Zone di atterraggio alternative per Soyuz


#1

Leggendo l’ultimo post di Portree sul suo ottimo blog Beyond Apollo, a proposito dell’uso dell’Australia come luogo di atterraggio di Soyuz nel caso fossero state usate come ACRV per la stazione spaziale Freedom, se fosse stata costruita con l’angolazione orbitale prevista di 28.5°, mi ha colpito la seguente frase:

Soyuz spacecraft that docked at the ISS could land in their normal recovery zones in central Asia, or in backup zones in the U.S. Midwest and Great Plains. (These had existed, apparently without U.S. knowledge, since the 1970s.)

In pratica, negli anni ‘60 gruppi di “turisti” russi se ne erano andati in giro per gli Stati Uniti a verificare la possibilita’ di farvi atterrare una Soyuz in caso d’emergenza. Bellissimo. :grin: :grin: :grin:

Mi fa [glow=red,2,300]quasi[/glow] mancare la Guerra Fredda…

Del piano australiano poi non si e’ fatto niente, dopo che presero la Freedom, la spostarono da 28.5° a 51.6°, ci appiccicarono la Mir-2 e la chiamarono ISS.

L’articolo completo sta su: http://beyondapollo.blogspot.com/2012/01/landing-soyuz-in-australia-1993_27.html


#2

Vedi anche Soyuz emergency landing zones - the “Ugol Pasadki” story.


#3

Wow, davvero interessante! La scritta in inglese poi è bellissima! :stuck_out_tongue_winking_eye:
Interessante quello che dice l’agreement delle UN: “If, owing to accident, distress, emergency or unintended landing, the personnel of a spacecraft land in territory under the jurisdiction of a Contracting Party or have been found in the high seas or in any other place not under the jurisdiction of any State, they shall be safely and promptly returned to representatives of the launching authority.”
Parla solo di rimandare a casa l’equipaggio, non parla dell’hardware di volo…

Cmq sarebbe interessante sapere se questi punti di atterraggio esistono ancora. Anche se, considerando che ormai la Soyuz è il veicolo ufficiale per tutti gli astronauti ISS inclusi quelli Americani, mi sembra improbabile che gli USA abbiano negatao l’autorizzazione per talre rientro d’emergenza


#4

Il fatto divertente e’ che esistevano anche negli anni '70 e '80, solo che gli americani non ne sapevano niente, e furono informati solo quando si inizio a parlare delle Soyuz come ACRV.

Mi immagino che prima di allora ci sarebbe stata una telefonata: “Scusate ma abbiamo una lieve emergenza, ed una Soyuz sta per atterrare nel Montana…”

Il colore del viso dei generali a Cheyenne Mountain avrebbe raggiunto un gradevole violetto, direi…

Ora, con la ISS, immagino le procedure siano state ufficializzate, tirando fuori il lavoro dei “turisti” degli anni '60.

Chissa’ com’e’ la situazione per i Cinesi.


#5

Peggio ancora, del tipo telefonata dello Sceriffo della contea x del Montana al NORAD “scusate ma qui abbiamo uno strano affare bruciacchiato al suolo con scritte in russo ed in inglese e due russi spaventati dentro, ne sapete niente???”


#6


#7

e per il buran come avrebbero fatto?


#8

Come con lo Shuttle?


#9
Come con lo Shuttle?

riformulo la domanda , per lo shuttle erano previsti delle piste di atterraggio alternative fuori dagli usa , anche per il buran si è pensato ad una lista di aeroporti (spazio porti) alternativi?

si prese in considerazione di farlo atterrare in paesi NATO?