Venere-reattore di Bosch

Il Reattore di Bosch sembra fatto apposta per eliminare la CO2 dall’atmosfera di Venere.
Come si vede dal disegno il Reattore di Bosch funziona a 450°C che è la temperatura superficiale di Venere.
La reazione è la seguente:

CO2 + H2 = C + H2O

Occorre importare l’idrogeno, ma l’acqua prodotta puಠessere elettrolizzata e quindi l’idrogeno riciclato.
Tutta l’energia disponibile per questo processo è lì disponibile.

Utilità?

Non capisco come la temperatura sia una discriminante per il funzionamento di un macchinario, ma (se come tu dici è vero) togliendo l’anidride, che è un gas serra, la temperatura diminuirà quindi questa macchina arriverà ad un punto in cui non potrà più funzionare.
Ha forse più senso un opera di bioingenieria immettendo nell’atmosfera batteri eucarioti metanogeni.

Fantascienza (molta fanta e poco scienza).

Vorrei ricordare che le più sofisticate sonde che siano mai atterate su Venere, ossia la serie Venera 9-14, sono durate al massimo qualche ora sulla superficie infernale di Venera.

Erano fatte di acciaio e cemento armato con forma “a batiscafo”, sinceramente non vedo come sia possibile progettare, costruire e trasportare in situ i macchinari che tu ipotizzi, senza considerare le difficoltà astronomiche (è il caso di dirlo) di trasportare e stoccare l’idrogeno in un ambiente ASSOLUTAMENTE inospitale come quello venusiano.

Terraformare Venere.

Forse!!!

E quindi ripeto, a che scopo?

Il terraforming di Venere ha il grosso ostacolo della velocità di rotazione del pianeta che è molto lento,
però c’è già chi ha trovato delle soluzioni, naturalmente molto “fantasiose”

Ma Venere non è un pianeta un pò troppo ostile per tentare un terraforming?

A mio parere è lo stesso terraforming di un pianeta, sia esso Venere o qualsiasi altro, ad essere parecchio fantasioso e fantascientifico… :thinking:

Di questo passo, con la fantasia (ma tanta), potremo terraformare anche Giove, no?? :thinking:

No, Giove è impossibile!
Ma su Venere occorre trasformare la CO2 in sostanze che cadano al suolo.
Ci sono vari sistemi:
Il primo a parlarne fu Carl Sagan col famoso progetto dell’immissione ad alta quota di alghe

Tralasciando per un attimo problemini non proprio irrilevanti come:

  • il tempo necessario
  • la resistenza dei materiali a 90 bar
  • l’attraversamento delle nubi di acido solforico
  • il fatto che eliminando la CO2 anche la temperatura calerebbe al di sotto dei 450°C

dove si stoccherebbe l’immane quantità di carbonio generato? Se si idrolizza l’acqua per recuperare l’idrogeno, si avrebbe come sottoprodotto anche dell’ossigeno. Ipotizzando di eliminare quasi tutta la CO2 eccetto la piccola quantità che serve per rendere Venere abitabile, si avrebbe comunque un’atmosfera ad altissima pressione di ossigeno quasi puro che non solo sarebbe estremamente corrosiva, ma non penso che andrebbe molto d’accordo con le montagne di carbone (e intendo intere catene montuose!) generate dal reattore. Con un solo fulmine si potrebbe incendiare tutto il pianeta, saturando di nuovo l’ambiente di CO2 (e CO, che nelle combustioni imperfette salta sempre fuori).

Proprio un bel pianeta per la colonizzazione umana :skull:

in un autentico inferno come venere c’è molto da perdere (una decina di sonde venera) e ben poco da guadagnarci: bisogna solo ringraziare l’ ostinazione dei russi se oggi si è a conoscenza
delle più che disumane condizioni ambientali del pianeta al suolo.

Mi spiace spegnere l’entusiasmo di un appassionato, di solito non lo faccio mai, ma in questo particolare caso concordo pienamente con Spock.
Le risorse umane, tecnologiche ed economiche, necessarie per colonizzare un pianeta come Venere sarebbero immani ed il ritorno incerto.

Nessun stato, o consesso di stati, avrebbe la voglia e le risorse necessarie per un’impresa del genere.
Posto che sia possibile terraformare un pianeta, sia esso Marte, Venere o altro…

Per Spock
Ti ringrazio di essere entrato nel merito della questione: sono queste le osservazioni che vanno fatte.
La tecnologia ha molte risorse e la chimica pure.
Per esempio il carbonio prodotto potrebbe essere fatto depositare in depressioni e poi coperto con la regolite per formare miniere future.
L’ossigeno è un gas che si attacca a tutto, per esempio al ferro e conoscendo bene le risorse del suolo venusiano si potrebbe appunto associarlo a qualche metallo.
Certo la ricerca di queste tecnologie farebbe avanzare le ricadute terrestri, le industrie s’impegnerebbero nell’assemblaggio di nuove macchine sempre più resistenti ai fattori ambientali.
L’umanità avrebbe altri ideali se non quelli miseri proposti dalla televisione.
Per quanto riguarda l’inospitabilità di venere, d’accordo, ma le prime opere verrebbero svolte da robot e non da esseri umani; quando poi le condizioni ambientali fossero meno proibitive, si potrebbe pensare a missioni umane.
Alla fine, vi rendete conto di quale sarebbe il risultato, lo dico per i nostri discendenti, due pianeti, Venere e marte, abitabili, due nuovi pianeti per l’umanità.
Forse allora potremo dire di aver speso bene il nostro tempo di vita sulla Terra

che in un futuro non remotissimo, magari nei secoli XXII e XXIII, installare delle basi permanenti su Marte senza terraformare un bel niente (sempre a patto che nel frattempo oppure prima un’ inaugurabile III guerra mondiale a base di confetti a neutroni o dolciumi simili estingua il genere umano) vari uomini di scienza non lo ritengono assolutamente impossibile, ma riguardo Venere tale possibilità sarebbe molto più complessa anche se si tentasse di proiettarla nei secoli XXVIII o XXIX Dopo Cristo.

Premesso che concordo pienamente con Archipeppe…
Vedo più semplice una colonizzazione dello spazio in questi termini per quanto apparentemente impossibile:
http://it.wikipedia.org/wiki/Cilindro_di_O%27Neill

Conviene probabilmente prima colonizzare e sfruttare le risorse di lune ed asteroidi.
Ritorno finanziario più rapido, con reinvestimento degli stessi proventi.

Tutto ovviamente quando la tecnologia disponibile per realizzare tutto ciò sarà abbastanza economica da far quadrare i conti…
Cioè tra 3 o 4 …cento anni? :wink:

Potremmo dire di aver speso bene il nostro tempo se riusciremo a mantenere abitabile la Terra ed eventualmente difenderla dalle minacce esterne. Questo dovrebbe essere il primo obiettivo, di terraformare altri pianeti oggi non ce ne è necessità, non ci sono le risorse, ne le tecnologie per farlo e detto francamente abitare questi pianeti potrebbe essere (ovviamente non in questo secolo) enormemente più semplice utilizzare sistemi più tradizionali, come ambienti isolati… non conosciamo le dinamiche reali della vita e della fisica della Terra, figurarci quella di altri pianeti e ancora peggio ipotizzare azioni ed essere sicuri delle relative conseguenze… rimaniamo con i piedi per terra, se poi ci piace discutere di fantascienza o scenari futuribili no problem, ma non confondiamo la realtà con queste cose.

Comunque, al di la della fantascienza, tenendo conto delle condizioni fisiche dei pianeti è in, in teoria, più facile terraformare Marte che Venere. O sbaglio?

forse sarebbe meglio provare prima a terraformare il deserto del sahara.