Aggiornamenti Lunar Orbital Platform e EM-2

#41

Utile soprattutto perché fa da raccordo tra la nomenclatura americana del Design Review e la nomenclatura delle fasi ESA (che cercavo digitando banalmente esa abcd)

La mia perplessità comunque rimane soprattutto se faccio un confronto con la NASA, che sta usando una filosofia diversa, ha prima fissato delle caratteristiche di massima, poi ha pagato per avere 5 concept da eseguire in 4 mesi, ed infine ha fissato i requisiti minimi definitivi che devono essere rispettati dal costruttore.

L’ESA prende gli stessi requisiti minimi (fissati dalle riunioni con le diverse agenzie), poi firma un contratto per la fase A/B1 e poco dopo uno per il concept approfondito, con la particolarità che viaggiano in contemporanea e durano all’incirca lo stesso periodo

dal comunicato della Thales Alenia si evince in particola che il suo lavoro riguarda: “Fase A / B1: comporta l’identificazione di un progetto di missione fattibile, la definizione di una linea di base per il veicolo spaziale e i suoi sottosistemi, comprese le interfacce con il carico utile, la valutazione delle prestazioni scientifiche ottenibili supportate da analisi approfondite e la definizione dello sviluppo.”

Da profano mi sembrano che i 2 contratti hanno molte sovrapposizioni e me li immagino come se uno fosse un ingegnere strutturista (Thales Alenia) e l’altro un architetto (Airbus). Da “contabile” mi pare più coerente l’assegnazione di un contratto stile ATI dove più aziende si consorziano momentaneamente per eseguire una serie di compiti diversi e poi consegnare un lavoro unico e coerente.

#42

A proposito del F35 non è del tutto vero: il progetto definitivo venne approvato dopo una competizione in volo tra il prototipo X35 e l’X32 di Boeing. Di solito gli USA (che ci mettono un sacco di dindini in queste cose) fanno così.

#43

Ma di sicuro prima ne hanno scartati altri, sulla carta. Ed anche costruito un prototipo, poi c’è lo stesso una lunga fase di sviluppo. Un tempo invece gli aerei li piazzavano sulla pista e si sceglievano lì.
Lo stesso possiamo dirlo per le capsule spaziali, dai Dragon allo Starliner. Prima la carta.

#44

Evidentemente ESA e NASA usano metodologie diverse. Di fatto stiamo ancora parlando di veicoli di carta. Ovviamente le imprese si fanno pagare anche solo per tirare due linee sulla carta, che poi non è così semplice: dietro a quelle linee ci sono studi e personale che dev’essere pagato anche se poi non se ne fa nulla.

Questo però è dal mio punto di vista quello che succede quando non si ha una chiara idea di cosa si vuol fare, figli dell’incertezza imperante nel mondo dell’astronautica, divisa tra campanilismi ed affari.