Opportunity parcheggiato su un pendio per superare l'inverno marziano

Ocio però perchè alcuni lettori consentono solo di cambiare region code per un numero limitato di volte dopodichè impediscono ulteriori switch o impediscono definitivamente la lettura! Comunque googlando si trovano info su praticamente qualsiasi modello in commercio, se il tuo lettore risulta amichevole puoi fare come dice Smiley!

Quindi o cracco (sic) il lettore o scarico illegamente il file. Non mi sembra ci siano altre alternative. :point_up:
(andarlo a vedere in America e’ un po’ troppo costoso) :disappointed:

Perciò… BENVENUTO nel club dei “pirati”. :skull:
Dai, in 2 si fa già una partita a carte

In verita’ i codici di sblocco sono gia’ presenti di fabbrica, per cui dubito dell’illegalita’ della cosa…

Allora mi sfugge la necessita’/utilita’ di questi codici.
Pero’ questo topic sta andando fuori strada…abbiamo gia’ abbastanza informazioni sul filmato per decidere cosa fare.

Anch’io mi son sempre chiesto perchè non ci sia una spazzola in setole morbide per tergere i pannelli… un cannoncino ad aria lo capisco perchè peserebbe troppo, ma un bel tergi…
Certo quando progetti un robot per funzionare 2 mesi non stai a pensare alla sabbia che potrebbe accumularsi in 8 anni, e se proponi al capomissione di sacrificare 300 grammi per un tergicristallo non richiesto quello probabilmente ti manda a casa :bookmark_tabs:

Chiedo venia vista la continuazione dell’OT, ma è troppo ghiotta l’occasione :stuck_out_tongue_winking_eye: ieri ascoltavo lo zoo alla radio, ed è passata una pubblicitàRegresso della SIAE, l’avrete già sentita “chi scarica uccide la creatività”, o qualcosa del genere…
Ridevo pensando alle risate che si fanno gli ascoltatori del canton ticino, vista la recente legge (o era una sentenza?) svizzera in materia, che recita che scaricare non reca alcun danno agli autori, dato che (a loro dire) il miglior cliente pagante delle mayor è proprio lo scaricone, e a conti fatti una grande pubblicità alle pellicole/tracce arriva proprio da chi ha già visionato il prodotto, sia pure con metodi che in alcuni stati sono considerati illegali, e lo pubblicizza fra gli amici, che a loro volta spesso lo guardano pagando.

Pubblicità anti-p2p che viene trasmessa, giocoforza, in uno stato in cui il p2p è legale. Curioso.

Prima di tutto considerate che la vita prevista dei mer era di 6 mesi e non di 8 anni come hai già fatto notare tu e quindi l’accumulo di “polvere” non era previsto, inoltre possiamo considerare anche l’invecchiamento dei pannelli solari che dopo 8 anni sono già ad un terzo della loro normale vita con le loro performance quindi scese di parecchi punti percentuali e quindi anche uno strato leggero di polvere influisce molto di più che da nuovo. Un altro problema è anche legato ai materiali da utilizzare per creare queste spazzole (che per altro dovrebbero pulire una superficie enorme) i materiali “morbidi” da noi conosciuti non possono essere utilizzati per veicoli spaziali essendo praticamente tutti dei polimeri che messi nel vuoto sia durante il viaggio che sulla superficie di marte degasificano vetrificandosi e perdendo quindi le loro proprietà elastiche.
Per questo si sono studiati sistemi di microvibrazioni che aiutati dalla gravità del pianeta potrebbero far scivolare via le particelle di polvere, oppure dei sistemi antistatici che vorrebbero ottenere lo stesso effetto, soluzioni tutte comunque con implicazioni tecniche non indifferenti.

IMHO la soluzione migliore resta quella di Curiosity con gli RTG (generatori termici a radioisotopi), considerate che oggetti di quel tipo stanno ancora egregiamente funzionando sulle sonde viger pardon voyager 1 e 2

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Sei sicuro di questo dettaglio? Mi risulta che nei pannelli fotovoltaici in commercio l’efficienza diminuisca in maniera molto inferiore. E ho sempre pensato che quelli prodotti dall’industria aerospaziale fornissero prestazioni migliori; mi sbagliavo?

I pannelli solari dei MER sono esposti ad un ambiente molto diverso da quello terrestre, soprattutto per le radiazioni ionizzanti che degradano le giunzioni a semiconduttore. Questa è la causa principale, che va sommata all’opacizzazione dovuta allo sfregamento delle polveri atmosferiche ed alla riduzione di trasparenza causata dal loro accumulo.

Da quello che so io i pannelli solari commerciali hanno perdite di efficienza di quest’ordine di grandezza, dovute all’invecchiamento delle celle stesse causato dalle radazioni solari. Non è un invecchiamento lineare. Se non sbaglio le celle arrivano dopo molto poco tempo a perdere circa il 30% dell’efficienza iniziale, per poi rimanere stabili per tutto il resto della vita operativa. Oltre a questo, devi aggiungere l’opacizzazione del materiale di supporto del pannello (plexiglass o simili), e ovviamente le polveri di cui tanto si è parlato in questo post.

Purtroppo non riesco a ritrovare un articolo che ho letto di recente, nel quale si sosteneva che la perdita di efficienza di pannelli commerciali installati alcuni decenni fa è stata molto inferiore a quanto stimato in origine. Una buona notizia, se confermata.

@IK1ODO
Grazie anche a te della risposta. Hai qualche link per approfondire?

http://spie.org/x43655.xml?ArticleID=x43655 e http://www.spenvis.oma.be/help/background/soldam/soldam.html
Ma per fare un reale assessment bisogna accedere a Spenvis e fare una simulazione dettagliata.

Grazie, dovrò darci un’occhiata con calma.

i calcoli e le previsioni per una durata di sei mesi sicuramente saranno stati il risultato di
precise e attentissime valutazioni ma la realtà dei fatti di una durata effettiva di otto anni
senza manutenzione sicuramente è grande materia di studio e analisi da parte di tecnici e ricercatori circa i materiali utilizzati per il loro assemblaggio e di tutte i componenti
elettronici e meccanici onde farne tesoro per futuri progetti di missioni.

solo per pignoleria: la missione “nominale” era di 3 mesi (90 giorni), non 6

la scure delle pulizie autunnali sicuramente è una regola logica e giusta però secondo me
non riesce a cancellare l’ umana nostalgia di un utente del genere.

giusto.
nulla da aggiungere.
nessun altro comment.

per (se volete) continuare la discussione sulla polvere che si è depositata su Opportunity durante gli anni di missione su Marte, sul sito del Jet Propulsion Laboratory della NASA, è stato pubblicato questo articolo con due autoscatti del rover, il primo del 2007 e il secondo del 2011.


Opportunity nel 2007


Opportunity nel 2011

urge carwash!

Luccichii a parte … una mimetizzazione quasi camaleontica.

Commento di mio padre: “Hanno dimenticato di metterci un vibratore ad ultrasuoni per pulirlo…”