A 30 anni dal Viking, Nasa prepara altre passeggiate su Marte

Nel 1976, la sonda della Nasa che per la prima volta consentì un incontro ravvicinato con il pianeta Rosso. Gli Stati Uniti vorrebbero celebrare il cinquantenario con un atterraggio umano

Trent’anni fa tre gambe metalliche toccavano il suolo di Marte e il pianeta rosso per la prima volta riceveva una visita dalla Terra. L’anniversario offre alla Nasa l’opportunità per celebrare il successo delle missioni Viking, ma soprattutto per guardare al futuro: per il 50/esimmo anniversario, se tutto andrà secondo i piani, altre due gambe scenderanno tra le rocce marziane, ma stavolta saranno arti umani.
Il 20 luglio 1976, il lander del Viking 1 si separò dall’orbiter con il quale aveva viaggiato per quasi un anno, dopo il lancio del 20 agosto 1975.
La sonda scese verso un terreno sconosciuto e inesplorato, che gli scienziati della Nasa potevano solo immaginare. Al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California, i responsabili della missione trattennero il fiato e attesero con ansia, fino al momento in cui cominciarono ad arrivare le prime immagini del pianeta rosso riprese dalla sua superficie.
Fu un trionfo che la Nasa adesso non vede l’ora di ripetere. Se la tabella di marcia sarà rispettata, nell’arco di mezzo secolo quel primo sbarco su Marte si trasformerà nella prima missione umana, con gli astronauti a passeggio tra le rocce rosse. Il programma di esplorazione spaziale varato dall’ amministrazione Bush ha fissato nel periodo 2025-2030 il momento in cui l’uomo metterà piede su Marte.
Il tre decenni passati dall’arrivo del Viking 1 - seguito dal Viking 2, che il 3 settembre 1976 scese a sua volta su Marte - vengono celebrati alla Nasa con un apposito sito Internet e con una valanga di foto e filmati d’epoca.
L’avventura dei due Viking ‘‘si profila come un gigante leggendario, un successo incredibile di fronte al quale verranno misurate tutte le missioni presenti e future’’, ha detto Doug McCuiston, direttore del Programma di esplorazione di Marte alla Nasa. Le sonde del 1976 sono state seguite in questi anni da varie altre missioni della Nasa verso il pianeta rosso, alcune finite in un fiasco e molte altre diventate nuovi successi, che hanno permesso di raccogliere una mole enorme di informazioni su Marte.
Nel 1997 il Mars Global Surveyor entrò in orbita intorno al pianeta e invia ancora oggi immagini. Lo stesso anno, Pathfinder portò sulla superficie marziana il primo “rover”, il piccolo Sojourner a sei ruote, divenuto una celebrità per le sue immagini che girarono il mondo grazie all’esplosione di Internet.
Nel 1999 la Nasa perse una dopo l’altra tre sonde marziane, ma nel 2001 tornò l’ottimismo: Odissey entrò in orbita intorno a Marte e divenne la base di trasmissione per i due nuovi ‘rover’, Spirit e Opportunity, che nel 2004 si misero al lavoro sulla superficie marziana. La loro doveva essere una missione di tre mesi, alla ricerca di tracce d’acqua, ma sono ancora oggi operativi.
Anche i Viking erano stati una sorpresa simile, continuando a raccogliere dati per oltre sei anni anche se erano progettati solo per un’attività di 90 giorni. La massa di informazioni raccolte nelle varie missioni di questi 30 anni, compresa quella del Mars Reconnaissance Orbiter - che da alcuni mesi studia il pianeta in orbita con gli strumenti più sofisticati disponibili -, rappresentano il bagaglio di conoscenze sul quale la Nasa sta costruendo la propria prima missione umana.
Il ritmo della corsa a Marte dovrebbe aumentare nei prossimi anni. Nel 2010 è previsto il pensionamento della flotta degli space shuttle, che la Nasa conta di sfruttare in questi anni per completare la Stazione Spaziale Internazionale.
Nel frattempo, proseguirà lo sviluppo del nuovo Crew Exploration Vehicle (Cev), una capsula per le esplorazioni spaziali che verrà portata nello spazio con sistemi che ricordano più i razzi dell’epoca dell’Apollo, che non le navette attuali.
Il presidente Usa, George W. Bush, e l’amministratore della Nasa, Michael Griffin, hanno promesso che nel 2018 un equipaggio di quattro astronauti americani tornerà a mettere piede sulla Luna, abbandonata nel 1972 con l’ultima missione Apollo.
Sarà il punto d’appoggio per tentare il balzo verso Marte, dove i primi uomini potrebbero arrivare in tempo per festeggiare sul pianeta rosso il 50/esimo anniversario del Viking.

http://newton.corriere.it/PrimoPiano/News/2006/08_Agosto/7/viking.shtml