Un grazie alla Vero e al Riky per la trasmissione di questa notte. ![]()
Finalmente un test riuscito che porta a casa molte info concordo con chi parlava dello scudo termico che sarà fortemente attenzionato.
Un grazie alla Vero e al Riky per la trasmissione di questa notte. ![]()
Finalmente un test riuscito che porta a casa molte info concordo con chi parlava dello scudo termico che sarà fortemente attenzionato.
Siamo tornati al punto raggiunto da IFT-5. Ormai il programma V2 è andato; e bisogna guardare alla performance delle nuove V3; sperando che non presentino troppi problemi di gioventù come accaduto con le V2. È critico che continuino a raggiungere in maniera costante lo splash down per testare lo scudo termico.
Vista adesso in replica. Non vedo come questo progetto possa essere economicamente sostenibile, è lontanissimo da dove deve arrivare e siamo già al volo 10, quanti ne serviranno? 50? 100? Ali che si fondono, piastrelle che saltano come popcorn, pezzi che esplodono.
Ringrazio anche io Vero e Riky per la diretta.
Dubbi legittimi. Fa molto pensare il fatto che il progetto DearMoon puntasse a portare un equipaggio intorno alla Luna nel 2023. Sicuramente si è millantato e credo che questo abbia fatto danni, ma non è questo il luogo per parlarne. Comunque mi pare di capire che in questo volo di test i danni al secondo stadio siano dovuti principalmente alla scelta di testarlo ai limiti strutturali.
“intentionally stressed to push the envelope on vehicle capabilities”
Era comunque uno dei pundi del volo10, testare il massimo della resistenza agli stress di rientro. Sappiamo che SpaceX usa questa formula di test.
Personalmente sono perplesso su tutto il progetto, ma proviamo a vedere il resto del bicchiere; questa volta è rientrato pressochè integro, ha effettuato il previsto ammarraggio. La struttura ha resistito ad una perdita quasi totale dello scudo termico. Dati sicuramente molto utili per il giorno (non so in quale futuro) si avrà una Starship operativa e non modulo di prova.
Nuovo articolo di Matteo Deguidi pubblicato su AstronautiNEWS.it.
In realtà se davvero S37 avesse perso gran parte delle TPS ècomunque rientrata integra e funzionale. Sarebbe un risultato assolutamente straordinario, una prova di resilienza unica.
Per quanto riguarda gli alettoni, gli ingegneri di SpaceX non sono riusciti, ancora, a gestire il punto di ristagno a valle del bordo di uscita e che tende a “mangiarsi” la parte terminale degli stessi.
Due parole sulla filosofia di testing adottata da SpaceX: oramai dovrebbe essere chiaro a tutti che non è quella classica astronautica stile NASA (pochi voli mirati incrementali) quanto quella classica “aeronautica” con decine e decine di voli per risolvere i vari “disturbi di crescita” fisiologici in un nuovo velivolo.
Va da sé che questa filosofia applicata ai veicoli spaziali comporta una vera e propria “catena di montaggio” di prototipi (cosa che effettivamente alla SpaceX hanno fatto) per far fronte alle attività di volo sperimentale previste.
Per cui, in futuro avremo ancora un certo numero di voli di prova, non deve sorprendere si tratta fi una cosa fisiologica.
Il tutto imho ovviamente…
Un altro filone interessante di discussioni post volo, è la così detta “Rust Theory”
Come sappiamo lo scudo termico di Ship37 era stato privato di alcune piastrelle (sempre a scopo di test), ed altre invece erano state sostituite con una versione in metallo (come le tre evidenziate nel cerchietto).
Proprio queste piastrelle in metallo potrebbero aver generato una nuvola di ruggine al rientro, che avrebbe poi “imbrattato” di arancione tutta la pancia di Ship: dunque NON si sarebbe perso gran parte dello scudo termico.
Ecco, probabilmente non è, come poteva sembrare, che tutta la parte rossa della pancia sia acciao esposto arrugginito. Ma mattonelle “spruzzate” di rosso.
grazie delle info,profondità dei relitti?le operazioni sono state filmate in qualche modo?quindi ci sono diversi starship che giacciono sul fondo dell’oceano attualmente. Sarebbe carino avere una mappa dei relitti, per farsi un idea più concreta di cosa è finito laggiù durante questi test.
Non lo so Jim, fai delle domande troppo specifiche.
Hai provato a chiedere su gruppi su Reddit o direttamente a Musk su X? Magari ti risponde.
credo che se recuperano il relitto si potrà sapere.
Fonte: live di SpaceX
in effetti dalla foto postata più su il rosso ruggine appare da un certo punto in giù; l’unico pensiero personale è: se fosse dovuto all’ossidazione delle mattonelle in acciaio no avrebbe dovuto essere più circoscritto e non arrivare alla parte finale della Starship? Considerando che il rientro è “di pancia”?
Direi che conviene aspettare cosa dice SpaceX.
Nel mentre Manley sembra vedere la “ruggine” molto prima
https://x.com/djsnm/status/1960540839572333019
io noto solo che la parte di skirt danneggiata è esattamente al centro di questa copertura arancione
La quantità di spazio interno ![]()
La pila di Starlink sembra un cube sat
Quando c’è il plasma di mezzo, tutto è possibile! A parte gli scherzi, il fotogramma postato da Manley su X mi convince abbastanza che sia un deposito superficiale.
ma è dato sapere come vengano posizionate queste boe,posizionate “abbastanza” vicine, al punto di ammaraggio della ship? Nel Pacifico i porti più vicini sono veramente lontani,tipo le isole Mauritius,Reunion o la base Garcia se no si va in Australia. Possibile che la base Garcia ,dipendenza Usa ma ma Uk fornisca un qualche supporto?
Qualche informazione la trovi qui
https://x.com/spaceOFFSHORE/status/1858256545559228840?t=RSBBhuhY3w88hzZfxTU1Ew&s=19
https://x.com/spaceOFFSHORE/status/1896704276988383641?t=oO1FnqFbsISkzkQ9bl1oPg&s=19
Riassunto delle versioni di Starship, da Musk
Dice che ci vuole qualche aggiustamento alla slide https://x.com/elonmusk/status/1960812698037518540
Guarda in base alla posizione di ammaraggio di quest’ultima Starship; andando a consultare delle mappe nautiche della zona; IFT-10 (o quel che ne rimane) è sul fondo del bacino di wharton. È una piana abissale molto grossa con profondità comprese tra i 5600 e i 5800 metri circa. Quindi molto molto profondo.