[2019-07-11] Vega | Falcon Eye 1

Ecco la BOMBA

per me credibile come scenario (aggiornerò il link appena Repubblica renderà disponibile l’intero articolo)

Considerato come in genere questo tipo di articoli viene scritto (l’ultimo di Repubblica parla di Fedor ai comandi di Soyuz MS-14, per dire) prenderei questo articolo proprio come un ordigno esplosivo, cioè con estremissima cautela e ancor più estremo scetticismo. :thinking:
Forse sabotato, forse no. Tutto è possibile, intanto clicchiamo…

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Non riesco a leggere tutto l’articolo, Repubblica me lo blocca.

Però posso confermare che i servizi segreti francesi hanno preso in considerazione la possibilità di un sabotaggio, pensando che qualcuno avesse voluto far fallire il lancio del satellite arabo.

Queste investigazioni sono uno dei motivi del ritardo del lancio di EDRS-C, che è il motivo per cui io ne ero al corrente…

Detto questo, io rimango comunque molto scettico sull’idea del sabotaggio. Se davvero fossero in grado di sabotare lancio, Ariane Espace ne uscirebbe piuttosto male

Sono d’accordo che Repubblica come tutti i generalisti tende ad esagerare e semplificare gli argomenti spaziali

Ma questo è un taglio geopolitico e non spaziale
E li lasciami affermare che in questo ambito GEDI Gruppo Editoriale S.p.A. non ha nulla da imparare (ti basti leggere una qualunque edizione di Limes come ad esempio questa per capire che non sono acchiappaclick quando si parla di politica)

Conosco Limes da tempo, e ne sono stato un affezionato lettore. Repubblica però è una testata diversa e innumerevoli volte (come la maggior parte dei giornali blasonati) ha anche pubblicato articoli da contenuto discutibile, quanto meno quando si parla di spazio.
Non ho scritto che la notizia è falsa, ma che la prenderei con doppie pinze, sia per il suddetto atteggiamento della testata, sia perché così come la si vede ora, è al più un’affascinante (si fa per dire) ipotesi di spy story.
Naturalmente questa è solo la mia opinione. :slight_smile:

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Marco, come ho scritto sopra la spy story esiste davvero, non è un’invenzione di Repubblica.
Poi se davvero sia è stato fatto un sabotaggio, quella è un’altra storia

Si si, è chiaro, vedremo come evolve, e spero che nel merito sia infondata, altrimenti le procedure di sicurezza ne uscirebbero a pezzi…

Facciamo l’ipotesi che ci sia stato un sabotaggio dello Zefiro 23… chi, fisicamente, può aver manomesso un sistema così complesso per non farlo funzionare a dovere?
Qualcuno che conosce profondamente il sistema e sa esattamente dove mettere le mani per scatenare una catena di eventi che si verifichino al momento giusto. Il tutto senza farsi beccare, senza lasciar tracce ed evitando che qualcun altro si accorga del problema nei controlli pre-lancio.
infine, oltre le capacità, tale personaggio dovrebbe avere anche la volontà di farlo.

Citando il sen.Razzi : “io non creto”

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D’accordo su tutto tranne su questo:

Ovviamente un tale gesto sarebbe stato pagato generosamente. I soldi posso comprare molto. E’ anche vero che per eseguire un tale sabotaggio ben più di una persona avrebbe sovuto partecipare al sabotaggio. Immagino che questi sistemi critici, soprattutto quello di innesco, vengano controllati maniacalmente. A mio avviso era più probabile il cecchino di ULA che questo sabotaggio, ma vedremo.

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Ho letto l’articolo per intero

Si ipotizza come colpevoli Israele (per non dare vantaggio ad un paese arabo), Iran (per la diatriba sciita-sunnita) e USA (per uccidere in fasce vendite di sistemi di spionaggio da un paese NATO che non siano loro…)

Se devo dire la verità, sebbene improbabile, che uno (o più di uno) di questi paesi possa aver sabotato un razzo, non mi sembra impossibile. Avrebbero tutti e tre la capacità di farlo ed il launch complex ESA, seppur gestito dai francesi, è molto più frequentato da stranieri (in USA, Russia o Cina è difficile avere personale straniero presso il razzo…) così da potersi infiltrare facilmente

Il sabotaggio non potrebbe essere stato da remoto? Interferenza nelle comunicazioni tra centro di controllo e vettore o, più rischioso, hackeraggio del controllo da terra

la causa del fallimento, specifica intendo, è nota?

In altre parole: c’e’ qualche prova?

non volevo dire quello. Per esempio, la perdita d’aria nella sojuz era causata da un buco. Come il buco sia stato realizzato, da chi e perché è un altro discorso.
Mi riferisco alla causa del fallimento, non ad eventuali prove di dolo legate alla causa

Non ne ho la certezza al 100% e penso che nessuno a meno di chi ci lavora sopra lo sappia ma ormai i vettori moderni trasmettono e non ricevono altro se non il segnale di autodistruzione (a meno che non sia autonomo, in qual caso neanche quello). Il vettore ha continuato a trasmettere fino a che non ha passato l’orizzonte quindi si può escludere una fonte “pirata” di segnale di autodistruzione, che sarebbe comunque criptato per ovvi motivi.

Sarebbe almeno in teoria possibile a patto che l’hacker potesse avere accesso al software del computer di bordo. So fosse stato caricato a bordo un software con la parte riguardante l’accensione del secondo stadio rimossa o resa non funzionante, l’effetto sarebbe stato proprio quello che si è verificato. Ma un tale difetto potrebbe anche essere stato creato da un dipendente in modo involontario, anche se un simile errore non dovrebbe passare il controllo qualità. Va anche detto che una cosa del tutto assimilabile è successa con il successo parziale dell’Ariane 5 di un anno e mezzo fa, dove se non sbaglio fu proprio un errore di configurazione del software a causare l’incidente.

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Io credo che questa possibilità sia estremamente remota… La rete che viene usata per i comandi e per la telemetria di bordo è isolata fisicamente da internet; a meno di non avere qualcuno dentro che ha “aperto” un accesso verso l’esterno, credo sia quasi impossibile che un hacker sia riuscito a entrare nella rete.

Quindi, secondo me, l’unico sabotaggio veramente plausibile sarebbe qualche manomissione dell’hardware durante l’integrazione del vettore.

Qualcosa come la classica spia travestita da personale delle pulizie, che mentre non c’è nessuno mette le mani dove non dovrebbe. Ma anche questo mi sembra estremamente improbabile. Da un po’ di anni a questa parte la policy di solito è di non dare accesso a nessuno che non abbia veramente a che fare con il lavoro.

Da noi ad esempio il personale delle pulizie non ha accesso alla sala server né alla sala di controllo, quando devono pulire sono gli operatori ad aprire loro la porta…

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In ogni caso l’eventuale manomissione, se reale e non frutto di un errore involontario di qualche tecnico o di qualche errore di design, difficilmente sarebbe stata opera di qualche intruso o di qualche non addetto ai lavori.

Poi comunque immagino che sia pieno di telecamere per cui vedo davvero improbabile un’intrusione. Se fosse davvero andato così andrebbe fatto un film per lo meno.

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Torno a scrivere dopo un po’ di tempo e butto lì il mio copeco con due opinioni personali sull’argomento.

La prima riguarda l’articolo in se’, che probabilmente trasforma una delle ipotesi prese in considerazione (giustamente, visto che un’indagine non deve avere pregiudizi) in una spy story. Quindi: fatti pochi, teorie tante, tutte condite da un racconto avvincente degno di Tom Clancy.

La seconda è legata alla prima e all’agenzia spaziale che sul VEGA ci ha messo di più la faccia (e soldi). Nell’ambito della comunicazione aziendale e istituzioni instillare una narrazione alternativa è una tecnica usata spesso nelle gestione delle crisi. Di esempi ne abbiamo a bizzeffe in tutti i settori.

Proprio dell’ASI abbiamo il caso di Schiaparelli, la cui responsabilità dello schianto su Marte è stata per mesi attribuita (in prima battuta proprio su Repubblica) ad una piccola azienda rumena che aveva lavorato sui paracadute. Poi, alla fine, il report dell’ESA ha smentito tutto, scagionando i rumeni e spiegando come probabilmente - vado a memoria - ci siano stati problemi sul settaggio dei sensori.

Insomma questo per dire che la strategia mi sembra molto simile: cerco un responsabile esterno così salvo la faccia davanti a clienti, investitori, ESA, governo etc.

Anche se non è vero, infatti, una narrazione alternativa e ben condita sbandierata su uno dei giornali più importanti d’Italia ha un impatto mediatico molto più grande rispetto ad un report finale che o non viene letto da nessuno o non viene realmente compreso.

Si tratta, ripeto, di opinioni personali.

Vega Flight VV15: Findings of the Independent Inquiry Commission’s investigations

The Independent Inquiry Commission, tasked with analyzing the failure of Vega Flight VV15, submitted its findings on Wednesday, September 4, 2019.

Co-chaired by the Inspector General of the European Space Agency (ESA); and the Senior Vice President, Technical and Quality of Arianespace; the Commission was appointed on Thursday, July 11, 2019. According to its assigned task, after having analyzed the flight data, the Commission identified possible causes for the anomaly and drew up recommendations for Vega to resume launches under the requisite conditions of safety, security and reliability.

The Commission identified the anomaly’s most likely cause as a thermo-structural failure in the forward dome area of the Z23 motor. Based on this, the Commission has proposed:

  • An exhaustive verification plan of its findings,
  • A set of corrective actions on all subsystems, processes and equipment concerned.

After these actions are completed, the resumption of Vega launches is planned by the first quarter of 2020, enabling a return to the string of 14 successful launches already recorded by Vega.

Flight data analysis

The Vega launcher lifted off as scheduled on July 10, 2019 at 10:53 p.m. (local time in French Guiana). At precisely 130s 850ms after liftoff – and shortly after ignition of the second stage (Zefiro 23) –an anomaly occurred on the launcher, leading to the premature end of the mission.

The work of the Independent Inquiry Commission is based on the following:

  • A complete analysis of measurements recorded during Flight VV15.
  • The study of documents concerning Vega’s production, quality and technical history, including the 14 successful Vega launches to date.
  • Investigations at different production and operational sites involving the staff from the prime contractor, Avio.

These investigations confirm that all preparation and countdown operations for the VV15 launch, as well as the flight conditions until after the ignition of the Zefiro 23 second stage (Z23) proceeded normally. In particular:

  • The operation of the P80 first stage (engine ignition, atmospheric phase, P80 propulsion and separation) was nominal; all parameters were as expected and in line with those from preceding flights.
  • The ignition and powered phase of the Z23 stage was nominal during the first 14s 25ms and all parameters were as expected and in line with those for preceding flights.

The anomaly occurred at 130s 850ms, based on the following observations:

  • At 130s 850ms, a sudden and violent event occurred on the Z23 motor.

This event led to a breakup of the launcher in two main parts: the Z23; and the assembly composed of the fairing, satellite, flight adapter, AVUM and the Zefiro 9 stage (Z9).

After this event, the key telemetry measurements and observations were as follows:

  • At 135s: the upper assembly trajectory started to deviate from the nominal one.
  • At 213s 660ms: in accordance with the safety procedures in force at the Guiana Space Center, a neutralization command was sent by range safety authorities, and was confirmed as executed by analysis of telemetry data.
  • At 314s 25ms: telemetry data and signals from the launcher were no longer received by ground radar and telemetry stations.

The mission came to a premature end, without causing any damage to people or property.

Causes of the anomaly and work plan

Based on these observations, and additional analyses concerning the few milliseconds around the anomaly, the Commission has performed a systematic and exhaustive analysis of the possible causes. The Commission identified as the most likely cause of the anomaly a thermo-structural failure in the forward dome area of the Z23 motor. Other possible causes such as inadvertent activation of the Z23 neutralization system have been found unlikely.

Furthermore, after specific investigations, the Independent Inquiry Commission did not find any evidence of a malicious act.

The Commission has proposed:

  • An exhaustive verification plan of its findings based on analyses and tests,
  • A set of corrective actions on all subsystems, processes and equipment concerned.

This action plan shall enable a resumption of Vega launches under all requisite conditions of reliability by the first quarter of 2020. A key point will validate the effective implementation of Independent Inquiry Commission recommendations prior to flight resumption and submit its final conclusions to ESA and Arianespace.

Daniel Neuenschwander, ESA Director of Space Transportation, said: “In the past weeks, members of the inquiry commission have done a remarkable job, with the support of the prime contractor Avio. I want to encourage all the teams to implement corrective measures for the reliable return to flight of Vega, securing Europe’s full autonomy of access to space.”

Stéphane Israël, Arianespace CEO added: “I would like to thank the co-chairs of the Independent Inquiry Commission, as well as all members. Their work on identifying the causes of the Flight VV15 anomaly, and the well-defined actions to be carried out from now until the end of the year, will pave the way for a resumption of Vega launches as from the first quarter of 2020, under the requisite conditions of reliability. Along with our industrial partner Avio, we will be doing everything in our power to reconnect with the 14 successful launches already recorded by our light launch vehicle.”

Fonte: http://www.arianespace.com/press-release/vega-flight-vv15-findings-of-the-independent-inquiry-commissions-investigations/

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Nuovo articolo di Luca Frigerio pubblicato su AstronautiNEWS.it

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