A Spinoff a Day – I laser come mezzo di trasmissione dell’energia


#1

A Spinoff a Day – I laser come mezzo di trasmissione dell’energia

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Titolo
Dall’ascensore spaziale dei romanzi di Arthur Clarke arriva una soluzione per dare energia costante a droni in volo con l’utilizzo dei laser.[/html]

Articolo completo: A Spinoff a Day – I laser come mezzo di trasmissione dell’energia


#2

Chissà fino a che distanza può essere coerente un laser. Volendo colpire Marte con il fascio più stretto possibile? Qualcuno dei teccnici lo sa dire a peu prés?


#3

Ne abbiamo discusso qui.


#4

la divergenza del fascio è limitata dall’apertura del telescopio, e poi dalla turbolenza atmosferica.
A spanne, con un telescopio da 1 m in condizioni ideali, la risoluzione è di 0,2", e il fascio a 70 milioni di km è largo 70 km.
Ammesso di “sparare” 1 kW avresti 300 mW per km2, e 0,3 microW per m2.
Invece sulla Luna avresti uno spot di circa 380 metri, e credo che chi fa misure di distanza sui retroflettori usi aperture del genere.
Quindi ci va MOLTA più potenza, e MOLTA più apertura per avere un fascio stretto, per trasferire energia a qualcosa così distante. Ovviamente quella descritta nell’articolo è un’altra cosa, e funziona bene su distanze ridotte.


#5

Mi pare di avere letto che alla distanza della Luna il fascio puntato verso i retroriflettori è dell’ordine di una decina di km.


#6

Sono stato molto ottimista. Penso usino un fascio più largo per avere meno problemi di puntamento - centrare un punto a 0,2" è follia.


#7

Grazie! Beh, intanto vediamo cosa riescono a “quagliare” con la ISS, é il primo passo verso qualcosa mai fatto prima.


#8

C’è chi regolarmente punta un laser verso un bersaglio che si muove a 7 km/s con una precisione di pochi microradianti. Non arriviamo a 0.2" ma ci picchiamo vicino :wink:

Per la dimensione del fascio, per fare un’idea, un laser che parte in GEO da un telescopio di una decina di cm, in LEO a circa 40 mila km di distanza è largo circa 6-700 m.
Tutto questo ovviamente senza la diffrazione dell’atmosfera…


#9

Sergio, basta spoilerare la tua conferenza però! :stuck_out_tongue_winking_eye:
Sennò non vengo a sentirti! :rage:


#10

Il calcolo dovrebbe essere abbastanza facile: 600 metri di larghezza (diametro) del fascio, vuol dire che con un errore di puntamento di 300 m manchi il bersaglio.
300 m a una distanza di 40mila km vuol dire l’arcotangente di 0.3/40000, ovvero circa 7 microradianti, o 1.5" se vogliamo parlare in gradi sessagesimali.

Insomma, un ordine di grandezza di troppo rispetto a quello che vorrebbe avere zio IK1ODO :frowning:


#11

Tutto corretto, io avevo considerato il fascio piú stretto ottenibile da un telescopio di 1 m, limitato dalla diffrazione. Nella realtà si usano fasci ben piú grandi.