Un nuovo modello predittivo per i cicli solari

Uno studio intitolato Prediction of Solar Activity from Solar Background Magnetic Field Variations in Cycles 21-23, pubblicato sull’Astrophysical Journal nel 2014 è stato ripescato dal Daily Mail e successivamente dalla RAI qualche giorno fa.

Lo studio è un modello matematico predittivo dei cicli solari futuri basato su osservazioni passate. Il modello propone che ci sia un doppio effetto dinamo nel Sole: una dinamo profonda e una superficiale. Entrambe avrebbero una frequenza di circa undici anni ed essendo sfalsate a volte si rinforzano a vicenda e altre volte si annullano. Questo modello spiegherebbe le variazioni di attività solare meglio dei precedenti con un accuratezza di oltre il 98%.

Il modello matematico prevede un calo del 60% dell’attività solare intorno al 2030, simile a quello avvenuto dal 1645 al 1715 circa, anni nei quali ci fu la cosiddetta piccola era glaciale, caratterizzata da inverni particolarmente rigidi in Europa e Nord America. Si ipotizza che ci sia un nesso fra il calo dell’attività solare e la serie irregolare di inverni molto freddi avvenuta tra il XVII e il XVIII secolo.

Articolo originale:
http://nrl.northumbria.ac.uk/18293/

Articolo Daily Mail:
http://www.donotlink.com/framed?741368

Articolo RAI:

Mediazione del Disinformatico:

Molto interessante, e questo modello predirebbe anche l’effetto serra?

Scusa Alessio, ma cosa … diavolo … c’entra un modello che predice l’attività solare con l’effetto serra? Sono due cose completamente diverse…

Per quel poco che ne so nei ghiacci polari è intrappolata una quantità di gas serra si libera con la fusione degli stessi e tale fusione sembrerebbe essere indotta anche da un’attività solare elevata, predicibile da questo modello. Tuttavia credo che tale quantità sia trascurabile. Leggendo gli articoli che ho postato ho appreso che l’attività solare influenza la composizione atmosferica ma non saprei quale sia la correlazione con l’effetto serra.

Vi segnalo questo link sulla “Piccola era glaciale”:

Qui si parla anche di un altro significativo periodo freddo che è coinciso con un minimo della macchie solari (minimo di Spörer, tra il 1460 e il 1550).

mcarpe, ho usato il termine di uso comune “effetto serra” per indicare quella teoria che predice l’innalzamento della temperatura del pianeta etc, nella quale molte persone dicono che sia colpa dei gas serra liberati dall’uomo nei processi di combustione.

Stiamo parlando di un modello matematico basato su tre, sì solo tre, cicli solari.

Senza dubbio lo studio è interessante, se non altro perché ci ricorda ancora una volta che “gli scienziati” sono ancora ben lontani dall’ avere un modello affidabile per prevedere l’andamento del clima nei prossimi 15 anni, figuriamoci nei prossimi 100.
Mentre invece i non scienziati già hanno le risposte in tasca :wink:

Anche Paolo Attivissimo invita alla cautela.

Invito anch’io alla cautela. La statistica sui minimi di Maunder e Spoerer è su due eventi, un pò pochi. Chiaramente la correlazione a occhio parrebbe esserci, ma non abbiamo molti dati globali del 1500 (e neanche del 1700).
Si stima in genere che la forzante solare sul clima possa avere una influenza del 10% sul riscaldamento globale; il rimanente 90% corrisponde alla forzante antropica, gas serra eccetera. Poi ci sono tanti parametri non ben noti: la quantità di CO2 e di calore intrappolati negli oceani, il possibile andamento di sistemi a retroazione positiva come la liberazione del metano dalla tundra artica, e la differente influenza dell’attività solare alle varie latitudini.
Non mi sono ancora letto gli articoli citati, ma tenete presente che il flusso solare varia circa dell’1 per mille da sole calmo a sole attivo. Quello che varia è il flusso di particelle energetiche e di raggi X e UV. Come questo influenzi il clima è ancora poco noto - insomma, secondo me ci va estrema cautela.

Poi siamo in estate, la Rai ritrasmette Rin-Tin-Tin, ed escono le notizie bomba. Sarà il caldo :grin:

Ah bene, volevo proprio sentire l’opinione di un esperto solare!

Comunque la cautela è per i media, per evitare inutili psicosi, ma anche per gli addetti ai lavori, che tengano debitamente conto della possibilità che arrivi un altra mini glaciazione.

Anche perché che il clima ogni tanto faccia le bizze lo abbiamo visto e non è che se il modello a doppia dinamo è sbagliato, significa che il clima rimarrà invariato per un milione di anni.

Ah, OK. Allora il termine più giusto sarebbe “riscaldamento globale”, in cui effetto serra e ciclo solare sono solo due delle forzanti.

IK1ODO ti ha dato una risposta con un po’ di numeri. Vorrei solo precisare che ad attribuire l’innalzamento della temperatura media del pianeta (fatto inconfutabile) negli ultimi decenni all’effetto serra e in particolare alle sorgenti antropiche non sono semplicemente “molte persone” come dici tu, ma “gran parte della comunità scientifica internazionale” - e per gran parte intendo qualcosa tipo il 99% - e dei modelli climatologici oggi più accreditati.

La cosa più interessante dei modelli climatici è che predicono correttamente l’evoluzione del clima. In altre parole, i modelli fatti 5-10 anni fa predicevano un andamanto, dati i parametri di ingresso, che è poi verificato nella realtà; ovviamente le discrepanze servono poi ad affinare il modello stesso.
Una incertezza esiste sugli studi a lungo termine, quelli che dovrebbero dirci se il livello dei mari aumenterà di uno o cinque metri, e così via. Ma è inevitabile, data la complessità del sistema. A mio vedere, chi pur essendo ben informato nega l’origine antropica del riscaldamento globale è in malafede. Il che non esclude che il cliam terrestre sia ANCHE influenzato da altri fattori: quando sono avvenute le glaciazioni sicuramente non eravamo noi a bruciare petrolio.

Una piccola era glaciale nel 2030 cadrebbe come il cacio sui maccheroni. I due effetti si compenserebbero. :stuck_out_tongue_winking_eye:

Come quella che entro il 2014 il ghiaccio artico doveva sparire completamente :slight_smile:

Come dice un mio amico meteorologo, del clima lui non ne vuole sapere niente, troppa politica.

Io ritengo che un riscaldamento globale renderebbe abitabili terre immense, basti pensare al Canada, la Russia, ci sarebbero tantissime opportunita’, al contrario una era glaciale sarebbe un danno incredibile

Il problema sarebbe spostare miliardi di persone da terre che diventerebbero desertiche o sommerse dagli oceani a quelle nuove abitabili…
Io non avrei dubbi che questo scenario sarebbe catastrofico.

Neppure io. Il riscaldamento globale non significa che tutti starebbero più al calduccio, é una visione vacanziera. :grin:

Pensa ad evacuare New York, il Bangladesh, l’Olanda… i primi tre che mi vengono in mente. Scenario da follia, altro che abitare la Siberia.
Quanto alla compensazione degli effetti, io chiudo le mie conferenze sul Sole dicendo che “forse, ma forse, una diminuzione dell’attività solare potrebbe compensare in piccola parte gli effetti del riscaldamento globale”. Resta la ‘piccola parte’, 10% sul 90%. Non proprio una compensazione.

/ot: Io sono pessimista su questo, il nostro modello di sviluppo (ma forse chiamarlo modello è troppo, il nostro modo è meglio) non tiene conto della finitezza delle risorse, e così il sistema economico. Nessun sistema fisico o biologico cresce all’infinito; prima o poi finiscono le risorse. Ma la crescita basata sul PIL non ne tiene conto. /fine ot…

Comincia anche (dopo aver evacuato gli abitanti) a salvare il patrimonio artistico/culturale di Roma/Venezia/Firenze

Poi non sarei proprio ottimista sul fatto che la Russia e il Canada siano disposti a ospitare i profughi di mezzo mondo… (aggiungo giustamente…). La catastrofe climatica porterebbe a breve a una peggior catastrofe di um conflitto mondiale… Ma continuiamo a bruciare petrolio, chi se ne frega.
Sent from my lumia

Marco, tu stai citando niente altro che le teorie malthusiane, che appunto Malthus ha formulato 200 anni fa, che regolarmente vengono riprese e riproposte ogni 20-30 anni e che regolarmente vengono smentite dalla storia.

E il motivo è che i modelli di Malthus si dimenticano di un piccolo particolare: l’operatività umana. Prima era il cibo, poi era il petrolio, secondo queste teorie avremmo dovuto essere già tutti morti di fame e di freddo, il petrolio dovrebbe essere finito negli anni 90, etc. Ma la realtà dei fatti è che siamo sempre di più e viviamo sempre più a lungo. Questo perché l’umanità, quando ha dovuto risolvere un problema serio che ne minacciava l’esistenza, lo ha finora sempre risolto aumentando la produttività, trovando nuove risorse che prima non si conoscevano, sviluppando nuove tecnologie prima impensabili, etc.

E a me piace pensare che quando davvero avremo usato tutte le risorse (cosa che di sicuro, con dati odierni basati su tecnologie odierne, non avverrà prima di qualche secolo da oggi), saremo in grado di spostarci da qui e andare a colonizzare il cosmo :wink:

Per tornare al riscaldamento globale, (apriti cielo!) posso dire di essere d’accordo con Manoweb :fearful: :stuck_out_tongue_winking_eye:
Troppa politica, da entrambe le parti. Chi produce idrocarburi finanzia gli studi negazionisti, chi produce energia rinnovabile finanzia gli studi catastrofisti. Fatto sta che a leggere gli studi io non sono ancora riuscito a farmi un’idea definitiva, perché da entrambe le parti si leggono teorie scientifiche che al mio occhio inesperto sembrano sensate.

E sono anche abbastanza d’accordo, non troppo seriamente, sul popolare il Canada e la Siberia. Il problema è politico ovviamente, ma se parliamo dell’umanità intera come specie che bada alla propria sopravvivenza e crescita, di sicuro rendere coltivabile Canada e Siberia sarebbe solo un vantaggio per l’umanità, un altro modo per dare uno schiaffo al buon vecchio Malthus :stuck_out_tongue_winking_eye: