La Space Force: di cosa si tratta in realtà

In generale il design di ogni satellite prevede la presenza di almeno due antenne omnidirezionali (c.d. LGA - antenne a basso guadango) proprio per mantenere un minimo di link telemetrico e di telecomando anche quando eventuali antenne direttive fossero indisponibili per qualsiasi problema.
In genere il lobo trasmissivo di ciascuna di queste due antenne va a coprire qualcosa in più di 180 gradi attorno al satellite (andando parzialmente a sovrapporsi ).

Inoltre, è una feature ormai standard da qualche anno avere a bordo memorie allo stato solido capaci di accogliere diverse ore di telemetria, nel senso che una copia integrale e completa della telemetria trasmessa viene conservata a bordo per diverse ore, in una memoria che poi si va a sovrascrivere partendo dai dati più “vecchi”.
Questo consente ai team di controllo di ordinare al satellite di reinviare tutta o parte della telemetria eventualmente “persa” per problemi di trasmissione.

Quindi anche in rotazione rapida e incontrollata, che è una delle possibili anomalie del sistema di guida cui si pensa fin dal rilascio dal lanciatore, dovrebbe essere possibile ricevere un minimo di telemetria. Questo perché oltre che la disposizione fisica delle antenne, in caso di anomalia grave alcune informazioni chiave del satellite vengono prioritizzate e inviate a terra per prime, per ottimizzare l’uso della banda radio anche con LGA (che hanno data rate decisamente inferiori per necessità tecniche).

Ovviamente non conosco il design di questi satelliti militari, ma se consideri che tutti i satelliti “civili” di degli ultimi 15 anni adottano questa filosofia (con le rispettive peculiarità), mi aspetterei qualcosa di simile anche per veicoli spaziali dalle missioni più “delicate”…

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La Space Force ha il suo primo astronauta?

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Banconota commemorariva

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14 messaggi sono stati spostati in un nuovo Argomento: Starship per uso militare?

Articolo che si commenta da solo

http://nasawatch.com/archives/2020/09/space-force-say.html

La prima operazione concreta della Space Force, dopo il reclutamento e le cerimonie di passaggio dei vari membri dall’USAF?

Molti vettori partono da Cape, ma almeno io ci ho messo un po’ a capire (e forse mi è servito un articolo de Il Post o di Astrospace per capirlo) che in realtà il sito di lancio non è gestito solo da un’agenzia, ma da due: prendendo per esempio la situazione di fine agosto, il Delta IV Heavy con NROL-44 e il Falcon 9 con GPS III SV04 erano nella parte di competenza dell’Air Force, gestita dalla 45 Squadrone della Space Force, mentre Starlink 11 era nel lato di NASA, al LC-39A del Kennedy Space Center.

Come ci ha ricordato @PherosNike in AstronautiCAST 14x01, il payload del NRO aveva la precedenza su tutti gli altri, ma a causa di uno scrub stava creando un collo di bottiglia. Per questo, dopo che i 60 satelliti sono partiti, probabilmente la Space Force si è chiesta se ci sia un modo migliore per gestire i sempre più presenti vettori commerciali che partono. Il generale Jay Raymond, il chief of Space Operations della Space Force, sta portando avanti l’idea di unire le strutture di Cape Canaveral con quelle del KSC sotto un’unica autorità.

Lo scorso mese, durante un meeting del Commercial Space Transportation Advisory Committee, il direttore delle operazioni e della comunicazione della Space Force, il generale maggiore DeAnna Burt ha affermato che è intenzione di presentare una lettera formale per preparare la strada ad un dibattito tra agenzie per creare una autorità nazionale in fatto di spazioporti.

Ci sono un paio di fattori da considerare: prima di tutto, la Space Force è conscia delle spese che sta sostenendo per infrastrutture e strade a Cape Canaveral e a Vandenberg, i due principali spazioporti. Sebbene abbia anche gestito i contratti in leasing per i pad a varie aziende, tra cui ULA, SpaceX, Blue Origin, Firefly Aerospace e Relativity Space con altre che si aggiungeranno, questa prerogativa non sembra essere tra quelle fondamentali per la Space Force. Allo stesso tempo però la SF è sempre più interessata alle dinamiche del settore commerciale, sottolineando come la SF stessa sia contenta e sorpresa dell’arrivo dei booster al porto e del loro riutilizzo, sia dal punto di vista tecnico ma anche economico. Proprio per la continua evoluzione del mondo commerciale, la Space Force vuole facilitare l’accesso allo spazio alle aziende private.

Un’analogia presentata è stata il trasferimento del National and Dulles Airport dalla FAA alla Metropolitan Washington Airports Authority, nel 1984, che ha trovato, dopo essere stata nazionalizzata, investimenti privati per modernizzare gli aeroporti in previsione di una domanda commerciale sempre maggiore. Rimangono aperte molte domande su come gestire uno spazioporto combinato in Florida, determinando per esempio quali missioni debbano avere la priorità. Queste domande verranno gestite nella fase di discussione del progetto.

Uno degli scopi della Space Force è fornire un accesso rapido e sicuro allo spazio e se per portare avanti questa missione si dovranno tenere separati l’ambiente militare e commerciale, si proseguirà su questa strada, ma se ci sarà la possibilità di avere un metodo più efficace e migliore, l’agenzia non starà con le mani in mano. E non lo farà nemmeno NASA, secondo le parole di Jim Bridenstine, che sottolinea però come un lavoro così importante di unione richiederà non poco lavoro e sforzo. Nel frattempo, NASA continuerà come ha sempre fatto, cercando di migliorare le infrastrutture per scopi civili e commerciali.
L’ultimo attore, anch’esso favorevole all’unione dei due complessi, è l’agenzia di Stato per lo sviluppo economico, Space Florida, invitando ad iniziare i dialoghi il prima possibile per guadagnare il massimo possibile da questa richiesta.

Fonte: Ars Tecnica - Space Force plans to merge KSC and Cape Canaveral.

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Constellations è grato che il Maggiore Generale John E. Shaw abbia recentemente dedicato del tempo per parlare di Space Domain Awareness (SDA) e di Battlespace sul podcast. Ascolta il maggiore generale Shaw discutere lo scopo della US Space Force e perché è stata costituita l’anno scorso (suggerimento … non puoi fare la guerra moderna oggi senza capacità spaziali).

Il maggiore generale Shaw parla della necessità di essere in grado di difendere le capacità nello spazio e di prepararsi per una guerra che si estende alla orbita terrestre.

Maggiore Generale Shaw prevede di sfruttare le capacità commerciali per le operazioni spaziali globali.

(Traduzione Google riadattata. Non ho ancora ascoltato l’episodio, ma sono curioso di approfondire l’ultimo punto sullo sfruttamento delle capacità commerciali)

Per chi volesse avere un’idea sulla situazione dei pad, eccone una semplificata, con i pad attivi e strutture più importanti.

Questa, presa dalla pagina Wikipedia relativa a tutte le strutture di lancio di Cape Canaveral e Merrit Island, è autoesplicativa.

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Per chi se lo fosse chiesto, con molta probabilità il cambio di presidenza USA non avrà nessun impatto sulla Space Force.

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La fusione dei due pad di lancio non è ancora avvenuta, ma la Florida’s Patrick Air Force Base verrà rinominata in Patrick Space Force Base e Cape Canaveral Air Force Station assumerà il nome Cape Canaveral Space Force Station da 2020-12-08T23:00:00Z, dopo che il vicepresidente Pence arriverà sulla costa della Florida per l’ultimo meeting del National Space Council sotto la sua direzione.

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È ufficiale. Adesso avremo la CCSFS e la FPSFB.

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Questa è una bella domanda.
Credo che l’idea di per sé avesse un senso (purtroppo!), ma che la cosa sia ancora prematura e quindi sia stata messa su in maniera un po’ pasticciata (tipica del personaggio :grin:)
Vedremo che farà Biden, ma non credo che la cosa sia in cima ai suoi pensieri :grin:

Imho non credo, ormai la Space Force è una realtà ben avviata che trascende le varie amministrazioni.

Si tratta solo di dare tempo al tempo, per far convergere tante realtà operative sotto un unico organismo.

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Anche Spacenews crede che Biden continuerà sulla stessa strada…
Con meno fanfare :relaxed:

In effetti Trump non ha “inventato” nulla, questa cosa della USSF era nell’aria già dall’amministrazione Obama e forse anche prima.

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La Space Force ha scelto il nome con cui sarà conosciuta: i Guardiani, o, in inglese, Guardians.

Il processo è durato un anno e ha incluso professionisti dello spazio e non. La storia del nome inizia nel 1983 nel motto dell’Air Force Space Command

Guardians of the High Frontier

Il nome rappresenta quindi la connessione tra l’eredità e la cultura da cui la Space Force trae origine e la missione per cui è stata creata, ovvero proteggere i citafini e gli interessi degli Stati Uniti d’America e dei suoi alleati.

L’account conclude con il motto della SF, #SemperSupra, che significa Sempre sopra, sia in termini fisici (lo Spazio) ma anche come dominazione.

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Oggi si è tenuta. Bordo della ISS la cerimonia di trasferimento di Hopkins, dalla USAF alla USSF.

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E visto che @Raffaele_Di_Palma mi ha ninjato malamente, ecco il video della cerimonia. Il link porta direttamente al video, anche se non è embedato con l’anteprima.

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Ninjutzu! :stuck_out_tongue_winking_eye:

Comunque, parecchie alzate di scudi in rete e urla di militarizzazione della ISS. Ma alla fine si tratta solo di uno stunt (imho pacchiano) per la USSF.

Si tratta sempre di un ufficiale (ex USAF ora USSF) prestato alla NASA.

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