Una passione riscoperta

Ciao a tutt*. Sono una ragazza di 23 anni, che sin dall’età di 10 ha una profonda passione per tutto ciò che riguarda lo spazio e i velivoli spaziali. Nella vita ho intrapreso un percorso formativo totalmente diverso, anche a causa di esperienze negative con le materie scientifiche, dovute ai miei ex prof di matematica, risalenti già dai lontani anni delle medie. In quel periodo, parallelamente alla passione per lo spazio, mi stava nascendo un forte interesse per la psicologia evolutiva, la didattica e la pedagogia, motivo per cui mi sono iscritta al liceo delle scienze umane. Durante i primi 4 anni di liceo si sono susseguite due professoresse di matematica e fisica che, con il loro approccio estramamente autoritario verso la classe e lo studio di tali discipline, mi hanno fatto perdere ogni motivazione nello studio delle materie scientifiche (anche se alle scienze umane si faceva ben poco di queste materie, e quel poco l’ho vissuto con ansia). All’epoca non mi balenava nemmeno nell’anticamera del cervello l’idea di iscrivermi ad ingegneria, visti i “traumi” causati da questi insegnanti. Di conseguenza, anche la mia passione per il mondo spaziale è stata accantonata, continuando però a vivere dentro di me in forma latente. Da 4 anni sono iscritta a scienze della formazione primaria, il corso mi sta piacendo molto e non me ne pento. Tuttavia, nel tempo libero, in questi anni di università ho trovato diverse occasioni per rispolverare la mia vecchia passione dello spazio e dei velivoli, guardando documentari su missioni e universo, documentandomi sui siti di NASA, ESA, ecc., e ogni tanto parlando di questi temi con una mia cara amica (laureata da poco nella triennale di ingegneria aerospaziale), che mi ha mostrato i progetti e le tematiche affrontate nel suo corso, da cui sono rimasta esterrefatta (in senso positivo). Inoltre, sto piano piano rielaborndo le esperienze negative vissute in passato, recuperando l’interesse per le discipline scientifiche come matematica e fisica (che, al di là di tutto, ho sempre reputato affascinanti).
Recentemente stavo pensando di tentare l’iscrizione ad ingegneria aerospaziale, immediatamente dopo la mia laurea in SFP (che si terrà nel 2022), ma in veste di lavoratrice a scuola, in quanto non posso permettermi di studiare altri 5 anni all’università facendomi mantenere in toto dai miei genitori, e in quanto desiderosa al tempo stesso di mettermi in gioco come insegnante di scuola primaria, evitando così di vanificare 5 lunghi anni di studio. Mi piacerebbe tentare questa strada, dal momento che la passione si sta risvegliando e che, tutto sommato, sono ancora giovane (25 anni al momento della mia potenziale iscrizione ad ingegneria). Il mio obiettivo più immediato è cominciare ad insegnare sin da subito dopo la laurea in SFP, ma nello stesso tempo non vorrei precludermi la possibilità di realizzare in un futuro più lontano anche il mio secondo sogno, ovvero lavorare in un’azienda spaziale come ingegnera. In quel caso, sarei disposta anche a rinunciare (a malincuore) all’insegnamento in futuro. Tuttavia mi assalgono i seguenti dubbi:

  • Riuscirò in 2 anni a recuperare tutte le nozioni di matematica e fisica mai affrontate al liceo, e necessarie all’apprendimento degli argomenti di ingegneria?
  • E’ possibile conciliare il lavoro di insegnante (24 ore settimanali+progettazione delle lezioni a casa+riunioni straordinarie occasionali) con lo studio di ingengeria aerospaziale?
  • E’ possibile, in generale, studiare ingegneria da lavoratrice, vista la difficoltà a frequentare le lezioni (anche se non c’è l’obbligo)?
  • Supponiamo che io opti per l’iscrizione all’università a tempo parziale, per meglio conciliare le due cose. Ciò significherebbe raddoppiare la durata standard del corso di laurea e della magistrale. Quindi, seguendo questa tabella di marcia, finirei ingegneria tra i 33 e i 35 anni. Secondo voi è troppo tardi a quell’età per trovare un lavoro da ingegnera nel settore spaziale? Sarei disposta a trasferirmi anche all’estero pur di realizzare questo sogno.
  • E’ prevista una legge che dà la possibilità ai lavoratori dipendenti e iscritti al contempo a un corso di laurea di usufruire di 150 ore all’anno di permessi studio, per frequentare laboratori, sostenere esami ed assistere a qualche ora di lezione. Secondo voi sono sufficienti?

Attualmente la motivazione a provare gli studi di ingegneria è molto alta, a tal punto da aiutarmi a superare i limiti che ho nelle discipline scientifiche. Se andasse male, non rimarrei per strada, in quanto sarei comunque insegnante (lavoro che mi piace).
Chiedo scusa per la lunghezza del messaggio, ma in questo periodo sono piena di domande al riguardo. Vi ringrazio in anticipo per le eventuali risposte.

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ingegneria è difficile, richiede impegno, costanza, applicazione con metodi diversi dalle materie umanistiche. Hai tutte le carte in regola per fare quello che vuoi ma devi essere pronta a un carico di lavoro molto alto per conciliare il lavoro con una nuova laurea partendo con una base scientifica da riabilitare. Un grande in bocca al lupo e se riuscirai avrai una visione del mondo come la hanno in pochi.
Personalmente, ma è la mia visione, non vedo di buon occhio intraprendere un percorso del genere accettando di metterci 10 anni. Meglio partire e adattarsi cercando di fare il meglio, nel minor tempo possibile. La vita a 35 anni non è la stessa di 23 avrai realtà e prospettive diverse, arrivarci senza avere ultimato questa fase di studio per come la vedo io diventa difficile

Ti ringrazio tanto per avermi risposto. In molti (studenti di ingegneria, insegnanti e altre persone) mi hanno avverita di questa grande difficoltà nel conciliare il carico di studio di ingegneria con il lavoro. Per questo motivo avevo pensato allo studio part time, anche per “spalmarmi” meglio gli esami su un periodo più dilatato, così da dedicarvi il tempo necessario per sostenerli in maniera adeguata. Tuttavia, come dici tu, il rischio di un regime di studio part time è quello prolungare eccessivamente la durata del corso. Purtroppo non conosco il funzionamento del lavoro nel settore spaziale (es. criteri di reclutamento, requisiti…), per questo motivo sono ancora abbastanza indecisa sul da farsi (part time oppure no). Grazie ancora per il tuo feedback, aspetto di avere opinioni da più persone possibili così da acquisire una visione più completa del problema. Buona serata!

Sì, sicuramente. Te lo dico dico per esperienza, perché ho insegnato matematica agli ingegneri tanti anni fa e ti confesso che spesso mi seguiva meglio chi partiva da zero senza la presunzione di sapere le cose dal liceo. La matematica all’università è affrontata in modo diverso, devi più capirla che saper fare i calcoli.

Ma certo! Una settimana ha 168 ore, se ne togli 50 per dormire e 30 per lavorare te ne restano tante. Forse non eri brava in matematica :stuck_out_tongue:

Sì, non sei l’unica. Se poi non c’è l’obbligo non c’è nemmeno un ostacolo legale. Sarà più difficile ma è fattibilissimo.

Assolutamente no, l’età non conta proprio niente. Anche le borse di studio per neolaureati, contano se sei laureata da poco non se sei nata da poco.

Qui non ti posso rispondere con certezza, ma direi proprio di sì. Considera che le 150 ore le devi considerare solo quando laboratorio e lavoro si sovrappongono, se hai Lab quando non lavori non hai bisogno di permessi.

Tienici aggiornata sulle tue scelte e non scomparire dal forum, a presto :wink:

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Grazie mille per la risposta, ora è ancora presto per prendere una decisione certa, in quanto mancano due anni. Quando si avvicinerà il momento vi terrò sicuramente aggiornati! Le tue risposte mi hanno molto rassicurata e resa più positiva riguardo a questa scelta. Tra qualche settimana pensavo di iniziare a prendere qualche ripetizione di matematica, sperando che le mie basi possano solidificarsi. Buona serata e grazie ancora :slight_smile: