Tesina in tema spaziale


#1

Si avvicina anche per me l’esame di maturità e avevo intenzione di portare l’argomento spazio come tesina. In particolare la tesina la vorrei fare sulla ricerca spaziale legata alla vita quotidiana. E’ subito sorto un problema: come collego l’argomento spazio alle varie letterature (specialmente italiano e inglese)? Per collegare la letteratura allo spazio pensavo di usare l’argomento Luna. Che poesie ci sono, di autori italiani e inglesi, che parlano della Luna? O forse secondo voi è meglio per questa volta lasciare stare l’argomento spazio e dedicarmi ad altro?


#2

Nella tesina dovresti collegare la ricerca spaziale alla lettaratura italiana o inglese?


#3

Per letteratura italiana puoi fare un collegamento mooooolto labile con ‘Alla Luna’ di Leopardi :wink:


#4

Già proposta come cosa, ma secondo la mia prof di italiano questa poesia con la Luna non c’entra assolutamente niente.

In entrambe le materie. Poi c’è anche tedesco, materia per la quale ho già risolto il problema. I problemi più appuntiti sono inglese e francese.


#5

ciao canto alla luna della Merini o è troppo contemporaneo?

“… subitamente vidi
ignuda l’ombra di Icaro apparire.
Quasi color marino aveva assunto
le sue membra, ma gli occhi erano solari”

di D’Annunzio

per le ricadute dell’avventura spaziale puoi attingere a piene mani dalla mia relazione dell’astronauticon5


#6

Non è in programma d’esame. :disappointed:


#7

peccato


#8

Anch’io ho dovuto fare i salti pindarici per collegare tutto insieme… e cercare di unire educazione fisica con filosofia :smiley:
Alla fine ti riduci a parlare sempre degli stessi temi. Una noia sia per glis tudenti che per i professori che ogni anno dovranno ascoltare le stesse tesine.
Pero’ potresti cercare vie laterali, ovvero invece di parlare dello spazio (o ricadute dello spazio nella vita quotidiana) potresti incentrare la tesina sull’uomo nello spazio.
In questo caso avresti piu’ appigli su cui partire. Magari la mia e’ un’idea stupida, ma potresti partire con qualche immagine di un film, tipo Apollo 13 o qualche altro film con tema spaziale (Star Trek anche non sarebbe male) in modo da attirare l’attenzione dei professori. Una volta avuta l’attenzione puoi iniziare a parlare dei temi che lo spazio puo’ offrire, o meglio dell’uomo nello spazio.
Per esempio potresti approfondire le ragioni per cui l’uomo vuole andare nello spazio. Perche’ sicuramente ci saranno motivi economici, ricadute nella societa’, ecc, ma l’astronautica nasce dal desiderio di esplorare, di varcare i limiti, perche’ l’uomo ha bisogno di guardare fuori per poter meglio capire meglio se stesso.
E riguardo a questo ti propongo il blog che aveva aperto un mio amico un po’ di tempo fa sulla relazione uomo-spazio

[url=http://www.spacemanmachinesystems.blogspot.it/]http://www.spacemanmachinesystems.blogspot.it/[/ur


#9

A noi i professori avevano permesso di portare tesine/ricerche/approfondimenti monotematici, anzi, suggerivano di evitare questi tipi di interconnessioni strampalate. La tesina comunque ha preso al massimo 10 minuti, la parte restante del colloquio è stata tutta in mano ai docenti, che possono chiedere quello che più gli aggrada.


#10

Ciao!
Anche io avevo basato la tesina di 5 superiore sulle tematiche dell’esplorazione spaziale, ma avevo scelto come tematica “Il vuoto”, in quanto mi risultava altrimenti molto difficoltoso collegare alcune materie.
Però per letteratura italiana avevo portato due poesie molto belle di Pascoli, “La Vertigine” ed “Il bolide”, che sembrano veramente scritte successivamente all’avviarsi dell’era spaziale, eccole:
http://www.fondazionepascoli.it/Poesie/np16.htm
http://digilander.libero.it/adrianomeis/lebelle/pascoli/cantic/067.htm
Ti consiglio e consiglio a tutti comunque di leggerle, in quanto sono veramente belle.
In più, su suggerimento della prof., avevo portato anche un paio di brani tratti dalle cosmicomiche di Italo Calvino, che ora faccio fatica a ritrovare in rete, ma se ti interessa posso allegare (spero non sia un problema) il pezzo relativo ad Italiano, in cui ne parlo, mi pare siano in totale 4-5 pagine, non di più; fammi sapere in caso, così cerco il file, è salvato sicuramente in qualche meandro del PC fisso.
Per letteratura inglese non so, infatti avevo portato un brano legato al vuoto come sentimento che nulla centra con lo spazio :slight_smile:


#11

Ho risolto il problema per metà. I prof mi hanno consigliato di fare la tesina sulla scienza, e così il titolo è diventato “Gli effetti della scienza sull’uomo”. Per inglese ho risolto il problema da circa una settimana, inserendo in programma il romanzo Frankenstein di Mary Shelley, che si ricollega al desiderio, già presente nell’Ottocento, di creare automi. Avete qualche suggerimento per collegare letteratura italiana alla scienza e, magari, ai suoi effetti sull’uomo?


#12

uff peccato.
Volevo dirti una cosa su Leopardi…un paio di settimane fa sono stata a teatro per i 150 anni del Politecnico, c’era la prof Finzi, Caprara e la De Chailly con l’arpa. La prof Finzi ci ha fatti viaggiare dallo Sputnik a Rosetta passando per la Luna e indovina? E’ stata letta la poesia di Leopardi. Non sono d’accordo con la tua prof…ah, se fossi io la tua prof di scienze! Saresti tu ad insegnarmi un sacco di cose.

“Gli effetti delle scienza sull’uomo” …grandioso!
La prima cosa che mi viene in mente è il CERN, lo studio delle particelle e il loro utilizzo in campo diagnostico: risonanza magnetica nucleare per esempio.
Ma tu cerchi un collegamento con la letteratura. “Il sistema periodico” di Primo Levi?
Provo a chiedere alle mie colleghe di lettere e ti faccio sapere!


#13

Che odio sti collegamenti. Felottina, magari tu ci puoi spiegare che cosa passa per la testa di un insegnante per forzare torture del genere, che rendono anche la migliore idea un tedio assoluto di collegamente stiracchiati e forzati.

Phoenix: parla della psicanalisi con Italo Svevo.


#14

mah!! secondo me sono paragonabili ai riti iniziatici di altre culture…una prova assurda e dolorosa da cui devi passare…
io insegno alle medie, all’eseame non si fa la tesina, ma il malcapitato viene interrogato ed a partire da un argomento a volte concordato sono gli insegnanti a fare domande di collegamento agganciandosi man mano. Fosse per me abolirei l’esame in questa forma, perchè è assurdo: si monta una gran pompa magna burocratica e poi il candidato è interrogato dai suoi insegnanti su argomenti dell’ultimo anno…non è un esame di stato, pur essendolo.
Quando ho le terze, sinceramente combatto contro il sonno mentre sono lì a sentire sempre le stesse cose, coi colleghi di lettere che esagerano…io interrogo poco, solo se devo valorizzare particolarmente un candidato o se ha bisogno una domanda “salvachiappe”.
Penso di non essere una prof standard.


#15

…di sicuro sei una prof…non convenzionale… :smiley:


#16

and proud of it! :slight_smile:

[OT: discorso lungo e complesso…ci sono cose che mi fanno soffrire, tipo la valutazione che vorrebbe dire “attribuire valore”, ma che può diventare una grossa mina per l’autostima dei ragazzi…molti genitori si aspettano che i figli vadano bene a scuola, mentre si dovrebbe assicurarsi che stiano bene a scuola. Ho delle colleghe da brivido, una ha messo una nota alla classe perchè dopo educazione fisica sudavano! (Oh scusi prof chiuderemo tutti i pori!!) E poi i programmi, coi bambini che sanno tutto e male anzichè sapere poche cose bene ed avere invece un metodo per avanzare nella conoscenza autonomamente. Poi la mancanza di formazione in itinere, di scambi, di incentivi economici, l’ambiente sbilianciato per presenza femminile con tutte le conseguenze…]


#17

Concordo nel condannare l’interdisciplinarità forzata. Consiglio a phoenix di lasciare perdere la tesina e di concentrare gli sforzi sugli altri aspetti dell’esame. Se vuole parlare dei suoi interessi sa dove trovarci.

Detto questo, per la cronaca Leopardi avrebbe qualcosina a che fare con l’astronomia, se si conosce la storia della letteratura e della scienza. Ma questo significherebbe per gli insegnanti avere un approccio interdisciplinare… um, come non detto.

Sempre per la cronaca, quando feci l’esame di terza media (c’era ancora lo Skylab in orbita) portai una tesina sulla storia della conoscenza di Marte. L’unico aspetto interdisciplinare fu che era in inglese.


#18

Bè Paolo, gli insegnanti possono avere un approccio interdisciplinare, senza per questo pretenderlo dai ragazzi in modo forzato…dovrebbe essere qualcosa che si costruisce, non che si impone.
Ma gli alieni ci ricattano e DOBBIAMO farlo!!! :wink:


#19

Concordo, e per fortuna concordavano anche i miei professori di quinta. La mia tesina non aveva collegamenti con praticamente nessuna materia (ed erano gli stessi insegnanti a consigliare di procedere in questo modo).


#20

Non ricordo tantissimo il programma di quinto superiore, pero’ potrebbe essere interessante valutare come la letteratura e (quindi la societa’) abbia accolto il progresso della scienza, quindi parlare del Postivismo prima e del Futurismo poi.
Forse, ma questa e’ una mia interpretazione personale, la troppa fiducia nella scienza, accettata anche in maniera acritica e senza gli strumenti di comprensione necessari, di quegli anni ha poi portato, come contraccolpo, movimenti culturali decadenti e piu’ intimisti, che hanno impiantato nella cultura italiana un sentimento di diffidenza nei confronti della scienza. Prendete questa interpretazione con le pinze, anche perche’ ricordo veramente poco di letteratura!
Pero’ potrebbe essere comunque un argomento interessante da approfondire.