Tokyo prepara le regole per i robot "Non danneggino gli esseri umani"

ROMA - Più che preoccuparsi che il robot sia sempre più simile allo splendido Rutger Hauer di Bladerunner, il governo giapponese investe perché non ne abbia il potere distruttivo. In una realtà sempre più vicina alla fantascienza, il ministero dell’Economia, commercio e industria di Tokyo sta lavorando a un elenco di regole di sicurezza, che saranno pronte entro la fine dell’anno, da imporre alle case produttrici di robot di nuova generazione. La preoccupazione è che macchine sempre più sofisticate possano essere pericolose per gli esseri umani e da qui la necessità di stabilire criteri di sicurezza per la loro ideazione.

Davvero una pagina di fantascienza divenuta attualità: nel 1940 Isaac Asimov, autore della Trilogia galattica e scrittore che meglio ha definito il rapporto tra esseri umani e robot, enunciò la prima legge della robotica: “Un robot non può recare danno a un essere umano, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno”. Le direttive in corso di elaborazione da parte del ministero giapponese mirano proprio a questo, poiché richiedono che i produttori installino nei robot un adeguato numero di sensori che impedisca loro di travolgere le persone e preferiscano materiali morbidi che riducano l’impatto di uno scontro.

Tra le regole anche l’obbligo di dotare i robot di bottoni di spegnimento facilmente raggiungibili e utilizzabili. Il perché di questa indicazione è comprensibile, pensando alle tante storie di fantascienza in cui il povero umano non riusciva a fermare il robot impazzito.

In Italia, dove i robot sono poco diffusi, l’iniziativa giapponese appare davvero sulla linea di confine con la fantascienza, ma il governo di Tokyo sta in realtà rispondendo a un’esigenza dei cittadini. L’industria robotica sta facendo passi avanti velocissimi, soprattutto nella creazione di automi capaci di sostituirsi agli esseri umani per l’assistenza agli anziani, visto che in Giappone la scarsità di personale è cronica.

L’ultimo nato in questo campo è Ri-man, un robot capace di prendersi cura di persone inabili come farebbe la migliore badante. E’ dello scorso febbraio la pubblicizzazione di Wabian-2 (che sarà prodotto anche in Italia) il robot che riesce anche a cambiare espressione facciale a seconda degli stati d’animo che vuole esprimere.

In Giappone esite già una legge che regola la produzione dei robot, la Occupation Health and safety law, che è in vigore nelle maggiori fabbriche, ma si è fatta strada l’idea che sia necessaria una legislazione apposita per i robot di nuova generazione. Il ministero sta anche valutando l’opportunità di istituire una organizzazione indipendente, che esegua test di sicurezza sui robot ed elabori un sistema di assicurazione contro gli infortuni. Il Giappone non è comunque solo in questa ricerca: la discussione sulla necessità di linee guida per la sicurezza dei robot è aperta anche negli Stati Uniti, in Europa e nella Corea del Sud.

Normale che il governo si occupi di sicurezza dei robot visto il fatturato dell’industria, che nel 2005 è stato superiore ai seimila miliardi di yen. Alla fine del 2004 in Giappone erano in uso più di 356mila robot industriali, il numero più alto al mondo. Per dare un’idea del distacco con le altre nazioni, basta vedere la distanza che separa Tokyo dagli Stati Uniti, secondo paese utilizzatore di robot al mondo, con “solo” 122mila robot.

da repubblica.it

Sembra di essere in un libro di Asimov non è vero? :smiley:

Beh, non basterebbe inserire nella ROM di quei robots le 3 leggi della robotica? :smiley:

Esatto! Asimov docet… :smiley:

Per chi non conoscesse il “maestro” della fantascienza:

  1. Un robot non può recare danno a un essere umano, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno.
  2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
  3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purchè questa autodifesa non contrasti con la Prima e la Seconda Legge.

A testimoniare che a distanza di anni, i grandi autori di fantascienza ci azzeccano quasi sempre…

Addirittura Asimov aveva anche pensato alla quarta legge, che se non ricordo male, alla parola uomo sostituiva la parola “umanità”, o qualcosa del genere… :roll_eyes:

La Legge 0 fu introdotta da Daneel R. Oliwav per far fronte alle minacce costituite dall’eventuale presenza di alieni nella galassia.
Mi pare che il volumetto fosse “Fondazione e Terra”.
Aahhhhh bei ricordi di gioventù!

Resta il fatto che una delle applicazioni “di punta” della robotica in questo momento siano gli aerei da combattimento senza pilota. Altro che leggi di Asimov!

Resta il fatto che una delle applicazioni "di punta" della robotica in questo momento siano gli aerei da combattimento senza pilota. Altro che leggi di Asimov!

Infatti sopratutto in USA la ricerca sulla robotica e per la maggior parte a scopo militare .

Resta il fatto che una delle applicazioni "di punta" della robotica in questo momento siano gli aerei da combattimento senza pilota. Altro che leggi di Asimov!

Beh però mi sembra un po’ sminutiva, basti pensare alle cose incredibili che riescono a fare i robot umanoidi come ASIMO della honda, oppure i robot che danno la possibilità di eseguire interventi chirurgici in teleconferenza a medici dall’altro capo del mondo, oppure per tornare nel nostro campo, ai rover marziani o alle sonde interplanetarie che necessitano di un minimo di intelligenza artificiale… Non penso che tutta la ricerca robotica sia “smobilitata” per gli UCAV… un esempio su tutti è proprio il Giappone…
E’ il solito discorso… se hai delle potenzialità puoi usarle bene o puoi usarle male… e almeno in queste decisioni c’è ancora dietro un uomo…

Addirittura Asimov aveva anche pensato alla quarta legge, che se non ricordo male, alla parola uomo sostituiva la parola "umanità", o qualcosa del genere... :roll_eyes:

Infatti ,da wikipedia :

Legge Zero
Un robot non può danneggiare l’Umanità, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, l’Umanità riceva danno;
Con l’introduzione di questa legge, le tre precedenti vengono conseguentemente modificate: a tutte le leggi viene aggiunta la postilla ‘A meno che questo non contrasti con la Legge Zero’. Insomma, la Legge Zero si pone come la più importante delle leggi, ed è significativo il fatto che questa legge sia coniata proprio da robot (più precisamente, viene formulata da R. Daneel Olivaw nel romanzo I robot e l’Impero).

Ma Asimov fu anche un divulgatore della scienza ,e se non sbaglio fu lui a coniare il termine Robot .Inoltre credo che sia stato uno dei pochi che vedeva l’avvento dei robot come un bene e non come un male .

vi posto un sito su Asimov interessante secondo me :

http://www.isaacasimov.it/

Addirittura Asimov aveva anche pensato alla quarta legge, che se non ricordo male, alla parola uomo sostituiva la parola "umanità", o qualcosa del genere... :roll_eyes:

Infatti ,da wikipedia :

Legge Zero
Un robot non può danneggiare l’Umanità, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, l’Umanità riceva danno;
Con l’introduzione di questa legge, le tre precedenti vengono conseguentemente modificate: a tutte le leggi viene aggiunta la postilla ‘A meno che questo non contrasti con la Legge Zero’. Insomma, la Legge Zero si pone come la più importante delle leggi, ed è significativo il fatto che questa legge sia coniata proprio da robot (più precisamente, viene formulata da R. Daneel Olivaw nel romanzo I robot e l’Impero).

Ma Asimov fu anche un divulgatore della scienza ,e se non sbaglio fu lui a coniare il termine Robot .Inoltre credo che sia stato uno dei pochi che vedeva l’avvento dei robot come un bene e non come un male .

vi posto un sito su Asimov interessante secondo me :

http://www.isaacasimov.it/

Dalle mie riminescenze di scuola superiore ricordo che il termine robot deriva dal ceco ROBOTA … ho controllato ed infatti è così:
Tratto da wikipedia

Il termine robot deriva dal termine ceco robota, che significa "lavoro pesante" o "lavoro forzato". L'introduzione di questo termine si deve allo scrittore ceco Karel Čapek, il quale usò per la prima volta il termine nel 1920 nel suo dramma R.U.R. (Rossum's Universal Robots). In realtà non fu il vero inventore della parola, la quale infatti gli venne suggerita dal fratello Josef, scrittore e pittore cubista, il quale aveva già affrontato il tema in un suo racconto del 1917, Opilec ("L'ubriacone"), nel quale però aveva usato il termine automat, "automa". La diffusione del romanzo di Karel, molto popolare sin dalla sua uscita, servì a dare fama al termine Robot. Anche se i robot di Čapek erano uomini artificiali organici, la parola robot viene quasi sempre usata per indicare un uomo meccanico. Il termine androide (dal greco anèr, andròs, "uomo", e che quindi può essere tradotto "a forma d'uomo") può essere usato in entrambi i casi, mentre un cyborg ("organismo cibernetico" o "uomo bionico") indica una creatura che combina parti organiche e meccaniche. Il[b] termine "robotica" venne usato per la prima volta (su carta stampata) nel racconto di Isaac Asimov intitolato Circolo vizioso (Runaround, 1942)[/b], presente nella sua famosa raccolta Io, Robot. In esso, egli citava le tre regole della robotica, che in seguito divennero le Tre leggi della robotica (poi accresciute a quattro con l'introduzione della Legge Zero).

Come vedete, fu Asimov ad impiegaare il termine in un racconto e ad elevarlo a dignità letteraria … :wink: