Mi associo.
la scienza fa cose che la politica finanzia, uno può fare le scelte che preferisce ma ogni lavoro non privato (e in parte anche i privati) non possono prescindere dall’ottenimento dei fondi necessari alla propria esistenza.
Hanno messo su la guerra fredda per poter finanziare gli eserciti figuriamoci se c’è da gridare allo scandalo per scambiare un etto di satellite per una telecamera
Il costo per queste telecamere sarebbe soprattutto nell’integrazione con il resto del satellite. Il peso (se non richiede bracci aggiuntivi) si misura in grammi, è trascurabile anche rispetto ai margini usati per il propellente.
Nel caso dello schermo di JWST, a chi non sarebbe piaciuto vederlo con gli occhi?
Una fotocamera sarebbe stata sicuramente utilissima in caso di problemi, o anche per valutare il degrado dovuto a impatti di detriti o anche solo alla radiazione.
Il problema però è dove posizionarla “gratis”? Sul corpo principale sarebbe stata inutile perché sempre all’ombra. Sotto sarebbe stata sempre illuminata (con i relativi problemi termici), ma non credo avrebbe un campo di vista sufficiente a mostrare qualcosa di significativo
Sono le Visual Monitoring Camera.
Analisi strutturali, analisi termiche, avionica per la potenza e il segnale, software per la gestione e la trasmissione dei dati, analisi di compatibilità elettromagnetica, controllo della qualità, etc.
Tradotto: centinaia di migliaia di dollari
Tu preferiresti 100 g di telecamera a 100 g di propellente che ti permettono di tenere la missione attiva per 6 mesi in più?
(Numeri sparati a caso, ma il concetto è quello)
Lo abbiamo visto a terra con una qualità più alta di quello che si potrà mai avere nello spazio e con uno sfondo più interessante del nero…
Sono sostanzialmente d’accordo con te.
La maggior parte di quei costi li dovresti sostenere comunque per l’hardware che serve. Se poi si standardizzassero queste componenti, magari perché testate nel frattempo su qualche CubeSat, l’incidenza scenderebbe ancora.
E comunque qui stiamo parlando di componenti che se per un qualunque motivo non funzionano, non piange nessuno. Vedi i microfoni su Perseverance, li hanno messi senza farsi troppe aspettative sul funzionamento.
Per 6 mesi no, ma se fosse un centomillesimo della vita utile del satellite (sarebbe 1 ora per JWST) sarei più propenso. Quanto tempo si “spreca” per altri motivi tecnici o burocratici (tipo USA che va in shutdown)?
Foto “inutili” come le famose Blue marble o Pale blue dot hanno avuto conseguenze importanti sulla società di questo pianeta.
Se un video tecnico del dispiegamento dello scudo ispirasse un ragazzo a diventare un importante ingegnere spaziale (mettete il nome del primo che vi viene in mente che ha contribuito a realizzare qualcosa di importante), sarebbe stato uno spreco?
Perché se no dovremmo considerare una totale perdita di tempo il programma ARISS o i collegamenti publici degli astronauti con media, scuole, autorità…
(Fine dell’OT filosofico)
Cercando quel poco che si trova online, mi sembra di capire che fossero dei tech demo, ovvero (e qui è un’interpretazione mia) proprio qualcosa sviluppato per vedere se aveva “ragione” chi la pensava come me o se invece potesse avere senso mettere delle telecamere sui satelliti per osservare le aperture durante la LEOP, al posto della tradizionale telemetria.
E mi sembra che dopo XMM siano state riutilizzate per poche altre missioni ![]()
Quelle di BepiColombo non possiamo considerarle cam di servizio?
The Mercury Transfer Module of the BepiColombo mission is equipped with three monitoring cameras (M-CAM), which provide black-and-white snapshots in 1024 x 1024 pixel resolution. The positions of the three cameras are indicated with the orange icons, and example fields of views are illustrated.
Qua un esempio di ripresa.
Idea da bar. Lanciare in tandem / farlo rilasciare dalla sonda principale un cubesat equipaggiato con una cam? Ovviamente andrebbe poi tenuto a debita distanza di sicurezza. Avrebbe il vantaggio di azzerare / abbassare i costi di integrazione e i rischi connessi a eventuali malfunzionamenti. I cinesi da quello che capisco hanno fatto qualcosa di simile con Tianwen-1.
https://twitter.com/Xavi_Bros/status/1477554633870561282?s=20
Con i doverosi distinguo, come DART e LICIACube? Ovviamente quando il veicolo principale si disintegra, averne uno secondario per le riprese e’ anche piu’ utile.
se il secondario non ha motori, una volta separato quello va per la sua strada non rimane vicino al primario
Quindi una cosa più come telecamera, trasmettitore e batterie/pannello solare?
A proposito di “selfie drone” per veicoli spaziali.
Notizia di ieri su Tianwen 1.
Un veicolo ausiliario in grado di riprendere quello principale potrebbe anche avere un utilizzo molto serio. Verificare guasti, problematiche e perdite. L’ispezione visuale e’ uno dei principali strumenti di diagnosi.
Inutile ricordare casi in cui poter valutare l’integrita’ dello scudo termico prima del rientro sarebbe stato molto utile in passato.
Una cosa del genere sarebbe molto utile nel caso di stazioni spaziali come ISS o gateway
sni. Può essere utile a comprendere, ma non è detto che sia utile ad altro (comunicazione a parte). Se anche la sonda in orbita attorno a marte si rompesse e si potesse vedere il problema, rimarrebbe una sonda in orbita marziana rotta. Da questo punto di vista da profano anch’io immagino che vedere una cosa sia più utile che leggere la telemetria ma in realtà potrebbe non fare granché differenza
Io pensavo a poco piu’ di un drone, con piccoli cold gas thruster di manovra, che resta sempre nelle vicinanze del veicolo principale e si riaggancia una volta terminata ispezione e casting fotografico.
Dato che si muoverebbe quando il veicolo madre non e’ sotto propulsione i delta V richiesti potrebbero essere veramente minimali.
Inoltre date le distanze minime “da Wi-Fi” la comunicazione non e’ certo un problema.
Ricordiamo che è dovere nelle missioni spaziali (soprattutto se interplanetarie) fare in modo che possano rompersi meno cose possibili. Se qualcosa si può rompere e non metterlo non compromette la missione, semplicemente non metterlo.
In questo caso un mini-drone con motori, antenne, praticamente un altro veicolo, aumentarebbe la complessità in modo smisurato. E non è una buona cosa.
Quindi Ingenuity è una cavolata. Secondo me dovremmo distinguere quello che si può rompere facente parte della missione principale e ciò che si potrebbe rompere a perdere.
Bisogna distinguere tra single point of failure, che se si rompono fallisce tutta la missione e componenti che se si rompono inibiscono funzioni circoscritte.
Mi e’ difficile pensare come la rottura di una telecamera di servizio possa far fallire tutta la missione.
Quando Alan Beam di Apollo 12 ha puntato la Apollo TV camera verso il sole, bruciandola, mi risulta che siano sopravvissuti.
Anche un veicolo di piccole dimensioni che si muove molto lentamente non e’ probabile che faccia grossi danni, con tutta la buona volonta’ di analizzare il worst case scenario. D’altronde gli Starlink si urtano senza danni, durante il deploy.
Ovviamente va progettata per bene, ma non penso sia impossibile fare qualcosa che se funziona e’ utile, se non funziona pazienza.
ingenuity non è una “sonda spaziale”… è un elicotterino. Tutto molto molto più banale, sicuro e leggero di un pezzo di sonda che deve separarsi, rimanere in prossimità e orientarsi, riavvicinarsi e riagganciarsi nello spazio…
Che la proulsione e il controllo di assetto di un elicotterino in un forte campo gravitazionale e nella rarefatta atmosfera di Marte sia piu’ semplice che dei cold gas thruster a zero g non sono sicurissimo, sicuramente sono problemi diversi ma i requisiti in termini di potenza specifica e tempi di reazione sono altri.
Esistono anche altre possibilita’ che non richiedono uso di propellente, come telecamerine collegate con theter (ma servono manovre non banali per rilasciarle e recuperarle) o mast deployabili (che a zero g possono essere relativamente lunghi) o bracci meccanici tipo quelli esistenti sulla ISS in grado di riprendere oltre che operare. Le action cam consumer permettono anche di cancellare elettronicamente il mast e di riprendere a 360°. In effetti ho dei forti dubbi che una Insta 360 consumer funzionerebbe o nel caso durerebbe a lungo nelle condizioni termiche e ambientali dello spazio, ma sarebbe interessante un video a 360° su youtube. Almeno dalla cupola della ISS o di una Dragon turistica mi aspetto che qualcuno prima o poi ci tolga questa curiosita’.
Comunque gia’ ora assistiamo a molte cose, non dubito che qualcos’altro arrivera’, magari con soluzioni standard adatte all’utilizzo su piu’ veicoli base. Arriveranno altre riprese di qualita’ e di dettagli mai visti prima.