Un interessante caso legale, un crimine compiuto dallo spazio?

Sembra che la nostra Anne McClain abbia fatto qualcosa di non proprio legale mentre era a bordo della ISS.

Interessante, chissà come funziona a livello legale :slight_smile:

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Non è chiaro se McClain fosse co-intestataria del conto bancario o abbia usato senza autorizzazione delle credenziali di accesso non sue. Ma dall’articolo mi sembra di capire che l’ipotesi sia la seconda.

Comunque sia complimenti a McClain per la pazienza di accedere a un sito computazionalmente pesante come quello di una banca con una connessione di rete così lenta.

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Non mi apre quella notizia, appena si carica mi diventa tutto bianco e mi porta a una notizia sulle tute di NASA (EMU)

Sto telefono va sempre meglio! FANTASTICO!

Chiediamo un parere a @fullguns.

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Su Google si trova anche con altre testate…

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Caso complesso, che nè l’articolo del NY Times, né le altre fonti disponibili in rete chiariscono nei suoi antefatti, decisivi per una esaustiva valutazione della fattispecie.
Si parte dal presupposto che gli accessi all’online banking service della ex coniuge siano stati solo consultivi, senza aver effettuato alcuna disposizione, che sarebbe per sé palesemente contra legem.
A mio modestissimo avviso se la McClain detiene pari diritti genitoriali (come a suo tempo richiesto alla Corte di Houston, istanza di cui non si conosce però l’esito), l’aver esclusivamente perpetuato una condotta da sempre adottata durante il matrimonio (per controllare le necessità finanziarie della madre convivente con il minore, e poter intervenire mediante contribuzioni aggiuntive sempre e solo a favore della titolare del conto), non integra una fattispecie penalmente rilevante.
Onere della McClain sarà provare che l’ex coniuge fosse al corrente di tale modus operandi (tramite mail, messaggi whatsapp, testimonianze etc.).
Nel caso vi riesca, diventerebbe difficile per l’ex coniuge sostenere l’accusa (e dimostrare il dolo nelle azioni dell’astronauta), quando sarebbe bastato un semplice cambio delle credenziali di accesso, al conto bancario online, per manifestare in modo inequivoco la propria volontà di escludere la McClain da tali attività.
In my very humble opinion, of course…

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Sì ma la domanda è: se ha fatto quello che ha fatto mentre era sulla ISS, magari da dentro Columbus, sotto quale giurisdizione ricade? :slight_smile:

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La butto lì. Da harmony in usa, da Zvezda Russia… da Columbus può scegliere !

io direi Italia così i tempi di rogatoria mandano di sicuro in prescrizione :joy:

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Se ricordo bene quello che ho letto qui sul forum, dai computer della ISS non è possibile raggiungere la internet pubblica. Per farlo gli astronauti utilizzano i computer che si trovano nelle loro cuccette e che si collegano via VNC (o tecnologia analoga) ad un computer a terra che si può collegare a internet. Non so se questo cambi qualcosa in termini di giurisdizione

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Con alcuni laptop (che non sono quelli che usano per comandare la stazione) si collegano in remoto a un computer di Houston, dal quale poi navigano su internet. Non so se via VNC o direttamente via Remote Desktop, ma cambia poco.

Quindi a occhio direi che molto probabilmente Anne lo avrà fatto dal suo Crew Quarter nel Nodo 2.

Ma credo che questa connessione terremoto si possa fare con qualunque nepton collegato alla JSL, quindi credo che avrebbe davvero potuto farlo da Columbus.

@fullguns: il fatto che il crimine sia stato compiuto dalla ISS, ma collegandosi in remoto ad un computer su suolo americano, cambia le cose dal punto di vista dell’applicabilità legale?

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Non cambia assolutamente nulla.

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La ex coniuge ha apparentemente usato strumenti e servizi del suo ambiente di lavoro. È ipotizzabile un uso improprio delle risorse del datore di lavoro o un interesse privato in atti d’ufficio?

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La questione della giurisdizione è sicuramente interessante, non per il caso in sé, ma in quanto primo caso, che costituirà senza dubbio un “precedente” in senso tecnico-giuridico.
D’altronde è un problema che andava affrontato: man mano che cresce il numero delle persone che ha accesso allo spazio, aumenta la possibilità che vi si commettano atti civilmente o penalmente rilevanti.
Si pensi alle insinuazioni sollevate al tempo della scoperta dei fori nel rivestimento della Soyuz, che volevano ricondurli ad un preteso, deliberato attp di sabotaggio da parte di un membro americano: fosse stato vero, quale corte avrebbe potuto dirimere il caso?

Nel caso McClain, essendo:

  • entrambe le parti di cittadinanza statunitense
  • il locus commissi delicti riconducibile al territorio americano (la condotta si è svolta sulla ISS, ma l’evento asseritamente lesivo - l’intrusione nel sistema informativo della banca, anch’essa americana - si è prodotto negli Stati Uniti)
  • una lite tra privati, che non coinvolge soggetti istituzionali nazionali o sovranazionali

ritengo resti difficile ipotizzare la competenza di altri che non sia una Corte USA.

Inoltre, proprio in quanto primo caso, gli States - notoriamente “gelosi” ed assertivamente propensi ad espandere quanto più possibile l’ambito della propria giurisdizione, da sempre vista quale ulteriore mezzo di controllo e pressione sullo scacchiere internazionale -eviteranno con ogni mezzo di cedere la giurisdizione e creare un precedente sfavorevole, per di più su un caso con plurimi “momenti di collegamento” (perdonate il tecnicismo) che riconducono all’ordinamento statunitense.

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Altro quesito interessante, che a mio avviso dipende dalle condizioni e clausole d’uso che la NASA fa sottoscrivere ai propri astronauti.
In assenza di esplicita proibizione (o addirittura di autorizzazione all’uso del computer per accessi di natura personale alla rete), non ne vedo gli estremi.

In ogni caso non sarebbe interesse privato in atti di ufficio, perché il collegamento con la banca non fa certo parte dei compiti affidati alla McClain, o delle funzioni istituzionali di Nasa.

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@fullguns in realtà non mi riferivo a usi impropri da parte della McClain ma della sua ex coniuge, che è una ex ufficiale dell’intelligence USAF e avrebbe usato proprio risorse pubbliche (l’articolo linkato all’inizio di questo topic parla di “Ms. Worden put her intelligence background to work”) per accertare l’accesso della McClain al sito della banca.

O forse la Worden ha semplicemente chiesto alla sua banca gli indirizzi IP degli accessi, dei quali poi avrebbe accertato l’origine con strumenti DNS/WHOIS accessibili pubblicamente.

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Sorry, pensavo ti riferissi all’utilizzo di risorse Nasa per scopi privati che, se e in quanto illegali, devono ritenersi non autorizzati.
Non ho idea delle eventuali implicazioni sul lato Worden, ma… sarebbe una banale questione, rispetto ai profili di estrema novità ed interesse del lato McClain.

Per quanto reperibile dalle fonti online, la Worden avrebbe chiesto alla banca di rintracciare l’origine degli accessi… my two cents: dopo averne accertato con i mezzi dell’Agenzia la provenienza!

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Oltre agli aspetti legali questa vicenda presenta anche questioni importanti che riguardano la medicina spaziale, lo stato psicofisico degli astronauti e la gestione degli equipaggi.

Si può assegnare a una missione un astronauta sottoposto da tempo a una situazione emotivamente coinvolgente come una “painful, personal separation”? La conseguente condizione di stress può influenzare il comportamento dell’astronauta nello spazio? Questa vicenda sembrerebbe suggerire di sì.

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Non fraintendete la mia battuta per favore… Ma cosa c’è al mondo di più moderno e di americano di una “lawsuit for a gay-divorce-privacy crime in space” :grin:

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