sulla luna,un sacchetto di sassi,la bandiera e poi via.Naturalmente a differenza delle missioni Apollo il contributo alla scienza sarebbe stato minimo.Ma visto che in quei giorni in realtà ci si preoccupava più che altro del lato propagandistico mi chiedevo appunto perchè un tipo di approccio estremamente minimalista, come quello di mandare un solo astronauta non fosse neanche stato preso in considerazione.Era davvero tenicamente impossibile e più difficile da realizzare di una missione Apollo?

Hai ragione,ma io volevo entrare nel dettaglio.intendevo semplicemente un profilo di missione minimo,tipo mezz'ora sulla luna,un sacchetto di sassi,la bandiera e poi via.Naturalmente a differenza delle missioni Apollo il contributo alla scienza sarebbe stato minimo.Ma visto che in quei giorni in realtà ci si preoccupava più che altro del lato propagandistico mi chiedevo appunto perchè un tipo di approccio estremamente minimalista, come quello di mandare un solo astronauta non fosse neanche stato preso in considerazione.Era davvero tenicamente impossibile e più difficile da realizzare di una missione Apollo?

Supponendo di voler ideare e realizzare una missione simile “tuttodunfiato”, sarebbe stato necessario ponderare i rischi simulando diversi scenari “catastrofici” in modo da poter studiare la soluzione più adeguata per risolvere l’emergenza. L’unico uomo di equipaggio avrebbe avuto una sorta di manuale di “contingency” (come lo è stato del resto) per trarsi d’impaccio in pressochè tutte le situazioni … Tecnicamente parlando, credo che da un lato ci sarebbero state molte meno difficoltà ma dall’altro, si sarebbero dovute affrontare problematiche più complesse sulla gestione “automatica” della capsula. Tra l’altro, credo che l’astronauta non sarebbe stato scelto, ma si sarebbe dovuto offrire volontario … :wink:

Dico la mia…
Se è certamente vero che il landing con hardware Gemini sarebbe stato più veloce, è altrettanto vero che sarebbe stato a mio parere molto evidente che si trattava di una misura volta a “toccare” la superfice selenica per primi, ma senza particolari sbocchi scientifici. Insomma, un punto di arrivo senza dubbio, ma nulla a che fare con l’effetto devastante dato dalla vera e propria conquista del nostro satellite operata con le missioni Apollo.
Pensate agli straordinari risultati delle J missions, o alle incredibili immagini delle Lunar Rover che scorrazzavano a spasso i loro due passeggeri.
Se l’URSS non avesse fallito con la realizzazione degli N-1 avrebbe potuto invece dar corso ad una campagna più vasta di esplorazione, che non avrebbe certo tolto il “record” agli americani, ma ne avrebbe sminuito di molto la portata.
Penso che qualche notizia e schema tecnico trapelati da oltre cortina abbiano dato certamente un contributo nella scelta di un profilo più ambizioso del raggiungimento di un “record d’altitudine”, per quanto prestigioso.

Teniamo presente che quando parliamo di finalità esclusivamente politiche nella conquista della Luna è un’acquisizione di pensiero recente.
All’epoca dell’Apollo, eccezion fatta per l’establishment politico, tutti erano dell’opinione che la conquista della Luna sarebbe stata innanzitutto una conquista scientifica (basta leggere le varie pubblicazioni dell’epoca in merito).

Questo non lasciava molto spazio a missioni “sprint” sulla Luna, tipo con la Gemini, proprio perché lasciavano intravvedere in maniera troppo scoperta il fine eminentemente politico dello sbarco sulla Luna.

Senz’altro l’Apollo è stato un compromesso, anche riuscito come giustamente sottolinea il nostro Admin, tra le ambizioni politiche e quelle scientifiche. Di più e meglio non si sarebbe potuto fare, certo uno può pensare a tutti i soldi in più spesi ma teniamo sempre presente anche quali sono stati gli spinoff scientifici e sopratutto tecnologici delle missioni Apollo.

Se poi i russi fossero sbarcati, anche come secondi, sulla Luna la storia avrebbe preso una piega decisamente diversa: i russi difficilmente avrebbero “mollato” la Luna subito dopo le prime missioni (sopratutto se arrivavano per secondi) dato che avevano dei piani molto ambiziosi (decisamente più degli americani) in merito, di conseguenza gli americani sarebbero stati forzati a loro volta a proseguire e ad estendere la loro permanenza sul nostro satellite naturale.

Teniamo presente che proprio nei progetti AAP (Apollo Applications Programme) era presente lo studio (molto dettagliato) per un primo avamposto semipermanente sulla Luna denominato LESA, che sarebbe stato pronto a partire dalla seconda metà degli anni '70…