WINE prototipo di sonda... a vapore !


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Nell’ambito del programma “NASA Small Business Technology Transfer”, ideato per incoraggiare università e centri di ricerca a interagire con piccole imprese private, l’University of Central Florida (UCF) ha avviato dal 2016 una collaborazione con la Honeybee Robotics di Pasadena.
Oggetto della partnership: realizzare una sonda spaziale capace di estrarre l’acqua dalla superficie dei corpi celesti, ed utilizzarla - sotto forma di vapore - per ottenere una spinta propulsiva sufficiente per “saltellare” lungo la superficie, o addirittura raggiungere la velocità di fuga, allontanandosene per esplorare altri mondi.
WINE (World Is Not Enough), questo il nome della sonda, ricaverebbe l’energia necessaria al processo fisico di estrazione dell’acqua da pannelli solari, o da un generatore a radioisotopi, a seconda del profilo di missione.
Dopo tre anni di studi, lo scorso 31 dicembre 2018 si è svolto un importante test con un prototipo della sonda, così commentato dal suo ideatore, lo scienziato planetario Phil Metzger, ricercatore alla UCF: “E’ stupefacente, WINE è stata in grado di effettuare autonomamente attività estrattiva dal suolo, creare il propellente, e sollevarsi su una colonna di vapore”.
La tecnologia ha il potenziale per essere utilizzata per muoversi in ogni ambiente a bassa gravità che permetta l’estrazione di acqua: la luna, Cerere, Europa, Titano, Plutone, i poli di Mercurio, gli asteroidi.
In un recente articolo su Phys.org viene posta in risalto la capacità del veicolo spaziale di estendere indefinitamente le proprie operazioni, grazie al rifornimento in situ del carburante necessario per spostarsi

Il progetto ha potenzialità incoraggianti: attualmente investiamo molto tempo e denaro per ogni singola sonda che inviamo in missione, sottolinea Metzger, mentre WINE è stata progettata per non restare mai a secco di carburante, in modo da rendere l’esplorazione più economica, e permettere lo svolgimento di diverse missioni su corpi celesti raggiungibili in sucessione, senza dover attendere anni affinché una nuova sonda giunga dalla Terra.

L’idea di un veicolo spaziale che si sposta con il vapore ha da una parte un sapore retrò, che riporta alla mente le prime evoluzioni tecnologiche dei mezzi di trasporto (treni e navi in primis), dall’altra sorprende per il possibile utilizzo di un processo così tecnologicamente “semplice”, basilare, per affrontare le frontiere dello spazio esplorato.

Forse che gli scrittori di fantascienza steampunk ci avevano visto giusto ? :wink:

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