THEMIS svela il segreto delle luci del nord


#1

Greenbelt (Maryland) - Usando una flotta di 5 satelliti della Nasa, alcuni ricercatori hanno scoperto che esplosioni di energia magnetica ad un terzo della strada per la Luna alimentano tempeste secondarie che, a loro volta, provocano improvvisi aumenti di luminosita’ e rapidi movimenti nelle aurore boreali, fenomeni noti come “luci del nord”.

La causa e’ la riconnessione magnetica, un fenomeno molto comune che avviene in tutto l’universo quando linee di campo magnetico sottoposte a stress improvvisamente si riorganizzano in una nuova forma, come un elastico troppo allungato.

“Abbiamo scoperto cosa fa danzare le luci del nord”, ha detto il Dott. Vassilis Angelopoulos dell’UCLA. Angelopoulos e’ il ricercatore principale nell’ambito della missione Cronologia degli Eventi e Interazioni Macroscopiche durante Sub-Tempeste (THEMIS).

Le sotto-tempeste (magnetiche - ndt) provocano variazioni dinamiche nell’aspetto delle aurore visibili presso i poli magnetici della Terra, causando brillamenti improvvisi e movimenti.

Queste sotto-tempeste sono associate ad intense tempeste spaziali che possono disturbare le comunicazioni radio ed il sistema GPS di posizionamento satellitare, nonche’ causare interruzioni nell’erogazione di energia elettrica. La comprensione delle loro dinamiche consentira’ di sviluppare modelli predittivi piu’ efficaci per quanto riguarda intensita’ ed effetti.

“Le linee del campo magnetico terrestre si estendono in profondita’ nello spazio, catturando ed immagazzinando l’energia del vento solare. La riconnessione magnetica provoca il rilascio di quest’energia, scagliando particelle cariche indietro verso l’atmosfera terrestre” ha detto David Sibeck, scienziato del Centro Goddard attualmente occupato dal progetto THEMIS. “Esse creano aloni di aurore tremolanti intorno i poli nord e sud”.

Gli scienziati sono stati in grado di osservare direttamente la formazione delle sotto-tempeste usando 5 satelliti THEMIS ed una rete di 20 osservatori al suolo, divisi tra Canada ed Alaska.
I cinque satelliti, lanciati nel febbraio 2007, si allineano lungo l’equatore una volta ogni quattro giorni, compiendo osservazioni sincronizzate con quelle dei siti a terra. Ognuna delle basi al suolo utilizza un magnetometro ed una macchina fotografica puntati verso il cielo per determinare dove e quando iniziera’ la sotto-tempesta. Gli strumenti rilevano la luce aurorale del flusso delle particelle in arrivo lungo il campo magnetico terrestre e le correnti elettriche da esse generate.

Nel corso del loro allineamento, i cinque satelliti raccolgono dati che consentono di identificare con precisione dove, come e quando nello spazio sono iniziate le sub-tempeste. In particolare, le osservazioni congiunte del 26 febbraio scorso hanno consentito le analisi che hanno portato all’attuale scoperta.

Siamo ora in grado di confermare il modello teorico di sviluppo delle sub-tempeste, che prevede un periodo di riconnessione, seguito da rapidi aumenti di luminosita’ delle aurore ed espansione delle aurore verso i poli. Il tutto culmina con una redistribuzione delle correnti elettriche che scorrono nello spazio intorno alla Terra.

THEMIS e’ il quinto pogetto di media grandezza nell’ambito del programma Explorer della Nasa. Il progetto, gestito dal centro Goddard, fornisce frequenti opportunita’ di lancio per iniziative di studio di portata globale nel campo dell’eliofisica ed astrofisica.

(fonte: www.nasa.gov)


#2

Ora bisognerà capire qual’è la causa di questi stress magnetici che avvengono ad un terzo della strada per la luna :thinking:
Non credo che centri la luna, oppure si :thinking: qualche piccolo campo magnetico distribuito qua e là sulla luna potrebbe influenzare ? o comunque è troppo debole ?


#3

Se ho ben capito, la causa e’ proprio il vento solare: esso sovraccarica il campo magnetico terrestre, principalmente a quella distanza (per motivi che mi sfuggono, ma che sicuramente qualcuno sapra’ spiegarci), rendendo poi inevitabile l’improvviso rilascio dell’energia elettromagnetica accumulatasi.

Tempo fa ho visto un documentario su Discovery che parlava delle tempeste solari. In pratica si sosteneva che un brillamento di intensita’ 20% maggiore rispetto al piu’ grande mai registrato “friggerebbe” irrimediabilmente tutte le sotto-stazioni di distribuzione della corrente elettrica al mondo.
Esse sono piu’ di mille, ma la cosa allarmante e’ che l’industria elettrica mondiale ha la capacita’ di realizzarne solo una decina all’anno!
In pratica, se si avverasse questo scenario, sarebbe la fine della civilta’ dell’elettricita’. L’unica salvezza e’ spegnere tutto prima che arrivi il picco della tempesta.

(vorrei capire se quelli di Discovery hanno un po’ calcato la mano… :thinking: :fearful:)


#4

Forse quelli di Discovery hanno calcato la mano ma se avvenisse davvero così, sarebbe davvero una catastrofe, un’ apocalisse, sarebbe molto più efficace di migliaia di bombe atomiche :scream:

Vi ricordate quanti guai ha combinato un albero caduto in Svizzera nel settembre 2003 ?


#5

L’attivita’ solare non e’ per nulla da sottovalutare. Soprattutto quendo non sei protetto dalle fasce di vA. Durante il cruise i due MER furono sottoposti ad una attivita’ solare estrema e fu un vero miracolo che non rimasero danneggiati (ma mando’ in tilt la CPU diverse volte).

Vi ricordate quanti guai ha combinato un albero caduto in Svizzera nel settembre 2003 ?

No. Non ne so nulla. Cosa e’ successo? Link?

Paolo


#6

Credo che si riferisca a questo blackout.

Paolo Amoroso


#7

Grazie Paolo Amoroso, sei fantastico !!! :ok_hand:

Tu devi aver trovato la Borsa di Mary Poppins piena di link.

Una domanda per Roverdriver : credi che potrebbe essere stata l’estrema attività solare a cuasare il malfunzionamento dei chip delle sonde sovietiche Mars, negli anni 70 ?


#8

Questa scoperta mi chiarisce un dubbio che ho sempre avuto… :thinking:
Perchè negli ultimi anni di bassa attività solare si riuscissero a vedere le aurore boreali, frequentemente ed anche in momenti di relativa quiete solare!
Probabilmente la causa era dovuta a questa sorta di modulazione lunare…
Sarebbe molto interessante ora, sovrapporre i grafici dell’attività solare ed aurorale, alle fasi lunari! :grin: :stuck_out_tongue_winking_eye:


#9

Ho letto recentemente le sezioni del libro di Paolo Ulivi Robotic Exploration of the Solar System sulle sonde sovietiche Mars. In diversi casi sono state perse per ragioni tecniche a volte banali, per esempio transistor di bassa qualità.

Paolo Amoroso


#10

Mannaggia a sti sovietici !!! Ma come potevano vincere contro gli americani ?
E’ da queste cose che si capisce l’importanza dei fondi, budget e personale qualificato.