[2019-07-11] Vega | Falcon Eye 1

la causa del fallimento, specifica intendo, è nota?

In altre parole: c’e’ qualche prova?

non volevo dire quello. Per esempio, la perdita d’aria nella sojuz era causata da un buco. Come il buco sia stato realizzato, da chi e perché è un altro discorso.
Mi riferisco alla causa del fallimento, non ad eventuali prove di dolo legate alla causa

Non ne ho la certezza al 100% e penso che nessuno a meno di chi ci lavora sopra lo sappia ma ormai i vettori moderni trasmettono e non ricevono altro se non il segnale di autodistruzione (a meno che non sia autonomo, in qual caso neanche quello). Il vettore ha continuato a trasmettere fino a che non ha passato l’orizzonte quindi si può escludere una fonte “pirata” di segnale di autodistruzione, che sarebbe comunque criptato per ovvi motivi.

Sarebbe almeno in teoria possibile a patto che l’hacker potesse avere accesso al software del computer di bordo. So fosse stato caricato a bordo un software con la parte riguardante l’accensione del secondo stadio rimossa o resa non funzionante, l’effetto sarebbe stato proprio quello che si è verificato. Ma un tale difetto potrebbe anche essere stato creato da un dipendente in modo involontario, anche se un simile errore non dovrebbe passare il controllo qualità. Va anche detto che una cosa del tutto assimilabile è successa con il successo parziale dell’Ariane 5 di un anno e mezzo fa, dove se non sbaglio fu proprio un errore di configurazione del software a causare l’incidente.

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Io credo che questa possibilità sia estremamente remota… La rete che viene usata per i comandi e per la telemetria di bordo è isolata fisicamente da internet; a meno di non avere qualcuno dentro che ha “aperto” un accesso verso l’esterno, credo sia quasi impossibile che un hacker sia riuscito a entrare nella rete.

Quindi, secondo me, l’unico sabotaggio veramente plausibile sarebbe qualche manomissione dell’hardware durante l’integrazione del vettore.

Qualcosa come la classica spia travestita da personale delle pulizie, che mentre non c’è nessuno mette le mani dove non dovrebbe. Ma anche questo mi sembra estremamente improbabile. Da un po’ di anni a questa parte la policy di solito è di non dare accesso a nessuno che non abbia veramente a che fare con il lavoro.

Da noi ad esempio il personale delle pulizie non ha accesso alla sala server né alla sala di controllo, quando devono pulire sono gli operatori ad aprire loro la porta…

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In ogni caso l’eventuale manomissione, se reale e non frutto di un errore involontario di qualche tecnico o di qualche errore di design, difficilmente sarebbe stata opera di qualche intruso o di qualche non addetto ai lavori.

Poi comunque immagino che sia pieno di telecamere per cui vedo davvero improbabile un’intrusione. Se fosse davvero andato così andrebbe fatto un film per lo meno.

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Torno a scrivere dopo un po’ di tempo e butto lì il mio copeco con due opinioni personali sull’argomento.

La prima riguarda l’articolo in se’, che probabilmente trasforma una delle ipotesi prese in considerazione (giustamente, visto che un’indagine non deve avere pregiudizi) in una spy story. Quindi: fatti pochi, teorie tante, tutte condite da un racconto avvincente degno di Tom Clancy.

La seconda è legata alla prima e all’agenzia spaziale che sul VEGA ci ha messo di più la faccia (e soldi). Nell’ambito della comunicazione aziendale e istituzioni instillare una narrazione alternativa è una tecnica usata spesso nelle gestione delle crisi. Di esempi ne abbiamo a bizzeffe in tutti i settori.

Proprio dell’ASI abbiamo il caso di Schiaparelli, la cui responsabilità dello schianto su Marte è stata per mesi attribuita (in prima battuta proprio su Repubblica) ad una piccola azienda rumena che aveva lavorato sui paracadute. Poi, alla fine, il report dell’ESA ha smentito tutto, scagionando i rumeni e spiegando come probabilmente - vado a memoria - ci siano stati problemi sul settaggio dei sensori.

Insomma questo per dire che la strategia mi sembra molto simile: cerco un responsabile esterno così salvo la faccia davanti a clienti, investitori, ESA, governo etc.

Anche se non è vero, infatti, una narrazione alternativa e ben condita sbandierata su uno dei giornali più importanti d’Italia ha un impatto mediatico molto più grande rispetto ad un report finale che o non viene letto da nessuno o non viene realmente compreso.

Si tratta, ripeto, di opinioni personali.

Vega Flight VV15: Findings of the Independent Inquiry Commission’s investigations

The Independent Inquiry Commission, tasked with analyzing the failure of Vega Flight VV15, submitted its findings on Wednesday, September 4, 2019.

Co-chaired by the Inspector General of the European Space Agency (ESA); and the Senior Vice President, Technical and Quality of Arianespace; the Commission was appointed on Thursday, July 11, 2019. According to its assigned task, after having analyzed the flight data, the Commission identified possible causes for the anomaly and drew up recommendations for Vega to resume launches under the requisite conditions of safety, security and reliability.

The Commission identified the anomaly’s most likely cause as a thermo-structural failure in the forward dome area of the Z23 motor. Based on this, the Commission has proposed:

  • An exhaustive verification plan of its findings,
  • A set of corrective actions on all subsystems, processes and equipment concerned.

After these actions are completed, the resumption of Vega launches is planned by the first quarter of 2020, enabling a return to the string of 14 successful launches already recorded by Vega.

Flight data analysis

The Vega launcher lifted off as scheduled on July 10, 2019 at 10:53 p.m. (local time in French Guiana). At precisely 130s 850ms after liftoff – and shortly after ignition of the second stage (Zefiro 23) –an anomaly occurred on the launcher, leading to the premature end of the mission.

The work of the Independent Inquiry Commission is based on the following:

  • A complete analysis of measurements recorded during Flight VV15.
  • The study of documents concerning Vega’s production, quality and technical history, including the 14 successful Vega launches to date.
  • Investigations at different production and operational sites involving the staff from the prime contractor, Avio.

These investigations confirm that all preparation and countdown operations for the VV15 launch, as well as the flight conditions until after the ignition of the Zefiro 23 second stage (Z23) proceeded normally. In particular:

  • The operation of the P80 first stage (engine ignition, atmospheric phase, P80 propulsion and separation) was nominal; all parameters were as expected and in line with those from preceding flights.
  • The ignition and powered phase of the Z23 stage was nominal during the first 14s 25ms and all parameters were as expected and in line with those for preceding flights.

The anomaly occurred at 130s 850ms, based on the following observations:

  • At 130s 850ms, a sudden and violent event occurred on the Z23 motor.

This event led to a breakup of the launcher in two main parts: the Z23; and the assembly composed of the fairing, satellite, flight adapter, AVUM and the Zefiro 9 stage (Z9).

After this event, the key telemetry measurements and observations were as follows:

  • At 135s: the upper assembly trajectory started to deviate from the nominal one.
  • At 213s 660ms: in accordance with the safety procedures in force at the Guiana Space Center, a neutralization command was sent by range safety authorities, and was confirmed as executed by analysis of telemetry data.
  • At 314s 25ms: telemetry data and signals from the launcher were no longer received by ground radar and telemetry stations.

The mission came to a premature end, without causing any damage to people or property.

Causes of the anomaly and work plan

Based on these observations, and additional analyses concerning the few milliseconds around the anomaly, the Commission has performed a systematic and exhaustive analysis of the possible causes. The Commission identified as the most likely cause of the anomaly a thermo-structural failure in the forward dome area of the Z23 motor. Other possible causes such as inadvertent activation of the Z23 neutralization system have been found unlikely.

Furthermore, after specific investigations, the Independent Inquiry Commission did not find any evidence of a malicious act.

The Commission has proposed:

  • An exhaustive verification plan of its findings based on analyses and tests,
  • A set of corrective actions on all subsystems, processes and equipment concerned.

This action plan shall enable a resumption of Vega launches under all requisite conditions of reliability by the first quarter of 2020. A key point will validate the effective implementation of Independent Inquiry Commission recommendations prior to flight resumption and submit its final conclusions to ESA and Arianespace.

Daniel Neuenschwander, ESA Director of Space Transportation, said: “In the past weeks, members of the inquiry commission have done a remarkable job, with the support of the prime contractor Avio. I want to encourage all the teams to implement corrective measures for the reliable return to flight of Vega, securing Europe’s full autonomy of access to space.”

Stéphane Israël, Arianespace CEO added: “I would like to thank the co-chairs of the Independent Inquiry Commission, as well as all members. Their work on identifying the causes of the Flight VV15 anomaly, and the well-defined actions to be carried out from now until the end of the year, will pave the way for a resumption of Vega launches as from the first quarter of 2020, under the requisite conditions of reliability. Along with our industrial partner Avio, we will be doing everything in our power to reconnect with the 14 successful launches already recorded by our light launch vehicle.”

Fonte: http://www.arianespace.com/press-release/vega-flight-vv15-findings-of-the-independent-inquiry-commissions-investigations/

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Nuovo articolo di Luca Frigerio pubblicato su AstronautiNEWS.it

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Vega potrebbe riprendere i voli a marzo 2020, sebbene non abbia ancora un carico utile associato.

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Falcon Eye 2 che fine ha fatto??

E’ qui: :grinning:

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Si lì il carico c’è però… Parlate di un altro lancio?

Ah, ora ho capito. Come puoi vedere dal calendario lanci ci sono ancora almeno 9 voli Vega (non C) che aspettano. Probabilmente il “payload è da determinarsi” vuol dire che a seguito dell’incidente rivedranno la sequenza e non hanno ancora deciso quale fa partire per primo.

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A volte le spy stories ritornano… https://it.insideover.com/guerra/i-sospetti-di-sabotaggio-del-lancio-del-razzo-vega-15.html?utm_source=ilGiornale&utm_medium=article&utm_campaign=article_redirect

ma qui abbiamo addirittura una “fonte altamente specializzata” (?!).

EDIT: a scanso di equivoci sul mio pensiero ho aggiunto (?!) dopo “fonte altamente specializzata”

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non solo la “fonte altamente specializzata” ma addirittura le modalità di sabotaggio di un componente ben preciso.
Io non ci capisco nulla, ma è troppo circostanziato per non sembrare vero.
Insomma, un romanzo ben scritto (e magari con un fondo di verità)

Ho dato un occhiata agli altri articoli di inside cover e mi sembrano tutti molto credibili.

Dal punto di vista strettamente politico che Israele o l’Arabia Saudita o l’Iran vogliano limitare la capacità di intervento degli Emirati (storicamente una nazione molto interventista) non è una novità

Non so come facciate a dare peso ad una roba del genere… mi bruciano gli occhi e mi pento di aver aperto quel link…

A proposito, attorno a marte c’è una teiera!
…ma non funziona più per via di un’anomalia, si pensa ad un sabotaggio dei venusiani.

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Il problema di questo report giornalistico è che a fronte di un racconto sicuramente credibile, ci sono alcuni elementi importanti secondo me su cui riflettere:

  • esiste un rapporto ufficiale redatto al termine dell’inchiesta che afferma esplicitamente la mancanza di prove sabotaggio. So che la mancanza di prove non è prova della mancanza, ma l’onere della prova è sempre nelle mani di chi le affermazioni le fa

  • affermazioni eccezionali richiedono prove straordinare, che qui non ci sono e anzi, per ammissione del giornalista, si limitano ad una sua pur legittima opinione personale

  • se la pirotreccia del Vega fose stata manomessa, il motore non si sarebbe acceso. La descrizione degli eventi fatta dal rapporto ufficiale parla invece di un «un evento improvviso e violento sul motore Z23; tale evento ha portato ad una frattura del lanciatore in due parti principali: Z23 e l’assieme composto da ogiva – o fairing -, satellite, adattatore di volo, AVUM e il terzo stadio Zefiro 9 (Z9)». Non esattamente compatibile con una mancata accensione ma forse più con un cedimento strutturale/esplosione

  • se fosse stato manomesso il sistema di autodistruzione, sarebbe emerso il suo “sparo” dalla telemetria, come poi effettivamente avvenuto a T+213 secondi, quando «in conformità con le procedure di sicurezza in vigore al Centro Spaziale della Guyana, un comando di neutralizzazione è stato inviato dalle autorità di sicurezza, e ne è stata confermata l’esecuzione dall’analisi dei dati della telemetria»

  • L’affermazione che la telemetria non abbia mostrato dati sbagliati è semplicemente falsa. La telemetria arriva fino a T+314, cioè 100 secondi dopo l’invio del comando di autodistruzione e quasi 180 dopo l’anomalia, e quindi da terra si è potuto sicuramente cogliere valori non nominali. Il grafico di altitudine/velocità mostrato nel video mostrava inoltre chiaramente l’errore di traiettoria, annunciato anche dalla speaker in francese

Insomma, un pezzo che ho trovato tecnicamente ben scritto, ma che a mio parere specula su un atto di sabotaggio ragionevolmente inesistente (fino a prova contraria). Conoscendo un poco come vanno le cose spaziali (capita che i razzi si rompano, o no?), l’ipotesi del problema strutturale/guasto rimane la più semplice e la più credibile.

Se ci fosse anche il minimo dubbio sulla sicurezza delle operazioni di preparazione dei lanci a Kourou, dubito anche che non si sarebbe dato il via ad una azione di rafforzamento delle misure di sicurezza/credenziali/procedure, anche in via preventiva.

P.S. La foto di copertina è di un Falcon 9 e non di un Vega :japanese_ogre:

P.P.S. Attenzione che, se leggete bene, la fonte specializzata si è limitata a dare una spiegazione tecnica del funzionamento e delle possibili modalità di rottura di una pirotreccia. Le conclusioni sono del giornalista, non della fonte.

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Aggiungerei che non c’è solo la telemetria ma ci sono anche i radar del range… devono aver fatto un lavoro certosino per far combaciare tutto…

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