A Spinoff a Day – Aerei a prova di avvitamento


#1

#2

Mi stupisco di chi scrive il suo necrologio; così come di mio padre, che ha comperato anni fa la sua tomba.
Per il mio modo di vedere, quando la vita finisce, finisce


#3

Non ho esperienza diretta di ultraleggeri, ma per i piccoli aerei a elica certificati come aeromobili posso dire che è pieno di modelli progettati anche una quarantina di anni fa che la vite non la vogliono proprio fare, nel senso che per iniziarla bisogna forzarla con una manovra anche piuttosto difficile (portarsi in prossimità dello stallo e mantenere i comandi di volo incrociati, per esempio pedaliera a fondo corsa a sinistra e volantino a fondocorsa destra e tutto a cabrare). E comunque, anche nel difficile caso in cui ci si dovesse trovare in vite, è sufficiente lasciare letteralmente i comandi e si esce spontaneamente dalla vite. Alcuni aerei con queste caratteristiche sono il Piper PA18, i Cessna ala alta come il 152 o il 172, il Partenavia P66, insomma ce ne sono un bel po’…

Non capisco molto dunque di quale novità ci parli questo articolo, a parte una bella presentazione dell’Icon A5…


#4

Credo che la novità sia l’introduzione di un capitolo apposito nel codice FAA che regolamenta la progettazione e il comportamento da tenere per un’eventuale entrata in vite, capitolo che, a quanto apprendo, prima non c’era.


#5

Più che altro questo non è proprio uno “spinoff”, ma semmai il risultato di una ricerca specifica di NASA nel campo dell’aviazione.

Per spinoff credo si intenda l’utilizzo di scoperte o tecnologie in ambito diverso da quello per cui sono state concepite…


#6

Vero! Il pilota arriva dal Langley Research Center che è un laboratorio di aeronautica civile, perciò se l’è fatta e se l’è detta all’interno dello stesso ambito. Mi era già capitato di eliminare uno spin-off perché la tecnologia era poi stata utilizzata su… satelliti. E allora. Che trasferimento è? :grin: In questo caso non ho pensato di delistarlo.